Giuseppe Bombino: «L’Area Grecanica è drammaticamente bella, ma la stiamo esponendo agli stessi errori del passato»
VIDEO – Cambiamenti climatici, erosione costiera e spopolamento: il presidente del GAL richiama istituzioni e comunità alla necessità di una strategia condivisa capace di proteggere il territorio e valorizzarne le straordinarie risorse identitarie
C’è un’espressione che Giuseppe Bombino ripete più volte durante la conversazione. Parla di un territorio «drammaticamente bello». Una definizione presa in prestito da Corrado Alvaro che racchiude l’essenza dell’Area Grecanica: una terra straordinaria, ricca di identità, paesaggi, cultura e biodiversità, che continua però a convivere con fragilità profonde.
A tu per tu con il presidente del GAL Area Grecanica, il ragionamento parte inevitabilmente dalle ferite lasciate dal ciclone che ha colpito la fascia ionica reggina. Ferite che, a suo giudizio, sono ancora ben visibili e che rischiano di riaprirsi.
«In alcuni casi si continua a riproporre lo stesso assetto che era stato messo in crisi dall’evento calamitoso», osserva Bombino. Una riflessione che si trasforma presto in un monito. Perché, spiega, la vera insidia sta nell’illusione che ciò che è accaduto appartenga ormai al passato. «Abbiamo la memoria corta. Passato l’evento estremo, immaginiamo di esserne stati risparmiati definitivamente e andiamo avanti per approssimazioni successive».
Il presidente del GAL richiama l’attenzione sui cambiamenti climatici e sull’aumento della frequenza degli eventi estremi. Una realtà che impone una revisione delle strategie di sviluppo e delle modalità di pianificazione del territorio. La costa ionica, nell’immaginario collettivo, rappresenta uno dei principali asset turistici della Città Metropolitana di Reggio Calabria, grazie al connubio tra mare, paesaggio e patrimonio culturale. Proprio per questo, secondo Bombino, ignorare la vulnerabilità dell’area significherebbe compromettere le stesse prospettive di crescita che si vogliono costruire.
Da qui il ruolo che il GAL intende svolgere. «Le istituzioni devono tradurre una visione in opportunità concrete», sottolinea. Una visione che parte dalla valorizzazione dell’identità grecanica, della lingua, dell’antropologia, dei borghi, dell’ambiente e del paesaggio.
Bombino guarda a modelli capaci di accompagnare la natura anziché contrastarla. Cita l’esempio delle barriere soffolte realizzate negli anni scorsi davanti alla costa di Bova, che hanno contribuito a ridurre l’erosione marina, e quello delle tamerici di San Lorenzo, rivelatesi preziose nel mitigare gli effetti delle mareggiate. Soluzioni diverse tra loro, unite da una stessa filosofia: lavorare con il territorio e non contro di esso.
Nel suo ragionamento entrano anche gli incendi boschivi, altra emergenza che ogni estate minaccia l’Aspromonte e le aree interne. «Da una parte perdiamo il patrimonio forestale e la biodiversità, dall’altra rendiamo ancora più vulnerabile il territorio ai fenomeni di dissesto idrogeologico».
Un circolo vizioso che finisce per incidere anche sulle strategie di contrasto allo spopolamento.
Per questo Bombino lancia un appello che va oltre l’emergenza. Immagina una cabina di regia permanente capace di mettere insieme università, professionisti, amministratori e categorie produttive per costruire una visione di lungo periodo.
«Confondiamo spesso il tempo della politica con quello dei territori e delle comunità», conclude. «Il futuro dell’Area Grecanica richiede uno sguardo che superi la durata di una legislatura e che pensi alle generazioni che verranno».
Una sfida che riguarda la sicurezza, lo sviluppo e, soprattutto, la capacità di custodire quella bellezza fragile che continua a rappresentare la più grande ricchezza di questo angolo di Calabria.