Al liceo scientifico Zaleuco, l’incontro con monsignor Christian Carlassare
L’iniziativa ha coinvolto gli studenti delle seconde e terze classi. Il vescovo più giovane del mondo: «Ovunque vada, il mio cuore è sempre lì, nel Sud Sudan, dove posso mettermi sempre in gioco, per migliorare l’ambiente e rendere liberi gli abitanti dal giogo della violenza e dello sfruttamento»
Una giornata ricca di formazione e confronto, quella vissuta dagli studenti delle classi seconde e terze del liceo scientifico Zaleuco, plesso del Polo Liceale Zaleuco – Oliveti – Panetta – Zanotti, guidato dalla dirigente Carmela Rita Serafino, che, mercoledì 22 Aprile, nell’Aula Magna “Costantino Dardi”, hanno incontrato Sua Eccellenza Mons. Christian Carlassare, Vescovo di Bentiu in Sud Sudan, accompagnato da padre Francesco Carlino, parroco della Chiesa di Santa Maria dell’Arco di Siderno, che ha organizzato l’incontro.
Ad aprire i lavori del Convegno i saluti della Dirigente Serafino, che si è detta onorata di ospitare un personalità come Mons. Carlassare, un fulgido esempio di come l’inclusione, il dialogo e l’accoglienza diventano uno stile di vita, che edifica e arricchisce tutti noi. A seguire l’introduzione di padre Carlino, che ha trasmesso, in modo efficace ed empatico, la sua esperienza decennale di missionario in Africa e Oceania ed offrendo spunti su ciò che i giovani sono chiamati a mettere in atto per diventare costruttori di pace. Mons. Carlassare, poi, ha parlato del suo percorso, che lo ha portato, già quando era studente, ad aderire alla missionarietà comboniana. Dopo l’ordinazione si reca nel Sud Sudan e poco prima di diventare Vescovo, nel 2021, subisce un’aggressione: due uomini fanno irruzione nella sua canonica picchiandolo e sparandogli alle gambe.
L’esperienza lo segna profondamente e arricchisce ancora di più la sua scelta di operare in quelle zone. Nel 2022 ottiene il ministero episcopale, divenendo, così, il Vescovo più giovane del mondo. Nel 2024 papa Francesco lo nomina primo Vescovo di Bentiu nel Sud Sudan. Lì la Chiesa, ha ribadito Mons. Carlassare, è “comunità di resistenza e di speranza”, impegnata nella promozione della pace, della giustizia e della dignità umana. L’Africa, spesso stigmatizzata, è, invece, un “polmone spirituale” per il mondo, capace di offrire un respiro nuovo, che chiama a riscoprire la propria vocazione evangelica e solidale.
Particolare attenzione è rivolta ai giovani di quelle zone, protagonisti di un futuro da costruire attraverso l’educazione e la formazione integrale, in un Paese dove la Chiesa continua ad investire con coraggio e visione. «L’esperienza dell’aggressione – ha aggiunto Mons. Carlassare – mi ha insegnato a non avere nemici, a non pormi in competizione con nessuno. Questo mi aiuta ad essere più aperto, accogliente, senza giudizio, più paziente nell’accettare la fatica del cammino e i suoi tempi. Non mi lascio, tanto, guidare dall’atteggiamento che l’altro ha verso di me, ma dalla gratitudine di aver sperimentato sulla mia pelle la divina misericordia».
È necessario, come credenti appartenenti ad una comunità, mettersi in ascolto delle sofferenze della gente, costruire ponti là dove si erigono muri di separazione, indicando la strada verso uno sviluppo umano sostenibile ed equo per tutti. Bisogna lavorare senza sosta per la pace, la giustizia e il rispetto della dignità di ogni persona, senza distinzione. Il mondo ha sete di solidarietà reale e reciproca. Inoltre, ha sottolineato Carlassare, è di fondamentale importanza, per arrivare alla pace, camminare insieme, perché il mondo sia meno diviso e più fraterno, senza contrastare la migrazione, ma vivendola e regolamentandola, perché sia occasione di incontro, di umanità e di crescita comune. La Chiesa nel Sud Sudan continua a contribuire, affinchè l’istruzione delle nuove generazioni diventi fondamentale per raggiungere una più vera liberazione. Fin troppo spesso i giovani vengono manipolati e usati per perpetuare un conflitto, che impoverisce tutti, mentre i giovani possono contribuire a costruire una società più fraterna.
La Chiesa del Sud Sudan offre buone opportunità di scuola a tutti i livelli, dove si cerca non solo di istruire, ma anche di formare umanamente lo studente. Così le parole di Mons. Carlassare: «Ovunque vada, il mio cuore è sempre lì, nel Sud Sudan, dove posso mettermi sempre in gioco, per migliorare l’ambiente e rendere liberi gli abitanti dal giogo della violenza e dello sfruttamento».
Al termine, diverse sono state le domande da parte degli studenti, affascinati dalla ferma convinzione di Mons. Carlassare di continuare ad operare in una zona dell’Africa, in cui rischia spesso la vita. La promessa, anche, di partecipare a diverse iniziative di gemellaggio con la comunità guidata dal Presule. L’intero evento è stato ripreso dai ragazzi di “Radio Aut Zaleuco”, mentre rappresentanti di “Radio Ivo” e del Giornale Scolastico” La Voce del Polo” hanno intervistato Mons. Carlassare con domande mirate ad approfondire la sua scelta e la sua forza di fede. “Non ferire o umiliare i nostri fratelli è il nostro primo dovere verso di loro, ma non è sufficiente fermarsi lì. Abbiamo una missione più alta: essere loro di servizio dovunque ne abbiano necessità” (San Francesco)