Gocce di solidarietà, Vanna Micalizzi (Avis): «Diffondere il dono e supportare il sistema trasfusionale, ecco la duplice mission del volontariato del sangue»
VIDEO | La presidente dell’Associazione provinciale: «Non si può riprodurre in laboratorio. Senza il dono mancherebbe una risorsa che salva le vite tutti i giorni, per questo ci siamo rimboccati le maniche anche per raccogliere le sacche»
«Siamo orgogliosi di essere donatori italiani del sangue. A differenza di quello che accade nel panorama europeo, in Italia la donazione è un atto gratuito, assolutamente volontario e responsabile perché restituisce certezza a un sistema sanitario che ci aspetta e soprattutto, spera nell’obiettivo di raccogliere il sangue. Oggi la donazione del sangue rappresenta vita, speranza per gli ammalati, perché l'impiego dal punto di vista trasfusionale è terapeutico».
L’appello del dottore Alfonso Trimarchi: «La sanità non può fare a meno del sangue, prezioso e insostituibile. Venite e donarlo»Vanna Micalizzi, presidente dell’Avis provinciale OdV di Reggio Calabria, ospite della nuova puntata di A tu per tu negli studi del Reggino.it, racconta l’opera dell’associazione di donatori di sangue più rappresentativa sul territorio che insieme a Fidas, Adspem e Donatori nati della Polizia di Stato, è impegnata ogni giorno in un’attività di sensibilizzazione e diffusione della cultura della donazione.
«Nei suoi 68 anni di vita nel reggino, rappresentando un’associazione che nel 2027 compirà 100 anni, Avis ha cercato di essere presente in modo capillare sul territorio metropolitano. Un percorso che ancora continua con i suoi 9300 soci attivi, le sue 41 sedi comunali, con le articolazioni fisse di raccolta sangue di Gioia Tauro, Locri, Villa San Giovanni, Campo calabro, Reggio Calabria e con la disponibilità di tre autoemoteche. Siamo grati ai nostri donatori e alle nostre donatrici ma occorre fare di più».
Raccolta sangue, nuova chiamata dell’Avis: «Un gesto semplice per aiutare chi soffre. Venite a donare» - VIDEOAlla mission essenziale di promozione della donazione del sangue si affianca, infatti, quella della raccolta di sangue. «L'autosufficienza calabrese – spiega Vanna Micalizzi, presidente dell’Avis provinciale OdV di Reggio Calabria -non sarebbe stata raggiungibile se a un certo punto il volontariato dal sangue non si fosse rimboccato le maniche e, nel segno del principio di sussidiarietà, non avesse anche raccolto il sangue oltre che sensibilizzare a donarlo, diventando quella mano lunga del sistema trasfusionale sul territorio. Così attraverso l’accordo Stato-Regioni, nel nostro caso il Gom si appoggia al volontariato, che necessariamente deve essere organizzato e strutturato, e con esso stringe un’alleanza. L'associazione ha la possibilità di avvicinarsi il più possibile e raggiungere anche materialmente la cittadinanza attraverso le sedi distribuite sul territorio e le autoemoteche ma non meno la sua raccolta deve essere sicura e di qualità».
Autosufficienza e Volontariato organizzato
E allora il volontariato si intreccia con la necessità di organizzazione e professionalizzazione, mantenendo comunque intatta la gratuità del gesto della donazione.
«La raccolta di sangue - spiega ancora Vanna Micalizzi - deve essere eseguita da professionalità sanitarie (medici, infermieri specializzati per il prelievo), in grado di garantire qualità e sicurezza, dalla prelievo alla raccolta e al trasporto fino al Sit che dovrà riceverlo. Il sistema trasfusionale sul territorio provinciale di Reggio Calabria si avvale di tre sit, Reggio Calabria presso il Gom, Polistena e Locri. Presidi essenziali che senza l’apporto del volontariato del sangue non avrebbero potuto ricevere nel 2025, le 15 mila sacche di sangue e plasma. Sacche per le quali, in base a tabelle ministeriali, l’associazione viene rimborsata dei costi di personale e organizzazione che sostiene per la raccolta. Dunque nessun profitto ma il rimborso previsto per ogni sacca di sangue e plasma raccolta».
Tutto resta possibile solo attraverso il dono che, al di là di questa struttura, resta il momento fondativo del volontariato italiano del sangue. Dono che è un gesto volontario e gratuito che sta alla base del vincolo associativo. L’Avis, quindi, si fonda sul volontariato per il dono e per le attività di promozione culturale, e si avvale delle professionalità sanitarie, in un’organizzazione stabile e dunque sorretta da contratti, per garantire sicurezza e continuità.
Sicurezza per chi dona e per chi riceve
«La questione della sicurezza è comunque reciproca. Sicuro è il sangue di un donatore sano, controllato prima del prelievo. Ecco perché la donazione è salute da ogni punto di vista. Essendo salute per chi dona, perché sottoposto a controlli, diventa salute per chi riceve. La sicurezza complessiva passa da ogni fase intermedia, assicurata da professionalità e organizzazione.
E allora la responsabilità è associativa ma nella fase di raccolta. Senza la scelta responsabile del donatore che acconsente ad aiutare il sistema nessuna organizzazione potrebbe nulla.
La scelta del dono
Chiudiamo con un appello. «Non si può riprodurre in laboratorio. Il sangue può solo essere donato. Se non lo doniamo non potrà essere disponibile per gli ospedali. In questi stessi minuti in cui stiamo lanciando questo appello c’è già bisogno di sangue negli ospedali. Non c'è da attendere, c'è soltanto da attivarsi, rispondendo presente», ha concluso Vanna Micalizzi, presidente dell’Avis provinciale OdV di Reggio Calabria.