Gratteri è passato dal Bsmt: «Le mafie oggi non hanno bisogno di uccidere»
Il magistrato antimafia ospite del podcast condotto da Gianluca Gazzoli: «Sono allenato a controllare le mie emozioni. Mai farsi prendere da rabbia e vendetta»
«Le mafie oggi non hanno bisogno di uccidere, la società negli ultimi decenni più facilmente si prostituisce, si vende per 10 mila euro, mette la firma dove non dovrebbe metterla, c’è meno etica e vergogna». Ha scelto uno dei podcast più ascoltati d’Italia per parlare ai giovani Nicola Gratteri. Ospite del Basement, il format condotto da Gianluca Gazzoli in onda su tutte le piattaforme digitali, il magistrato antimafia ha parlato di come la mafia è cambiata oggi, di cosa non si vede più perché non fa rumore, dei nuovi sistemi economici criminali e delle responsabilità della politica e della società.
«Per le mafie è più facile penetrare in contesti sociali dove prima la porta era sbarrata – ha detto il procuratore di Napoli - questo abbassamento dell’etica facilita perché i mafiosi si presentano vestiti bene, hanno modi gentili e garbati, con tanti soldi al seguito. Hanno bisogno di gente esperta di finanza, di gente esperta di criptovalute, abbiamo visto come la ndrangheta aveva assoldato hacker tedeschi per estrarre bitcoin e per fare transazioni finanziarie molto sofisticate in banche straniere».
Nel corso della chiacchierata Gratteri ha ripercorso tutta la sua storia, raccontando di come ha affrontato la paura, il peso della solitudine, il concetto di giustizia, e cosa lo spinge ancora oggi a combattere sacrificando tutto in nome della verità.
«Io sono allenato a controllare le emozioni, chi va il mio lavoro non deve mai farsi prendere dalla rabbia e dalla vendetta, di fare il giustiziere della notte – ha rimarcato - Anche se qualcosa ti scuote, come la violenza sui bambini, un vecchio in ospedale maltrattato dagli infermieri, una ragazza fatta a pezzi dal marito, bisogna controllare le emozioni, rimanere freddi e non scomporsi, attenersi ai fatti e lavorare con il codice in mano, essere rigidi ma fedeli sempre alla legge, altrimenti facciamo il gioco dei delinquenti».
Quindi un passaggio sul rapporto con i figli: «I bambini non capivano perché io non andassi al mare con loro, perché non mi facevo una passeggiata sul lungomare con loro. Mi vedevano tornare a casa dopo una settimana e all’inizio era come se non mi conoscessero. Per fortuna da adulti sono riuscito a recuperare il rapporto con loro. Dai tempi del liceo hanno capito che tipo di lavoro facessi. Prima di allora non sono stato un bravo genitore, ha fatto tutto mia moglie, che si è sostituita a me. Non è stato facile».