Guido Leone: «L’Italia della lettura è sempre più divisa e disuguale: anche in Calabria la grande fuga dai libri»
Tra divari territoriali, carenze strutturali e nuove abitudini digitali, i dati evidenziano un calo della lettura e rilanciano il ruolo cruciale di scuola e biblioteche nella formazione culturale
«Studiare tutti e leggere tutti. Dal più anziano al più giovane. Dal Nord al Sud. E’ quanto si auspica,ogni anno, dal 1996, per la Giornata mondiale Unesco del Libro e del diritto d’autore finalizzata a celebrare i molteplici ruoli del libro nella vita della società umana e per proporre una riflessione seria sulle politiche culturali, dove centrale resta l’educazione alla lettura e l’importanza delle biblioteche intese non solo come luogo di conservazione e di accumulazione, ma come centri vivi di rielaborazione e di produzione di cultura.
Per tradizione l’Italia è un paese dove si legge poco e finiamo in fondo alla classifica.
L'Italia si posiziona purtroppo agli ultimi posti in Europa per la lettura, con circa il 65% della popolazione sopra i 16 anni che nel corso del 2022 non ha letto nemmeno un libro all'anno. Ecco cosa rilevano i dati più aggiornati forniti dall’Ufficio statistico dell’Unione Europea, l’Eurostat. Le cause di questa condizione sono diverse e vanno dalle scadenti competenze alfabetiche degli italiani, ovvero da quell’insieme di strumenti che consentono capacità autonome di lettura comprensione e interpretazione del testo alla concorrenza del web per i giovani, abituati ad un tipo di fruizione diversa e ad essere sempre connessi, il che non aiuta la concentrazione che richiede la lettura di un libro.
I bassi livelli di lettura sono dovuti anche ad un analfabetismo di ritorno. Il libro, dunque, oggetto silenzioso ,insostituibile strumento di cultura, in Italia muore di freddo.
Ma quanti sono gli italiani che leggono?
Nel 2025, la percentuale di lettori in Italia è scesa al 56%. Si tratta di un calo considerevole rispetto al 2022, quando come detto la percentuale era del 65%.
In Italia nel 2025 sono cresciute del 4% le persone tra i 15 e i 74 anni che si dichiarano lettrici e lettori (almeno un libro letto anche in parte negli ultimi dodici mesi, compresi e-book e audiolibri), raggiungendo i 33,9 milioni: sono adesso il 76% della popolazione, contro il 73% dell’anno precedente. La crescita riguarda tutte le fasce d’età: tra i 15-17 anni i lettori sono cresciuti del 5% nell’ultimo anno e sono adesso l’89% della popolazione, nella fascia 18-34 anni sono cresciuti del 2% e sono ora l’82%, nella fascia 35-54 anni sono cresciuti del 3% e sono ora il 79%, nella fascia 55-74 anni sono cresciuti del 2% e sono ora il 68%. Calano però tempi e frequenza di lettura: la quota di chi apre un libro almeno una volta a settimana è passata dal 72% dei lettori del 2022 al 61% del 2025, mentre quella di chi legge solo qualche volta al mese è passata dal 26% al 38%.
Il quadro interno all’Italia mostra forti disuguaglianze geografiche. Un dato recente evidenzia che al Sud e nelle Isole solo il 62% degli over-15 dichiara di avere letto almeno ‘qualcosa’ nell’anno,contro il 77% del Centro-Nord, una differenza di 15 punti percentuali. Secondo l’Istat questa disparità dipende da infrastrutture carenti: mancano librerie e biblioteche capillari, la distribuzione del mercato editoriale è meno penetrante e l’accesso al libro è ostacolato spesso in alcune aree. A ciò si aggiungono disparità sociali e demografiche: la lettura risulta mediamente più diffusa tra giovani, donne, persone con titolo di studio più elevato.
Quale la situazione nella nostra Regione?
Nel 2025, in Calabria, secondo l’AIE, circa il 58% della popolazione sopra i 15 anni ha dichiarato di aver letto almeno un libro, sia esso cartaceo, ebook o audiolibro, nei dodici mesi precedenti. Il dato evidenzia una significativa distanza, 15 punti percentuali in meno, rispetto alla media del Centro-Nord, che si attesta al 73%.
La Calabria, perciò, si conferma tra le regioni con i tassi di lettura più bassi. Il dato si inserisce in un quadro nazionale dove, nonostante la crescita della lettura nel 2025, permangono disuguaglianze geografiche.
I dati evidenziano ,peraltro, una carenza infrastrutturale, con il 90% dei comuni calabresi privo di librerie.
In alcuni rapporti basati su tendenze precedenti, il tasso di lettura in Calabria risulta persino inferiore, posizionando la regione in fondo alle classifiche per consumo culturale.
Il dato del 58% è una stima che include chi ha letto anche solo in parte un volume, inclusi fumetti, libri di cucina o guide turistiche.
I libri cartacei ,poi, nella nostra regione sono letti dal 24,3% di persone dai 6 anni in su, gli e-book dal 7,1%. Gli audiolibri sono usati appena dallo 0,9% delle persone.
La Calabria, poi, è la prima regione italiana ad avere la percentuale più bassa di famiglie che non ha libri in casa, il 17% ne possiede da uno a dieci, il 15% da undici a venticinque, il 4,5% più di quattrocento.
Anche questo dato è praticamente costante da quasi un ventennio. Di fronte a questa evidenza, si pone il tema di garantire un’offerta pubblica adeguata, atteso che la non lettura è sempre più connotata come una condizione correlata al livello socioeconomico, culturale e geografico: le fasce più deboli(basso titolo di studio, basso livello tecnologico, area geografica di residenza, ecc,) e chi vive nel Sud legge sempre meno libri.
Squilibri che si sono accentuati anche con la recente pandemia.
A fronte ,dunque,di quella che possiamo definire una vera e propria emergenza culturale,anche la scuola, dove manca spesso e volentieri l’abitudine al leggere, è chiamata a costruire un rapporto tra il giovane allievo ed il libro come momento positivo e di crescita spirituale e culturale.
Non basta studiare testi ,bisogna leggerli, commentarli, discuterli. I libri vanno “vissuti” nell’ambito scolastico perché lettori si diventa». Così in una nota Guido Leone, già Dirigente tecnico U.S.R. Calabria.