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26/05/2025 ore 18.45
Società

Il Corecom Calabria lancia la battaglia contro l’azzardo minorile: «È il banco di prova della nostra civiltà»

Parte da Reggio il percorso di sensibilizzazione con l’Ordine dei Medici e la Garante della Salute Anna Maria Stanganelli. Allarme giovani: in Italia il 53% ha già giocato d’azzardo
di Redazione

Una vera e propria piaga sociale, spesso sottovalutata, cresce silenziosamente tra le pieghe del nostro tempo. È il gioco d’azzardo minorile, un fenomeno sempre più diffuso tra gli adolescenti, alimentato da strategie digitali aggressive, carenze normative e – soprattutto – da una fragilità culturale profonda.

Contro questa deriva, il Corecom Calabria prende posizione netta, annunciando l’avvio di un percorso regionale di contrasto e prevenzione. Il primo appuntamento è fissato per martedì 27 maggio, in collaborazione con l’Ordine dei Medici della provincia di Reggio Calabria e con la partecipazione della Garante della Salute della Regione Calabria, Anna Maria Stanganelli.

«Scegliamo di stare dalla parte dei giovani, senza mediazioni e senza illusioni», dichiara il Comitato, composto da Fulvio Scarpino, Mario Mazza e Pasquale Petrolo. «La battaglia contro l’azzardo minorile è il banco di prova della nostra civiltà».

I dati parlano chiaro. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nel 2023 il 53% degli studenti italiani tra i 15 e i 19 anni ha giocato d’azzardo almeno una volta. Oltre 120.000 adolescenti sono già considerati a rischio patologico, con diagnosi di dipendenza in aumento del 15%. Allarmante anche la crescita del gioco online: nel 2024 il 14% degli studenti ha scommesso via web, quasi il doppio rispetto al 2019. Tra le ragazze, la partecipazione è triplicata, passando dal 2,7% all’8,7%.

L’Italia è oggi il Paese europeo con la più alta incidenza di gioco tra i minorenni: 45%, ben sopra la media Ue del 37%. E ogni numero è un volto, una famiglia, un rischio che si traduce in ferita sociale.

Per il Corecom, la risposta non può che essere corale, radicale, senza ambiguità. Il nuovo percorso coinvolgerà progressivamente scuole, operatori sanitari, associazioni, terzo settore e presidi educativi, in un’alleanza che punta a diventare infrastruttura civica contro la dipendenza.

«Nessuna voce sarà esclusa – sottolinea il Comitato –. La strategia sarà costruita con chi ogni giorno affronta la fragilità dei minori, non con chi si accontenta di proclami astratti». E l’attacco è diretto anche a quegli ambiti dello Stato «dove consulenze scientifiche si piegano agli interessi dell’industria dell’azzardo, tradendo la tutela della salute pubblica».