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16/10/2026 ore 12.56
Società

Il Festival Gaia e il Mediterraneo come voce del cambiamento, spazio di passaggi e nuove idee

Il 17 ottobre a Palazzo Zani una giornata di dialogo e idee con Thierry Fabre, Driss Ksikes e Francesco Cicione

di Redazione

Che cosa significa oggi essere Mediterraneo? Quali storie, visioni e responsabilità possono aiutarci a comprendere un mondo in trasformazione? A queste domande sarà dedicata la giornata di sabato 17 ottobre del Festival “GAIA - Futuro Prossimo | Mediterraneo Presente”, con la Conferenza “Mediterraneo. Testimoni del cambiamento”.

L’appuntamento si svolgerà nella Sala dello Stretto di Palazzo Zani, all’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria. Al centro, il Mediterraneo come luogo vivo di relazioni e di confronto: non soltanto uno spazio geografico, ma un orizzonte culturale attraversato da trasformazioni, idee e narrazioni capaci di parlare al presente.

A guidare la riflessione saranno tre protagonisti con percorsi e sensibilità distinti: Thierry Fabre, Driss Ksikes e Francesco Cicione. Le loro prospettive si incontrano attorno a una domanda comune: come trasformare la complessità del Mediterraneo e del nostro tempo in un’occasione di dialogo, libertà e costruzione di futuro?

Thierry Fabre, saggista, ricercatore e fondatore delle Rencontres d’Averroès, da anni lavora per creare occasioni di confronto tra culture e punti di vista. Nei suoi scritti - da Traversées a Éloge de la pensée de midi, fino a La Méditerranée n’est pas une étoile morte - invita a sottrarsi alle immagini troppo nette e rassicuranti del Mediterraneo. La sua è una realtà insieme «una e molteplice»: luogo di frontiera e, allo stesso tempo, di passaggio; attraversata dalla memoria dei conflitti, ma anche da incontri che nel tempo hanno ricucito legami. Pensarla nella sua complessità significa rifiutare tanto la rassegnazione quanto il sogno di un’unità senza differenze.

Driss Ksikes, scrittore, drammaturgo e saggista marocchino, porta nel dibattito una riflessione radicale sulla libertà del pensiero e della creazione. Nel suo Sentieri dell’indisciplina, pubblicato in Italia da Mesogea, l’indisciplina non è disordine fine a sé stesso: è la possibilità di sottrarsi alle identità imposte e agli schemi che limitano il pensiero, per aprire nuove vie alla conoscenza. Muovendosi tra letteratura, teatro, arti visive e scienze sociali, Ksikes mostra come attraversare i confini tra le discipline possa diventare un gesto creativo e una pratica di libertà. Una prospettiva che, in una giornata dedicata al Mediterraneo, richiama il valore del confronto tra linguaggi, esperienze e appartenenze diverse.

Francesco Cicione, fondatore di Entopan e di Harmonic Innovation Group, porterà la riflessione sul terreno dell’innovazione e dello sviluppo. Il paradigma dell’innovazione armonica, da lui elaborato, propone di tenere insieme tecnologia ed etica, competenza e responsabilità, crescita economica e bene comune. Nei suoi libri, Cicione ragiona su un’innovazione che non si misuri soltanto in termini di progresso tecnico, ma anche per la sua capacità di generare valore sociale, culturale e umano. Nel suo orizzonte, il Mediterraneo e il Mezzogiorno possono diventare luoghi centrali per costruire nuove connessioni e forme di sviluppo sostenibile.

Il dialogo tra questi tre percorsi darà alla giornata il suo tratto distintivo: non una successione di interventi, ma un confronto su come abitare un mondo attraversato da cambiamenti profondi. Fabre invita a leggere il Mediterraneo oltre le contrapposizioni; Ksikes a liberare il pensiero da confini e identità rigide; Cicione a immaginare un’innovazione capace di coniugare visione e responsabilità. Tre prospettive diverse, unite dalla ricerca di modi più aperti e generativi di vivere il presente.

Altra voce centrale dell’incontro, Caterina Resta, professoressa emerita dell’Università degli Studi di Messina, porterà al centro della riflessione il suo Geofilosofia del Mediterraneo, pubblicato da Mesogea. Il libro parte dal rapporto concreto tra terra e mare per esplorare la trama storica e simbolica del Mediterraneo: un «pluriverso» di culture e differenze, attraversato però da legami profondi. Da questa lettura emerge una prospettiva di particolare attualità: ripensare l’Europa a partire dal Mediterraneo, riconoscendone la pluralità delle radici e facendo dell’apertura e dell’ospitalità non parole astratte, ma condizioni di una possibile convivenza. È una riflessione che restituisce al mare la sua complessità e invita a superare le narrazioni che lo riducono a confine o linea di separazione.

Le presentazioni editoriali sull’identità mediterranea, a cura della casa editrice Mesogea, accompagneranno l’incontro. I libri diventano così parte viva del confronto: strumenti per dare profondità alle domande, mettere in circolo idee e riconoscere nel Mediterraneo una pluralità di voci, storie e possibilità.

La giornata si aprirà alle 9.30; gli interventi prenderanno avvio dalle 10.00. I lavori saranno coordinati dal giornalista Giuseppe Smorto.