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09/04/2026 ore 06.30
Società

Il lavoro come seconda occasione, a Reggio opportunità occupazionali per 10 persone detenute

Dopo i primi tre contratti già firmati, altri saranno sottoscritti a breve. Queste le buone notizie che giungono dalla prefettura che lo scorso anno ha avviato un tavolo con Ance e associazioni di categoria. Un percorso in crescita. Si allarga anche la platea di imprenditori

di Anna Foti

Segnali di speranza. Un gruppo di persone detenute sta già vivendo o andando incontro a una seconda possibilità. Il percorso è stato tracciato dalla formazione professionale e dal lavoro. Garantire concretamente la funzione rieducativa della pena e un effettivo reinserimento nella società civile è la sfida abbracciata dalla prefettura di Reggio Calabria che lo scorso anno si è fatta promotrice di un protocollo, attivando una fruttuosa sinergia con imprenditori del territorio al fine di incentivare il lavoro esterno delle persone detenute. Una sinergia in crescita, che mette in luce anche una sempre maggiore fiducia degli imprenditori, e che sta dando i primi importanti frutti.

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«Sono state avviate al lavoro più di 10 persone – spiega la prefetta di Reggio Calabria Clara Vaccaro - e gradualmente si stanno concretizzando anche i relativi contratti di lavoro. Contestualmente, man mano che la formazione è resa disponibile da fondi regionali si stanno profilano altre persone individuate all'interno delle realtà carcerari della provincia di Reggio. Abbiamo anche ampliato il parterre delle aziende nell’ottima di aprire anche alle donne detenute. In un primo momento al tavolo c’era solo l’Ance, quindi il settore edilizio, adesso stiamo ampliando anche ad altri settori chiedendo quindi ad altri imprenditori di avanzare la loro offerta. Quindi il protocollo sta andando avanti.

Non abbiamo certamente la pretesa di salvare tutti ma certamente di selezionare le persone motivate. Intanto ci stimola a proseguire anche l’entusiasmo delle persone che hanno già trovato una loro collocazione e che presto avranno un contratto di lavoro vero. Sono entusiaste come anche i loro datori di lavoro. Questo – conclude la prefetta di Reggio Calabria, Clara Vaccaro - è un progetto che può aiutare moltissimo e nel quale crediamo molto. Lavoriamo alacremente affinché, una volta rodati percorsi e meccanismi, esso possa essere sempre più agevole e fruibile».

Un’esperienza incoraggiante e che fa ben sperare per colmare una grave lacuna del sistema penitenziario calabrese.

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«Quello avviato in prefettura a Reggio è un progetto pilota rivoluzionario. In Calabria – sottolinea Giovanna Russo, garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale - siamo partiti dal dato zero fino a profilare ben oltre 40 persone negli istituti penitenziari della provincia di Reggio Calabria. Abbiamo avviato tirocini formativi e lavorativi per poi approdare anche ai primi contratti di lavoro, centrando quello che è poi l'obiettivo occupazionale finale. Nei mesi scorsi abbiamo dato conto di tre persone private della libertà personale, in esecuzione penale esterna o detenute, impiegate con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Ulteriori profilazioni per l'impiego al lavoro sono in corso, matchando le richieste delle aziende che hanno avanzato delle offerte di lavoro con i profili già completati. Ci sono opportunità per altre otto persone.

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Un lavoro sinergico, grazie anche alle risorse che sono state impiegate all'assessorato alla Formazione e Lavoro della regione Calabria, guidato da Giovanni Calabrese, si sia tracciata l'unica strada da seguire per garantire un ritorno in società al termine della pena», conclude Giovanna Russo, garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale.