Sezioni
08/03/2026 ore 11.00
Società

Il lungo cammino delle donne nelle istituzioni: tra conquiste, ostacoli e dignità da difendere

Riflettori puntati sul ruolo femminile nelle istituzioni: un percorso fatto di impegno, sacrifici e conquiste, ma ancora segnato da delegittimazione, stereotipi e sessualizzazione del ruolo pubblico. L’intervento della, garante Russo richiama l’urgenza di una parità reale e del rispetto della dignità delle donne come diritto umano fondamentale

di Elisa Barresi

Riflettori puntati sul ruolo femminile nelle istituzioni: un percorso fatto di impegno, sacrifici e conquiste, ma ancora segnato da delegittimazione, stereotipi e sessualizzazione del ruolo pubblico. L’intervento della, garante Russo richiama l’urgenza di una parità reale e del rispetto della dignità delle donne come diritto umano fondamentale

L’8 marzo non è soltanto una data simbolica, ma un momento di riflessione profonda sul ruolo delle donne nella società e, in particolare, nelle istituzioni. Negli ultimi decenni la presenza femminile nella vita pubblica è cresciuta in modo significativo: donne amministratrici, parlamentari, dirigenti, magistrate, professioniste che hanno conquistato spazi un tempo impensabili.

Eppure, dietro questi traguardi, resta ancora una realtà complessa fatta di difficoltà spesso invisibili, sacrifici personali e professionali e sforzi che, per molte, risultano triplicati rispetto a quelli richiesti agli uomini. Le donne che ricoprono ruoli istituzionali continuano a dover dimostrare più degli altri il proprio valore, affrontando un sistema culturale che, in molte occasioni, tende ancora a giudicarle non per competenze e risultati ma per stereotipi.

La delegittimazione passa spesso attraverso forme sottili e persistenti: insinuazioni, pettegolezzi, commenti sulla vita privata o sull’aspetto fisico, fino alla sessualizzazione del ruolo pubblico. Un meccanismo che non solo ferisce le singole persone, ma mina anche la credibilità delle istituzioni stesse, perché sposta l’attenzione dalle responsabilità e dalle capacità al terreno scivoloso del pregiudizio.

Essere donna nelle istituzioni significa ancora oggi affrontare un percorso più complesso: conciliare responsabilità pubbliche e vita personale, superare barriere culturali radicate e difendere ogni giorno il diritto di essere valutate per il proprio lavoro.

In questo scenario diventa fondamentale che le donne non siano sole in questa battaglia. La parità non può essere soltanto proclamata o utilizzata come slogan: deve tradursi in un cambiamento reale, culturale e sociale. E questo cambiamento passa anche attraverso la solidarietà e la consapevolezza delle donne stesse, chiamate a essere protagoniste nella difesa e nella rivendicazione dei propri diritti.

Su questi temi interviene con parole chiare l’avvocato Giovanna Russo, Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale della Calabria e Coordinatrice nazionale del Forum dei Garanti regionali.

«Esistono forme di discriminazione che non si manifestano con gesti clamorosi ma attraverso parole, insinuazioni e pettegolezzi che lentamente minano la dignità delle persone. Quando questo accade nei confronti delle donne, e soprattutto delle donne che ricoprono ruoli nelle istituzioni, non siamo di fronte a semplici chiacchiere: siamo di fronte a una questione che riguarda i diritti umani e il principio di uguaglianza».

Secondo Russo, troppo spesso il giudizio sulle donne impegnate nella vita pubblica scivola verso la vita privata, gli stereotipi o le insinuazioni personali, invece di concentrarsi sulle competenze e sulle responsabilità istituzionali.

«Questo non è solo ingiusto: è una forma di discriminazione che indebolisce la dignità delle persone e la credibilità delle istituzioni».

Difendere le donne nelle istituzioni, sottolinea la garante, significa difendere il diritto di ogni persona a partecipare alla vita pubblica senza subire delegittimazioni o pregiudizi.

«Come Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale e Coordinatrice nazionale del Forum dei Garanti regionali sento il dovere di ribadire con chiarezza un principio fondamentale: il rispetto della dignità delle donne è parte integrante della tutela dei diritti umani».

Russo rivolge quindi un messaggio di vicinanza a tutte le donne impegnate nelle istituzioni e nella vita pubblica. «Alle donne che ogni giorno servono le istituzioni con impegno e responsabilità va la mia piena vicinanza e solidarietà. La loro presenza nella vita pubblica non è una concessione, ma una conquista della democrazia».

Un messaggio che, proprio nel giorno dell’8 marzo, richiama l’essenza più profonda della battaglia per i diritti: la dignità non è negoziabile.

«Difendere la loro, la nostra dignità significa difendere i valori fondamentali su cui si fonda una società giusta e rispettosa dei diritti di tutti».

Un principio che resta attuale e urgente: perché la parità non sia soltanto una parola celebrata una volta l’anno, ma una realtà concreta da costruire ogni giorno.