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02/03/2026 ore 18.00
Società

Il Male si insinua, il Bene si sceglie. Padre Pietro Ammendola: «Il Maligno esiste ma con Gesù chi è posseduto può liberarsi»

VIDEO | Il sacerdote esorcista dell’arcidiocesi di Reggio-Bova, ospite del nostro format negli studi del Reggino.it, racconta la sua esperienza quasi trentennale al fianco di persone, anche bambini, afflitte da possessioni o vessazioni. «La nostra comunità è impegnativa ma c'è il desiderio di venire fuori, la volontà di lottare e di non lasciarsi completamente dominare»

di Anna Foti

«Lo spirito del Male agisce soprattutto dove gli viene data la possibilità di farlo. Avviene quando la persona, invece di allontanarsi dal Male che ci tenta, si avvicina e gli apre la porta. Ma ci si può liberare, scegliendo di farlo, con la forza di Gesù e della Chiesa». Padre Pietro Ammendola è il sacerdote esorcista dell'arcidiocesi di Reggio - Bova, guardiano del convento dei frati Cappuccini e rettore e parroco della basilica Santa Maria Madre della Consolazione di Reggio Calabria.

Ospite del format A tu per tu negli studi del Reggino.it, Padre Pietro Ammendola ci guida nell’esplorazione di una dimensione che inquieta e che spaventa, quella del Maligno che può attanagliare le anime. Ci aiuta anche a capire l’impegno della Chiesa per aiutare queste anime a liberarsi.

Un'opera e un racconto che portano luce in quell'oscurità in cui ricadono molte persone e di cui occorre parlare per conoscerla e affrontarla, con il sostegno di chi può aiutare a dissiparla e a riportare la speranza.

Originario di Taurianova, padre Pietro Ammendola da tre anni è rientrato nel reggino dopo essere stato in diversi conventi nel territorio della Calabria. A Vibo nella diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, a Chiaravalle nell'arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, ad Acri nell'arcidiocesi di Cosenza Bisignano e anche a Lamezia Terme nell'omonima diocesi appunto di Lamezia Terme.

La Benedizione delle Anime

«Da quasi trent'anni, espleto questo servizio che mi ha affidato anche il nostro arcivescovo di Reggio - Bova, monsignor Fortunato Morrone - racconta - che ha cura di questo e mi domanda sempre come va, manifestando tutta l'attenzione di un pastore per il bene delle anime.

L'esorcista in assoluto è il vescovo come discendente degli Apostoli che hanno ricevuto il mandato da parte di Gesù di scacciare i demoni e di consolare. Gli apostoli a loro volta hanno inviato anche altre persone a praticare il mandato di Gesù e allora i vescovi si fanno aiutare da sacerdoti. Io non ho mai cercato questo servizio, sempre affidatomi dai vescovi. Il primo incarico me lo diede nel 1999 monsignor Tarcisio Cortese, vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea. Io gli dissi che c'erano diverse persone stanche e afflitte che venivano in convento richiedendo un'accoglienza che andava oltre il dialogo e i sacramenti della Confessione e della Comunione e che sentivano la necessità di avere un conforto spirituale attraverso una benedizione.

Ogni sacerdote, con l'ordinazione sacerdotale, può consacrare e celebrare la Santa Messa, portare consolazione nell'anima dei fedeli e anche benedire. Però si presentavano casi un pò particolari che non mi sentivo di circoscrivere alla sola Benedizione».

Nel 1999 bussarono alla porta...

Nel lungo cammino tra le varie diocesi in Calabria, dove si è trovato ad aiutare in questo tormento uomini, donne e bambini di ogni estrazione sociale, anche atei, la sua esperienza di lotta contro il Male inizia nel vibonese quasi trent'anni fa.

«Una volta bussarono al convento di notte chiedendo aiuto per una persona che non stava bene. C'erano dei segnali chiari della presenza del Maligno: il cambiamento della voce e una forza sovrumana. Una persona di corporatura gracile che in quattro non riuscivano a tenerla».

Al di là delle suggestioni che narrazioni cinematografiche hanno nutrito l'immaginario collettivo, il tema che suscita curiosità è anche molto serio e assai reale e concreto.

La possessione e la vessazione

«Quello che è importante sapere è che lo spirito del Male c'è e agisce. Non si è mai consapevoli di quanto da un atto apparentemente innocuo possano discendere conseguenze nefaste. Pensiamo alla dipendenza dall'alcol, dalla pornografia. Non si addebita la possibilità di diventare alcolista a quel bicchiere di vino ma si può invece diventare dipendenti da quel bicchiere, consentendo all'alcol di prendere il sopravvento. Ecco cosa succede dentro una persona che cede alle lusinghe del Male. Non decide di esserlo ma è dominata.

Poi dobbiamo distinguere la possessione dalla vessazione. Sono due cose diverse. Il Male entra nella vita della persona e ne prende il possesso. Questa è la possessione che è anche lo stato più grave, ma pure il più raro. La vessazione, invece, deriva da attacchi esterni. Angoscia, tristezza, ossessione, paure, la fornicazione, invidia, gelosia, rabbia, morte, tentazione contro la vita, sessualità cattiva, divisione in famiglia e amicizie cattive, forme di maleficio, di fattura, stregonerie e male occulto. Ecco, queste sono tutte occasioni di vessazione che possono travolgere le persone.

Dunque, lo spirito del Male si può insinuare nella vita della persona in tantissimi modi. Ma intanto occorre spiegare che lo spirito del Male ha sempre camminato con l'uomo, cercando di annidarsi nella sua anima e nella sua vita. 

In tutta la storia della Salvezza fino ad arrivare a Gesù, c'è sempre stata la presenza dello spirito del Male. Gesù stesso è stato tentato nel deserto. E come tenta il Diavolo? Con le lusinghe, chiedendo di inchinarsi a lui affinchè si possa diventare potenti e così non avere bisogno di Dio. Potenti attraverso i soldi, il successo, l'egoismo, il dominio su altre persone come possono essere le donne, vittime di comportamenti abominevoli da parte di vuole possederle dichiarando però di amarle. Lusinghe molto attuali in questo e in ogni tempo».

Naturalmente sarebbe riduttivo generalizzare e allora Padre Ammendola ci guida alla conoscenza del percorso che con il suo aiuto intraprende chi accusa forme acute di malessere dovute alla presenza del Maligno.

L'ascolto e la preghiera

«C'è un primo approccio con la conversazione per capire se davvero discendono veramente dal Male, quello stato, quella condizione, quel comportamento. Hanno luogo degli incontri di primo ascolto e discernimento in cui si sollecita un racconto della vita per cercare una chiave di comprensione che a volte emerge andando molto indietro negli anni.

Quando si insinua lo spirito del Male, gli effetti non sono immediati e, dunque, anche questo discernimento può essere molto faticoso. A volte queste persone vengono sole, altre volte accompagnate da familiari e amici ma è essenziale che, chi vive con questa presenza, voglia liberarsene.

Ho avuto anche esperienze in cui la persona si sia ribellata o non abbia accettato immediatamente questa dura verità. A volte ci sono reazioni e urla improvvise, specie quando leggo il Vangelo o quando siamo in preghiera. Lo spavento non manca ma so contro cosa devo combattere, non sono mai da solo e sempre sostenuto dalla forza della Chiesa che è la forza di Gesù.

Proprio Gesù dice "Andate nel mio nome" e allora quando viene intimato al Maligno di lasciare le persone, lo si fa con la forza che viene da Gesù».

I Sacramenti e le preghiere di Liberazione

Nella sua esperienza quasi trentennale, padre Ammendola ha certamente sperimentato la paura, affrontandola con la cautela e la vigilanza necessarie e facendosi aiutare, da familiari, amici e, in caso di persone venute da sole, da altri frati.

«Ribadisco che occorre distinguere la possessione dalla vessazione, condizioni che comunque, portano la persona alla deriva ed è corretto anche sottolineare che non sempre si arriva a dover praticare il rito di esorcismo. Esso è molto articolato, richiede una grande concentrazione e può essere anche lungo.

Resta sempre essenziale il percorso di liberazione che lo precede. Sarebbe inutile, altrimenti, chiedere in un momento di dura prova la Benedizione dell'esorcista.

È, infatti, anche successo che una persona si sentisse bene, avendo ritrovato la sua serenità, salvo poi ricadere con grande leggerezza negli stessi errori e nello stesso stato di prima. Quando ciò accade diventa ancora più difficile ricominciare.

Il primo invito è quello di iniziare un percorso di Fede fatto di Preghiera e di Sacramenti, la confessione e la comunione che sono la vera forza. Seguono le preghiere dette di Liberazione. Consapevole della lotta che si deve portare avanti, si chiede al signore di essere liberati. Si alternano l'invocazione del sacerdote e il desiderio della persona di essere liberata».

Il rito esorcista

«Il rito di esorcismo è un rito cattolico sacramentale, il più importante. Se i sette Sacramenti sono i segni della presenza di Gesù dunque della Grazia nella vita quotidiana, i Sacramentali sono i segni sacri istituiti dalla Chiesa che dispongono a ricevere quella Grazia e santificano la vita quotidiana. Dunque una vita di preghiera, in un dialogo bello con il Signore che fa sentire la sua presenza nella nostra vita, e di Sacramenti che lascia entrare Gesù dentro di noi, rende la persona più forte e terreno non fertile per il Male. Per chi vive nel peccato è più facile che il Maligno prenda il sopravvento.

Il rito di esorcismo, che ricordo non è sempre necessario, è così strutturato. Innanzitutto c'è la preghiera che il sacerdote fa su di sé, per chiedere al Signore la forza di combattere. Quindi la benedizione dell'acqua e del sale e l'aspersione, riportando così la persona alla Fonte battesimale.

Dopodiché iniziano una serie di "Prega per noi", invocando la Madonna, che non ha aperto il cuore a nessuna forma di male, e i Santi che lo hanno combattuto. Così si restituisce quiete all'anima. Poi c'è l'invocazione dello Spirito, attraverso i Salmi riportati nel Vangelo, e della Passione del Signore, attraverso la quale Gesù ha sconfitto il Male e la morte.

La durata, da un minimo di venti minuti - mezz'ora, dipende dalla reazione della persona che spesso c'è e non è una sola. Durante la mia esperienza ho sentito grida e assistito a forme di autolesionismo. Dunque, bisogna essere affiancati. La persona raramente ricorda quello che è successo.

I momenti più critici possono essere quelli in cui si richiama Gesù come figlio di Dio, verbo della Vita mandato da Dio per il Bene dell'uomo, e quando si leggono i Vangeli.

Poi anche l'approccio con le reliquie dei Santi che hanno combattuto contro il Male e il gesto di appoggiare la croce sulla testa della persona afflitta».

Il Bene della Fede e della Speranza

Padre Ammendola racconta di essere impegnato in percorsi di preghiera e liberazione anche in questa nostra comunità diocesana e conclude il suo racconto con un augurio e una speranza.

«Auguro a tutti ogni Bene. Ciò che posso raccomandare è di stare lontani da ciò che porta verso il male. Prudenza e vigilanza senza abbassare mai la guardia. Vi auguro di vivere dei frutti belli e sani della Vita che vengono dalla nostra Fede e che ci aiutano a difenderci dallo spirito del Male. La nostra comunità è impegnativa ma, è questo è un fatto molto positivo, c'è il desiderio di venire fuori, la volontà di lottare e di non lasciarsi completamente dominare», ha concluso padre Pietro Ammendolasacerdote esorcista dell'arcidiocesi di Reggio - Bova, guardiano del convento dei frati Cappuccini e rettore e parroco della basilica Santa Maria Madre della Consolazione di Reggio Calabria.