Sezioni
31/07/2026 ore 06.30
Società

Il Masterplan della Città Universitaria di Reggio, via il cemento delle residenze incompiute e spazio al parco delle Scienze Motorie

Si lavora per avviare l’iter di valorizzazione dell’area che costeggia via Rodolfo Zehender, che da qualche giorno collega direttamente il viale della Libertà con Ingegneria e Agraria. Anche il completamento della viabilità e dell’accessibilità carrabile e pedonale a beneficio di tutti i plessi e della città, al centro del documento di pianificazione dell’Ateneo

di Anna Foti

La Mediterranea di Reggio Calabria viaggia con passo finalmente deciso verso la piena dimensione di Città Universitaria. Funzionale ed essenziale a questo traguardo è il masterplan, il documento di pianificazione strategica recentemente recepito dagli organi di governo accademico, in cui è racchiusa la visione futura, che ha però radici antiche, che riconosce nel rapporto funzionale, sociale ed ambientale con la Città, l’ispirazione primaria e ineludibile.

Si pone su questa direttrice la recente inaugurazione del prolungamento di via Rodolfo Zehender che dal viale della Libertà conduce direttamente ai plessi del lato nord della Mediterranea, ossia Ingegneria e Agraria. Un progetto impegnativo che, in qualità di soggetto attuatore, la stessa Mediterranea ha fortemente voluto e realizzato con i fondi del Decreto Reggio. L’infrastruttura rientra tra le opere di urbanizzazione e di edilizia universitaria avviate sin dall’istituzione dell’Ateneo, nel lontano 1982 e che oggi, dopo sforzi e grazie all’azione concludente di questi ultimi anni, ha trovato compimento. Ma altri interventi sono ancora necessari e, per questo, sono già obiettivi strategici della Mediterranea.

La Mediterranea sempre più Città Universitaria, ecco via Zehender per raggiungere Ingegneria e Agraria

«Come università e comunità accademica facciamo la nostra parte per realizzare la città universitaria che sogniamo. Siamo molto impegnati – ha spiegato il rettore della Mediterranea, Giuseppe Zimbalatti - e con molto entusiasmo insieme affrontiamo importanti sfide che riguardano il nostro assetto, la nostra funzionalità, la nostra struttura, nell'ottica di garantire sempre maggiori servizi agli studenti per il loro benessere e la loro felicità dentro l'Università. Siamo impegnati per avviare l’iter di progettazione e realizzazione del primo campus universitario della Mediterranea di Reggio nell’ex complesso immobiliare dei Padri Monfortani che abbiamo già acquisito.

Università del futuro, a Reggio sorgerà il campus del Mediterraneo - VIDEO

Lavoriamo molto anche sull’accessibilità e sulla viabilità. Dopo un percorso lungo e complesso, segnato da difficoltà operative, interruzioni e successivi tentativi di ripresa, in qualità di soggetto attuatore, la Mediterranea negli ultimi anni ha dato il giusto impulso per il completamento del prolungamento di via Rodolfo Zehender che oggi finalmente collega direttamente viale della Libertà con i plessi di Ingegneria e Agraria, sul lato nord dell’università. Dobbiamo adesso completare il quadro con il collegamento tra il viale della Libertà e i plessi del lato sud della città Universitaria e, interloquendo con il Comune che ha già dato disponibilità, con l’apertura di varchi pedonali. Ma non solo viabilità.

Vogliamo, altresì, con determinazione riqualificare, sul lato nord, la zona in cui insistono i quattro orribili edifici delle incompiute e mai completabili residenze universitarie che deturpano la zona e sottraggono spazi agli studenti e della cittadinanza. Gli organi di governo vogliono dare un'accelerazione per superare una volta per tutte l’impasse, valorizzando l’area e rendendola fruibile e funzionale all’ateneo e alla città», ha sottolineato ancora il rettore Giuseppe Zimbalatti.

Mediterranea Reggio, Zimbalatti: «Censis certifica la nostra crescita, frutto di un lavoro di squadra»

Tali imponenti residenze incompiute costeggiano da tempo la strada che dal 2024 reca il nome di Rodolfo Zehender. Esso sono state al centro di annose questioni irrisolte fin dalla soppressione dell’Ardis (Agenzia nazionale per il Diritto allo Studio in Calabria) e rimaste imbrigliate nel procedimento di trasferimento delle funzioni e beni alla Mediterranea completato solo di recente. Sempre nel quadro di quelle accelerazioni e di quella determinazione di cui ha riferito il rettore Zimbalatti, svariati sono i nodi burocratici (dalla destinazione alla riconversione dei fondi) che l’azione degli attuali organi accademici si sta impegnando a sciogliere.

«Abbiamo deliberato una presa d'atto del preliminare di Masterplan nel quale vi è un progetto che riguarda proprio le aree occupate dagli immobili ex Ardis. Si tratta di aree - ha spiegato Pietro Foti, direttore generale dell’università Mediterranea - che erano di proprietà del vecchio ente di Diritto allo studio e avevano un vincolo di destinazione d'uso come studentati. La Regione Calabria di recente, recependo una richiesta dell'Ateneo, ha legiferato, modificando la destinazione d'uso dell’area da studentato a più generica area per servizi agli studenti. Questo ci ha permesso di avanzare l'ipotesi di realizzare, al posto delle residenze, per il completamento delle quali sarebbero stati necessari almeno 20 milioni di euro, un parco delle Scienze Motorie.

Potendo oggi destinare diversamente l’area, potremo creare uno spazio che diventi anche un laboratorio aperto per alcuni corsi di laurea dell'Ateneo e nello stesso tempo un’area fruibile soprattutto per l'area nord della città, sprovvista di impianti sportivi.

Per quanto concerne i fondi, occorrendo un investimento di circa 5 milioni di euro, abbiamo già chiesto la riconversione di un finanziamento di circa 2 milioni e mezzo già stanziati dal Ministero. Altri 2 milioni e mezzo ci siamo impegnati a destinarli noi come bilancio d'ateneo, procedendo già con l'accantonamento.

Non speriamo che il Ministero riconverta velocemente queste somme per poter tradurre in azione quanto stiamo immaginando in quell’area e avviare così la demolizione di quegli edifici incompiuti e l’avvio della progettazione del parco delle Scienze Motorie», ha spiegato ancora Pietro Foti, direttore generale dell’università Mediterranea di Reggio Calabria.

Nel Masterplan centrale resta anche il completamento della viabilità, per rendere tutta la Città universitaria pienamente accessibile in tutti i suoi plessi, a loro volta agevolmente connessi tra loro anche a livello pedonale. Su questo c’è ancora da lavorare.

«Il recente prolungamento di via Rodolfo Zehender – ha spiegato Corrado Rindone, delegato alla Viabilità della Mediterranea - costituisce un’infrastruttura che impatta positivamente, specie su chi deve raggiungere il plesso di Ingegneria con mezzo proprio (con un’ampia area parcheggi), con l’autobus, che adesso può arrivare all’ingresso, e a piedi su una strada molto meno ripida e con dei marciapiedi. La precedente viabilità era di fatto, da decenni, un cantiere. I benefici vi sono anche per il quartiere, meglio collegato con viale della Libertà e con la città. Occorre adesso allestire una pensilina lungo il percorso. Ma in prospettiva, rispetto alle due corse oggi attive e gratuite per gli studenti, ossia il 27 che serve Ingegneria e Agraria, sul lato nord dell’ateneo, e il 28 che serve Architettura e Design, nel lato sud dove insiste anche il plesso di Giurisprudenza, Economia e Scienze Umane, la visione potrebbe essere più ambiziosa. Potrebbe infatti essere quella di una linea unica che colleghi tutti i plessi della finalmente conseguita Città Universitaria.

Ma mancano alcuni interventi. Dopo l'inaugurazione del prolungamento di via Rodolfo Zehender – ha spiegato ancora Corrado Rindone, delegato alla Viabilità della Mediterranea di Reggio – mancano due tratti funzionali a collegare tra loro tutti i plessi e a renderli tutti connessi alla città, pure con sicuri accessi pedonali. I prossimi interventi riguarderanno, infatti, il lato sud con il tratto urbano che da via Guido Miggiano si colleghi ad Architettura e Giurisprudenza, migliorando anche l'accessibilità pedonale, e la bretella di collegamento tra questi ultimi due plessi e il viale libertà, già collegato con i plessi di Ingegneria e Agraria con il prolungamento di via Zehender inaugurato qualche giorno fa. Nel progetto originario di Antonio Quistelli questa bretella è un accesso carrabile e pedonale.

Le competenze sono differenziate poiché il tratto di via Miggiano è di competenza del Comune mentre per la bretella, che potrebbe essere realizzata con un residuo degli stessi fondi del Decreto Reggio, resta soggetto attuatore l’Università. Per la prima occorre sollecitare l’Amministrazione e alimentare sinergie, anche perché esisteva già un appalto ed erano anche stati fatti anche gli espropri, e per la seconda occorre integrare i fondi perché l’Università, che ha la titolarità per procedere, ha tutta l’intenzione di realizzare anche questo intervento.

Con i tratti che oggi ancora mancano e con la piena accessibilità pedonale si configurerebbe quella Città universitaria che immaginava Antonio Quistelli con le tre colline di Agraria, Ingegneria e Architettura e una viabilità che le rendesse una cosa sola e con il viale della Libertà come asse portante», ha concluso Corrado Rindone, delegato alla Viabilità della Mediterranea di Reggio.