Sezioni
24/03/2026 ore 18.00
Società

Il pluripremiato campione paralimpico Daniele Cassioli: «La cecità mi ha aperto strade diverse che altrimenti non avrei percorso. I limiti sono nuove possibilità»

VIDEO | Con il suo sorriso illuminante come la sua autoironia, il testimonial Avis è venuto a trovarci negli studi del Reggino.it, in questo frangente pieno di impegni in riva allo Stretto. Nei giorni scorsi a Villa San Giovanni, ospite d’eccezione del talk che ha concluso l’assemblea provinciale dell’associazione Volontari Italiani del Sangue

di Anna Foti

«Lo sport mi ha dato tutto, educandomi a percepire il limite non come un ostacolo ma come stimolo per oltrepassarlo. Per questo i limiti invece di finirmi mi hanno definito. A cambiare davvero la vita non è il dover fare, credendo di non potere scegliere, ma il voler fare». Daniele Cassioli, prossimo ai 40 anni e cieco dalla nascita, campione paralimpico di sci nautico con 28 titoli mondiali, 27 titoli europei e 45 titoli italiani, si racconta negli studi del Reggino.it in occasione della nuova puntata del format A tu per tu.

La sua vita è la dimostrazione di come sia possibile “vedere” al di là di ciò che si mostra agli occhi, di come la pienezza di una esistenza dipenda unicamente dalla scelta di arrendersi o dalla volontà di misurarsi con i propri limiti, siano disabilità o pregiudizi, siano ostacoli fisici o barriere mentali.

Con il suo sorriso illuminante come la sua autoironia, Daniele Cassioli, testimonial Avis è venuto a trovarci in questo frangente pieno di impegni in riva allo Stretto. Nei giorni scorsi a Villa San Giovanni, ospite d’eccezione del talk che ha concluso l’assemblea provinciale dell’Avis Odv e al quale hanno preso parte la presidente Vanna Micalizzi, il vicario di Avis Calabria, Nino Posterino, il presidente del Coni Calabria Tino Scopelliti e i giovani Francesco Malara e Fabio D’Elia, rispettivamente rappresentante della consulta regionale e coordinatore provinciale Consulta Avis Giovani, Santina Santambrogio, coordinatrice di Ateneo per Avis. Domani un nuovo incontro con i giovani, su impulso dell’associazione universitaria New Deal, alle ore 10:30 alla cittadella dell’università Mediterranea di Reggio Calabria, nell’aula D6.

Villa, Avis provinciale e Coni Calabria insieme per vincere la sfida più importante: incrementare la donazione di sangue

Il tema del limite è stato e sarà centrale nella sua testimonianza. Il limite “visto” - la sua autoironia è contagiosa e lui la concede volentieri – come opportunità e nuove possibilità.

«Nella disabilità, quando c'è limite, ha senso provare a superarlo. Come nello sport, se non ci fosse il limite oltre il quale spingersi per migliorare, non avrebbe senso allenarsi. A me lo sport ha dato la possibilità di uscire di casa per fare qualcosa che non fosse andare dall'oculista o andare a scuola. Mi ha permesso di condividere la mia esperienza, di sentirmi parte di un mondo più grande. Devo molto allo sport. Adesso attraverso l'associazione che ho fondato Real Eyes sport promuoviamo autonomia, fiducia e integrazione attraverso lo sport, dando a bambini e ragazzi con disabilità l'opportunità di scoprire il proprio potenziale. Ecco questo impegno mi permette di restituire tutto quello che di buono ho ricevuto.

Dunque il limite è quello spazio di possibilità che ogni persona ha. Sarebbe bello se ognuno di noi, nello sguardo rivolto agli altri imparasse sempre di più a vedere la possibilità dell'essere umano più che il limite», ha sottolineato Daniele Cassioli, raccontando di come la cecità lo abbia spinto a esplorare e a vivere nuove esperienze. Inattese possibilità che altrimenti non avrebbe considerato.

«Mi mancava vedere, mi è mancato un sacco quando ero piccolo. Oggi so che la cecità mi ha reso la persona che sono. Se avessi visto, i miei genitori non avrebbero pensato allo sci nautico per un bambino non vedente che desiderava fare sport. A me piaceva molto giocare a calcio. Oggi sono convinto che la mia la cecità mi abbia portato a fare un percorso diverso. Non so se meglio o peggio di quello che avrei fatto da persona vedente, ma questo è e cerco in tutti i modi di onorarlo, di valorizzarlo e di godermelo giorno dopo giorno».

Dal superamento dei limiti alla scelta del dono, come può essere quello del sangue. Ecco l’appello di Daniele Cassioli, testimonial Avis.

«Credo che donare sia fondamentale. Pensiamo di farlo solo per altri ma in realtà facciamo anche per noi perché facciamo le analisi del sangue e teniamo sotto controllo la nostra salute. Il sangue è prezioso, ce n’è bisogno. Ma è un bene circolare. Donate, dunque, non abbiate paura. Anche io avevo paura degli aghi, invece poi, quando ho iniziato ad andare, sono stato meglio non peggio.
Mi sono sentito utile e valorizzato. Penso valga la pena provare. Poi mi farete sapere».