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29/01/2026 ore 09.19
Società

Il polo liceale “Zaleuco - Oliveti - Panetta - Zanotti” alla Villa romana di Casignana e al parco archeologico nazionale di Locri

Le prima classi dell’istituto alla scoperta dei tesori archeologici tra i più rilevanti dell’Italia Meridionale

di Redazione

«Una bella e interessante giornata, all’insegna dell’arte e della cultura, quella vissuta dagli studenti delle classi prime del Polo Liceale “Zaleuco - Oliveti - Panetta - Zanotti”, guidato dalla Dirigente Carmela Rita Serafino, che, martedì 27 e mercoledì 28 Gennaio, si sono recati in visita alla Villa Romana di Casignana e al Parco Archeologico Nazionale di Locri, accompagnati dai docenti: Silvia Sofi, Angela Zaccaria, Felicia Aiossa, Antonino Pezzimenti, Giuseppe Calderazzo, Agata Mammoliti, Domenico Rombolà, Patrizia Gargano, Lucia Licciardello, Salvatore Panetta, Gabriella Bruzzese, Maria Rosa Cricelli, Maria Teresa Calautti.

I ragazzi hanno potuto godere delle magnifiche vestigia della Villa Romana, di età imperiale, che rappresentano uno dei complessi archeologici di età romana più rilevanti dell’Italia Meridionale. Ubicata lungo l’antico itinerario che collegava Reghion a Locri Epizefiri, sorse nel I secolo d. C con il nucleo originario e successivamente si sviluppò fino al IV secolo, quando raggiunse il suo massimo splendore. La monumentalità del suo impianto architettonico è testimoniata dalla sua estensione, pari a circa 6000 mq, e la sua magnificenza dalla presenza del più vasto nucleo di mosaici finora conosciuto nella Calabria Romana.

I mosaici della Villa Romana costituiscono un patrimonio artistico di grande valore e ne rappresentano senz’altro la peculiarità. Si caratterizzano per la varietà, per la quantità e per l’elegante fattura. Pavimenti a mosaico bianco e nero, mosaici policromi, mosaici geometrici e figurati, e anche pavimenti in “opus sectile”, dove un intricato gioco di ritagli di marmo crea affascinanti geometrie. La Villa era articolata in un complesso residenziale, prospiciente il mare, e in un impianto termale che consisteva in due nuclei distinti: le Terme occidentali e le Terme orientali, nelle quali si ripete la consueta successione di ambienti delle terme romane, e cioè il “frigidarium”, il “tepidarium” e il “calidarium”, corredate da vasche per i bagni freddi o caldi.

A testimoniare l’ingegnosità dell’epoca vi sono anche le tracce del sistema di riscaldamento, sul limitare dei due settori termali, le cosiddette “praefurnia”, cioè le bocche di forno poste al di sotto dei pavimenti, che immettevano l’aria calda. La parte orientale della Villa era occupata dal complesso residenziale, caratterizzato da un lungo corridoio porticato, alle cui estremità sorgevano due grandi absidi. La visita alla Villa Romana è stato un viaggio sulle tracce di un’epoca passata, dove l’arte e l’architettura si fondono in una sinfonia di bellezza e magnificenza. Nella seconda parte della giornata, gli studenti si sono recati in visita al Parco Archeologico Nazionale di Locri, dove hanno potuto ammirare i resti della Città - Stato più interessante lungo la costa ionica calabrese, tanto da dare il nome all’intero territorio che ricade attorno alla sua orbita.

Il Parco Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri è la porta d’ingresso alla dimensione arcaica in cui vissero Zaleuco, primo legislatore del mondo occidentale, a Nosside, la poetessa dell’amore. Accesso a quel che rimane dell’omonima poleis greca di Locri Epizefiri. Fondata alla fine dell’VIII secolo a.C. da alcuni profughi greci che si stabilirono lungo la costa, Locri è stata una delle più importanti città della Magna Grecia di Calabria, protagonista della scena politica, religiosa e sapienziale dell’epoca fino al periodo romano. Il Parco è ricco di strutture tuttora leggibili: santuari e templi monumentali, come quello in contrada Marasà, il più grande fra quelli esplorati nell’area archeologica, con una notevole decorazione scultorea della scuola di Fidia, oggi visibile al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Un Tempio dorico dedicato a Zeus sorgeva nei pressi del Teatro, vicino casa Marafioti, importantissimo per il suo archivio di tavolette bronzee ritrovato in una teca di pietra. In prossimità dell’abitato sorgeva il Tempio di Afrodite, protettrice dei naviganti e del mare, formato da una serie di ambienti a “U”, con un portico antistante e un ampio cortile centrale destinato a banchetti comuni. All’esterno delle mura si trova il celebre “Persephoneion”, che Diodoro Siculo definì “il più illustre santuario d’Italia”.

Da qui proviene uno dei depositi votivi tra i più ricchi della Magna Grecia, dal quale provengono i famosi “pinakes”, tavolette di terracotta raffiguranti il mito di Persefone. Oltre all’area esterna, i ragazzi hanno completato la visita all’interno del Museo Archeologico, in località Marasà. Un’esperienza affascinante e ricca di storia, che ha portato i ragazzi a mettersi in contatto diretto con le loro radici più profonde, perché si sentano orgogliosi di ciò che la loro terra è stata a livello locale e non solo. “Qui sotto il cielo di Calabria, sulle rive dei due mari, Ionio e Tirreno, fioriva già, ricca e sensuale, una delle più raffinate culture dell’umanità: la Magna Grecia” (Kazimiera Alberti)».