Il riscatto della tela: la pittura conquista la Pinacoteca Civica per l'Expo dei Due Mari
Alla Pinacoteca Civica il grande ritorno di un'arte eterna che torna a interpretare il presente. Nove maestri in mostra per percorrere quella «autostrada liquida» che unisce Calabria e Sicilia tra bellezza e colore
È tutta dedicata alla pittura la seconda tappa reggina dell’Expo Arte dei Due Mari che, partita da Messina e approdata al Consiglio Regionale, giunge presso la Pinacoteca Civica di Reggio con l’obiettivo di creare Connessioni. Un evento che ha già ricevuto il patrocinio del Ministero della Cultura e che punta a diventare grande.
«Partiamo col piede giusto. L’interesse e l’imprimatur dati dal Ministero mostrano l’interesse che si sia coagulato attorno al nostro progetto. Se Reggio e Messina rappresentano uno spazio comune, la cultura può e deve diventare strumento nel processo di costruzione dell’Area dello Stretto. Lo dico da messinese innamorato di Reggio. Le istituzioni hanno accolto la nostra proposta, rispondendo a un manifesto desiderio di bellezza che abbiamo il compito di intercettare, strutturare e storicizzare», commenta così Gianfranco Pistorio, Presidente della Biennale d’Arte di Messina e animatore dell’iniziativa.
Spazio, dunque a una pittura che, come spiega il Prof. Giampaolo Chillè, docente universitario presso gli atenei di Messina e di Catania, critico e saggista italiano, specializzato nella storia dell'arte del Rinascimento e dell'età moderna delle nostra latitudini, sta riconquistando uno spazio culturale fino a qualche anno fa dominato dalla scultura. E che diventa viatico di quella autostrada liquida che mette Calabria e Sicilia in contatto.
«Fino all'anno scorso abbiamo visto e abbiamo scritto che era la scultura a fare da padrona. Adesso gli artisti si stanno ricimentando con una forma d'arte, la pittura, forse colpevolmente percepita come troppo tradizionale o troppo antica, ma che sta tornando a rivelare una forza nuovamente feconda, capace di interpretare il nostro mondo con tutta la sua forza espressiva. La pittura oggi torna a reclamare una sua rinnovata dignità, riappropriandosi di interessi e spazi che le erano stati sottratti dalle arti visive collegate alla scultura e alle installazioni. Ci siamo resi conto che soprattutto i giovani stanno ritornando alla tela e al pennello. In questa sede, abbiamo opere che parlano linguaggi molto differenti e che però, essendo tutte figlie del presente, riescono a dialogare senza grosse difficoltà».
L’esposizione vede protagonisti autori e artisti affermati che hanno già guadagnato apprezzamenti di pubblico e critica in percorsi di ricerca artistica in cui, con cifre più o meno intimistiche e incursioni che arrivano alla metafisica, esplorano le pieghe dell’anima per dare forma e senso a un oggi complesso. Da Natino Chirico a Concetta De Pasquale, da Salvatore Marchesani a Riccardo Orlando, passando per Silvio Pasqualini, Cesare Pinotti, Tobia Ravà, Giorgio Rizzo e Mattia Todeschini.
Reggio e l’altra sponda dello Stretto si presentano come piattaforma di nuovi circuiti artistici con un grande obiettivo: «Costruire un grande polo culturale nel Mediterraneo che diventi il baricentro di un’offerta artistica di riferimento per tutto il Meridione d’Italia, a partire dal suo cuore: lo stretto di Messina», ha precisato Pistorio. Che ha anche lanciato un appello: «In questo momento la Biennale d'Arte si sostiene privatamente. È ovvio che ha bisogno di supporti da parte delle varie amministrazioni pubbliche - comunali, regionali e nazionali -. Cerchiamo di lavorare con un orizzonte a cinque anni. In questo tempo dobbiamo saper creare stabilità e continuità a un progetto che vede nell’Area dello Stretto il cuore del Mediterraneo».