Il sogno di Francesco continua a riempire Villa: centinaia in piazza per la prima serata della Festa della Luce
Oltre sette ore di musica, centinaia di persone in piazza e un'intera comunità riunita nel segno della condivisione. Oggi la seconda giornata con il talk sullo Stretto e nuovi protagonisti sul palco di Piazza Valsesia
La prima sera è stata un abbraccio lungo oltre sette ore. Piazza Valsesia si è riempita di musica, di volti, di bambini, di famiglie, di amici, di persone arrivate per esserci. Perché la Festa della Luce, a Villa San Giovanni, ormai rappresenta un vero e proprio rito civile e affettivo, un modo per continuare a camminare insieme a Francesco Talia, Ciccio per chi gli ha voluto bene, e per trasformare la memoria in presenza.
L’edizione 2026 è cresciuta molto rispetto allo scorso anno. La prima giornata ha confermato la forza di un percorso nato dal basso e costruito dentro la comunità fino a costituire un’associazione, Ensemble, che potesse «contenere» tutte le associazioni coinvolte nell’organizzazione. Centinaia di partecipanti hanno attraversato la piazza, accompagnando una maratona musicale che ha tenuto insieme generazioni, linguaggi e sensibilità diverse. Dalle prime esibizioni fino alla jam session, il palco è diventato il luogo in cui il ricordo ha preso corpo attraverso le note, senza retorica, con quella semplicità potente che appartiene alle cose autentiche.
Sul palco si sono alternati Nuntereggio Più, Mimì Sterrantino, Aldo Gurnari e Musicofilia, The Soul Man Blues Band, Tierra de Ritmo, Aurelio Mandica e Daniele Siclari. Poi la jam session, con Mimì Delo, Gino Mattiani, Daniele Paone, Mario Ferrara, Bruno Milasi, Ercole Cantello, Vincenzo Tropepe, Katia Crocè, Antonio Fiume, Giuseppe Manti, Roberto Ciriolo e Fortunato Trefiletti. Un mosaico musicale ampio, popolare, profondamente legato al territorio.
Al centro di tutto, come sempre, la solidarietà, la condivisione, l’uguaglianza, la pace. Ma soprattutto raccogliere i fondi necessari per completare la Scuola dei Mestieri in Costa d’Avorio. Ecco: le parole che accompagnano la Festa della Luce sono il perimetro umano dentro cui continua a muoversi l’eredità di Francesco Talia.
«Tutto questo crea delle emozioni speciali – racconta Luana Ventre, moglie di Francesco –. Ciccio è riuscito anche quest’anno a far dare ai suoi fratelli, non di sangue ma di anima, questa forza per organizzare tutto questo, ed era proprio quello che Francesco avrebbe fatto, quello che desiderava fare: l’unione, l’amore, il rispetto e la devozione proprio come essere umano per tutti».
Nelle sue parole c’è il dolore che diventa impegno, quella mancanza capace di trasformarsi in energia. «Questo è un esempio – prosegue –, una dimostrazione che rappresenta quello che era e quello che Francesco sarà per sempre».
Un’eredità fatta di relazioni, di gesti, di idee, di progetti che continuano a generare legami, anche secondo il sindaco di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, che ha seguito il cammino della manifestazione fin dalla sua nascita. «Questa festa è tanto, questa festa è pace, condivisione per la città e la sua comunità, è il senso di comunità che si rinnova di anno in anno, non nella memoria, nel ricordo, ma insieme a Francesco».
La sindaca ricorda anche il punto da cui tutto è partito. La Festa della Luce nasce il 24 giugno del 2023 per volontà dello stesso Francesco Talia, con un significato preciso: restituire alla fiamma un valore diverso, liberarla dall’ombra della paura e riportarla dentro una dimensione di calore, incontro e vita. «È nata perché Francesco l’ha voluta quella festa, perché la fiamma, il calore, dovesse tornare ad essere invece simbolo di luce e non simbolo di atto intimidatorio, di morte, di prepotenza, di arroganza».
Oggi la manifestazione entra nella seconda giornata, ancora a Piazza Valsesia, con un programma che intreccia riflessione pubblica e musica. Alle 17.30 è previsto il talk «Stretto centro del Mediterraneo», momento di confronto dedicato al ruolo di questo territorio, alle sue fragilità, alle sue prospettive e al bisogno di costruire ponti reali di pace e partecipazione. Prosegue anche «Un disegno per la pace», iniziativa rivolta ai bambini nelle giornate del 23 e 24 giugno. Poi tornerà la musica, con Antonio Freno, Alabama Tree, Mousikarche, Ligth Chili, Swamp and Dirty Water, Mattanza, Kento & Mad Simon-Mczara, Sicula Afro Family e la chiusura affidata al dj set di Alex Perdido. Un’altra serata per stare insieme, per ascoltare, per ballare, per condividere.
Villa San Giovanni continua così ad accendere la sua luce. Una luce che porta il nome di Francesco Talia, attraversa la sua famiglia, i suoi amici, i giovani che hanno raccolto il testimone e una comunità che, ancora una volta, ha scelto di esserci.