Inclusione e stile sotto la Dea Athena: il Fashion Day riempie l'Arena | FOTO
Non è solo moda, e non è soltanto spettacolo. Il Fashion Day 2025, andato in scena all’Arena dello Stretto di Reggio Calabria, si è rivelato ancora una volta un evento capace di andare oltre la passerella, trasformando due serate estive in un’occasione collettiva di partecipazione, inclusione e bellezza consapevole.
Nato dalla visione di Antonio Sapone e Giovanni Barcella, il format reggino è diventato negli anni un punto fermo dell’estate cittadina, capace di tenere insieme l’eleganza delle sfilate con un preciso intento sociale. «La moda è anche questo – ha detto Antonio Sapone –: un mezzo per raccontare storie e restituire fiducia, soprattutto ai più giovani. Vogliamo che ogni ragazzo e ragazza che sale su questa passerella senta di potercela fare, senta che c’è spazio anche per lui o per lei».
Un pensiero condiviso da Giovanni Barcella, che sottolinea il valore collettivo della manifestazione: «Il nostro obiettivo non è mai stato solo estetico. Il Fashion Day è diventato, anno dopo anno, un contenitore di messaggi positivi, un’occasione per esprimersi, per valorizzare i talenti e per restituire alla città un momento di condivisione autentica. L’abbraccio del pubblico di ieri ne è la prova più bella».
L’edizione di quest’anno, realizzata anche grazie al bando Estate Reggina, ha visto la presenza di centinaia di spettatori, autorità locali e professionisti del settore.
Tra i momenti più significativi, la partecipazione della stilista Marinella De Vita, che ha portato in scena una collezione pensata non solo per raccontare la Calabria nei suoi colori e nelle sue forme, ma anche per lanciare un messaggio forte rivolto ai più giovani. «Ho voluto creare qualcosa che potesse restituire autostima a chi spesso non si sente all’altezza – ha spiegato –. Credo che la moda non debba imporre un modello, ma aiutare a stare bene con sé stessi. Non è il corpo che si adatta al vestito, ma il vestito che valorizza il corpo».
Un pensiero che si riflette in ogni dettaglio della manifestazione, costruita per dare spazio anche a chi, nella moda tradizionale, non troverebbe posto. Giovani modelli e modelle, collezioni inclusive, assenza di rigidi canoni estetici: il Fashion Day si propone così come un’alternativa possibile, e concreta, al sistema dominante dell’apparenza.
L’Arena, illuminata da proiezioni, riflettori e dallo sguardo della Dea Athena, è diventata il palcoscenico per questo tipo di racconto fatto di stoffa, musica, movimenti, ma anche parole, gesti e scelte precise. A Reggio, per due sere, la moda ha smesso di parlare di sé, e ha cominciato a parlare a tutti.