La Biennale dello Stretto 2026: concluse le giornate inaugurali, la manifestazione prosegue verso la tappa di Badolato
La terza edizione de La Biennale dello Stretto registra oltre 4.000 presenze nei primi cinque giorni tra convegni, installazioni e dibattiti dedicati ai diritti urbani
La sessione inaugurale della terza edizione de La Biennale dello Stretto si è conclusa con un bilancio di oltre 4.000 presenze nelle prime cinque giornate di eventi. Promossa dalla Fondazione Le Città del Futuro e realizzata da 500x100, la manifestazione vede la direzione scientifica dell'architetto Alfonso Femia affiancato dalle direttrici Annalisa Metta e Salima Naji.
Al centro dell'edizione 2026 vi è il tema “Mutazioni / Dipende dal modo con cui si guardano le cose”, evoluzione delle riflessioni avviate sulle città del futuro attorno agli ambiti di mobilità, abitare, spazio pubblico, cultura e linee d'acqua. Il dibattito ha posto l'accento sulla velocità delle trasformazioni contemporanee e sul concetto di diritti urbani — intesi come diritti umani concepiti nello spazio pubblico —, richiamando la responsabilità della progettazione nel renderli concretamente fruibili.
Arte, narrazioni e visioni nelle stanze del Forte
Nelle sale del Forte Batteria Siacci, le cui mostre rimarranno aperte al pubblico fino al 13 dicembre 2026, si sono intrecciati molteplici linguaggi artistici. Tra gli interventi di maggior rilievo figura l'installazione "Immutable Atoms" dell'artista Judith Cowan, curata da Barbara Martorelli, che affronta con sensibilità il dramma di Gaza.
Il programma ha visto anche la presentazione del lavoro tessile sulle Reali Ferriere e Officine di Mongiana firmato da Marianna Faleri, oltre al contributo di Luca Santiago Mora con l'Atelier dell'Errore. Nella sua lecture, la co-direttrice Annalisa Metta ha approfondito il "diritto alla mutazione", proponendo una riflessione sulla necessità di non ripristinare rigidamente le situazioni precedenti ai cambiamenti radicali. Ampio spazio è stato dato anche al linguaggio cinematografico con il regista Fabio Mollo e il giornalista Giuseppe Smorto, che hanno illustrato la trasformazione dei paesaggi calabresi attraverso gli estratti del film "Semidei", dedicato al cinquantesimo anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace.
Prossima tappa: il borgo di Badolato e le "Mutazioni Lente"
Il calendario degli appuntamenti itineranti prosegue il 10 e 11 ottobre 2026 con la tappa di Badolato, intitolata “Tra Terra e Forma. Mutazioni Lente” e curata da Pasquale Piroso. L'evento proporrà un percorso diffuso tra il paesaggio rurale di RespiraTerra e il centro storico.
In occasione del quarantesimo anniversario della celebre vicenda "Badolato, paese in vendita", la due giorni diventerà un laboratorio di confronto sulla rigenerazione dei piccoli borghi del Mediterraneo e sulle modalità per trasformare le fragilità territoriali in opportunità culturali e sociali. Il viaggio della Biennale dello Stretto proseguirà poi nei mesi successivi con tappe a Reggio Calabria e Messina, per concludersi a Tropea nel marzo 2027