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12/03/2024 ore 07.30
Società

La Bovalino-Bagnara, un sogno lungo 50 anni diventato un incubo

L’arteria incompiuta da tempo, aspetta adesso la ripartenza dell’iter per il completamento. Per completarla servono 800 milioni di euro
di Ilario Balì

Correva l’anno 1973 quando nel salone delle feste del vecchio Hotel Orsa Sud di Bovalino il Centro Studi “Brutium” organizzò un convegno per presentare un progetto unico, ideato da Antonino Brath, un ingegnere reggino, che avrebbe portato economia e turismo nella Locride. Si trattava della Bovalino-Bagnara, la cui storia è tornata in play qualche giorno fa con la riapertura dell’iter per il suo completamento. L’opera faraonica rimane una delle grandi incompiute della Calabria. La progettazione della strada constava di 39 chilometri con 8 svincoli, 4 innesti, 23 viadotti, 3 gallerie naturali ed 11 gallerie artificiali e un traforo a doppia canna di circa 6 chilometri, il decimo in assoluto più lungo d’Italia. L’obiettivo del progetto era quello di collegare i centri pre-aspromontani tirrenici e pianigiani penalizzati nello sviluppo economico e sociale.

L’infrastruttura ha già un progetto esecutivo e parte dei lavori realizzati solo per circa 900 metri, inaugurati in pompa magna 12 anni fa per by-passare l’abitato di Platì al fine di ovviare al problema di traffico e di sicurezza poiché l’attuale ex SS112, unica arteria principale per il trasporto dell’entroterra sul versante Ionico, è parte integrante della circolazione viaria interna. Poi lo stop, quando si è capito che i nuovi piloni del viadotto in costruzione sulla fiumara, erano stati realizzati in zone soggette a dissesto idrogeologico. Seguirono numerosi contenziosi giudiziari a causa di diversi danni subiti da alcune abitazioni per via degli smottamenti del terreno durante i lavori. Per completarla servono circa 800 milioni di euro.

L’opera, se fosse stata completata, oltre che rappresentare un backup della strada di grande comunicazione Jonio-Tirreno, avrebbe fatto uscire dall’isolamento i paesi dell’Aspromonte, aprendo prospettive di sviluppo inimmaginabili per tutta l’area. Adesso la notizia del confronto fra Metrocity, Regione, MIT e Anas per riavviare l’iter del completamento. Sarà la volta buona?