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05/10/2026 ore 15.19
Società

La frittola reggina, il rito del sabato: presentato al Museo del Bergamotto il disciplinare

Al Capitolo di San Francesco d’Assisi – «Benvenuto autunno» anche un riconoscimento a monsignor Antonio Morabito

di redazione

A Reggio Calabria la frittola è molto più di una pietanza: è un rito che riunisce le persone attorno alla caddara, il grande pentolone in cui cuociono lentamente le parti del maiale destinate a questa preparazione. Le prime caddare si accendono in settembre, in occasione della Festa della Madonna della Consolazione. Poi, di sabato in sabato, il loro profumo accompagna l’autunno e l’inverno reggino.

In tutto il territorio si contano oltre 160 caddare: una diffusione che racconta quanto la frittola sia ancora presente nella vita della città e della provincia. Nata dalla lavorazione di cotenna, parti cartilaginose e altre parti del suino, è diventata uno dei cibi di strada più rappresentativi di Reggio Calabria. La rendono unica il suo modo di cuocere lentamente e il rito che la circonda: l’attesa davanti alla caddara, l’incontro del sabato, la condivisione del cibo appena pronto.

È per custodire questa identità che, davanti a un folto pubblico, ai confratelli della Confraternita della Frittola Reggina 2019 e a personalità del mondo reggino, è stato presentato al Museo Nazionale del Bergamotto il disciplinare della Frittola Reggina. La presentazione si è svolta durante il Capitolo di San Francesco d’Assisi – «Benvenuto autunno», con il sostegno del Polo del Bergamotto di Reggio Calabria 2015.

Ideato e redatto dal prof. Vittorio Caminiti, coordinatore del Polo del Bergamotto di Reggio Calabria 2015 e fondatore del Museo Nazionale del Bergamotto, il disciplinare è stato presentato dall’ing. Nuccio Gilormo, priore della Confraternita della Frittola Reggina 2019. Alla sua elaborazione hanno contribuito il prof. Francesco Foti, del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria; il dott. Giannantonio Calabrò, nutrizionista di riferimento e socio della Confraternita; e Giuseppe Melissari, imprenditore, allevatore e macellatore, insignito del riconoscimento «Mastru Frittularu 2026».

Il documento affronta la provenienza del suino, la sua alimentazione e il periodo di allevamento nel territorio reggino, la selezione delle parti destinate alla caddara, le modalità di cottura e la tracciabilità. L’obiettivo è fissare criteri precisi e verificabili per tutelare la tradizione e offrire garanzie a chi consuma la frittola reggina.

Nel corso del Capitolo, il regista RAI Giuseppe De Masi è stato investito del titolo di socio onorario. De Masi si trova a Reggio Calabria per realizzare un servizio destinato alla trasmissione Agorà, dedicato anche agli effetti delle condizioni climatiche sulla caduta dei frutti di bergamotto, la cosiddetta cascola.

In collaborazione con Rhegium Urbis Antiqua 1908, è stato inoltre conferito un riconoscimento a monsignor Antonio Morabito. A lui è stato consegnato un quadro dell’Ottocento raffigurante la città di Reggio Calabria ai piedi della Madonna della Consolazione, quale omaggio al suo impegno culturale e al suo legame con la città.

Il Capitolo si è concluso nel segno della partecipazione e della condivisione. Il disciplinare apre ora un percorso di confronto con allevatori, operatori, studiosi e custodi della tradizione, perché il rito della caddara e la qualità della frittola reggina possano essere tramandati insieme.