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28/07/2026 ore 06.30
Società

La Mediterranea sempre più Città Universitaria, ecco via Zehender per raggiungere Ingegneria e Agraria

Inaugurata la nuova viabilità che dal viale della Libertà conduce ai due plessi del lato nord dell'ateneo. Un'opera di circa 500 metri finanziata con il Decreto Reggio. Ma il percorso di potenziamento infrastrutturale non si ferma qui

di Anna Foti

Via Rodolfo Zehender a Reggio Calabria si prolunga e adesso dal viale della Libertà arriva fino ai plessi di Agraria e Ingegneriacollegando la città con il lato nord della Mediterranea.

La nuova infrastruttura si sviluppa per circa 500 metri , è stata finanziata con il Decreto Reggio, programma straordinario di investimenti destinato allo sviluppo infrastrutturale del territorio reggino, ed è stata realizzata dall'Università Mediterranea, in convenzione con Invitalia.

L'opera si inserisce infatti nel più ampio processo di rigenerazione urbana e di potenziamento infrastrutturale, che contribuisce a qualificare la Mediterranea come Cittadella Universitaria sempre più moderna, funzionale e pienamente integrata nel tessuto urbano.

Ieri nel tardo pomeriggio, il taglio del nastro alla presenza di autorità e cittadinanza . Con il rettore Giuseppe Zimbalatti , il sindaco di Reggio Francesco Cannizzaro, la prefetta Clara Vaccaro , la senatrice Tilde Minasi e il vicario generale dell'arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova, Pasqualino Catanese. Dopo il taglio del nastro, un giro sul buis turistico Atam ha consentito di prendere visione del percorso, nettamente agevolato. 

La nuova infrastruttura stradale , complice la riduzione sensibile delle pendenze, consente a chi è a piedi un percorso meno ripido e più agevole e permette all'autobus di arrivare finalmente in prossimità dell'ingresso di Ingegneria . Per quanto riguarda il plesso di Agraria, gli autobus arrivavano anche prima, ma intraprendendo la via Vito Inferiore con una carreggiata, molto ridotta e assai trafficata.  Adesso la nuova viabilità costituirà un'alternativa comoda e sostenibile rispetto alla tradizionale .

Questa nuova infrastruttura, dunque, alleggerisce l'esistente viabilità cittadina e favorisce una mobilità più efficiente, sicura e sostenibile, con una ricaduta notevole anche sulle aree limitrofe meglio collegate con il viale Libertà e dunque con la Città.

Nell'ambito dell'intervento sono stati anche realizzati 140 nuovi posti auto.

« Un'opera pubblica, un'infrastruttura molto importante per l'università e per la città - ha spiegato il rettore Giuseppe Zimbalatti - che ha richiesto molto impegno. Le opere pubbliche sono sempre sfide nei nostri territori.

Questo lato nord del nostro ateneo meritava degli interventi migliorativi. Come università facciamo la nostra parte e mettiamo grandi impegno ed entusiasmo per incidere positivamente sul nostro assetto, sulla nostra funzionalità, sulla nostra struttura , nell'ottica di garantire sempre maggiori servizi agli studenti, per il loro benessere e la loro felicità. Ci attendono adesso altre sfide. I nuovi laboratori per il plesso di Agraria sono in fase di costruzione e poi il campus che realizzeremo con la discreta proprietà finanziaria che ci deriva dalla legge di bilancio grazie all'onorevole Cannizzaro.

Non possiamo dimenticare, però, le nostre ferite aperte legate all'inaccessibilità dell'università a livello pedonale. Solo grazie al servizio prestato da Atam c'è un afflusso regolare . Aspettiamo di poter ragionare assieme all'amministrazione comunale e di intavolare un'interlocuzione positiva con il sindaco Cannizzaro, il quale si è già espresso favorevolmente, per individuare dei varchi.

Seppure con i fondi del Decreto Reggio, noi ci siamo assunti tutte le responsabilità per la realizzazione di questo importante prolungamento di via Zehender che rende il nostro ateneo più inclusivo e accessibile, generando anche beneficio per le zone limitrofe », ha sottolineato ancora il rettore Giuseppe Zimbalatti.

«Ci ​​auguriamo - ha dichiarato Corrado Rindone, delegato del rettore per la Città Universitaria - di aver migliorato l'accessibilità, sia da un punto di vista pedonale, non essendoci più quella salita ripida, sia da un punto di vista di trasporto pubblico locale, con una piena agibilità degli autobus in tutto il nuovo tracciato di via Zehender dal viale della Libertà fino ad Agraria. Ciò significa mobilità sostenibile.

Non solo la strada. Sono in fase di costruzione anche nuovi laboratori. Si svilupperanno su due livelli, su circa 2500 m² e rappresenteranno ulteriori spazi dedicati alla ricerca di Agraria, al momento in svolgimento in laboratori di altri dipartimenti.

Fa parte di questo appalto finanziato col decreto Reggio anche la bretella di collegamento tra il viale Libertà e il lato sud, ossia il nucleo in cui insistono i dipartimenti di Architettura e Design e di Giurisprudenza, Economia e Scienze Umane . Un intervento che in futuro completerà la viabilità dell'Ateneo unitariamente anche all'accesso da via Miggiano per rendere anche il lato sud raggiungibile agevolmente. Per quest'ultimo  però occorre parlare con il Comune essendo quel tratto di sua competenza.

L'intervento inaugurato ieri e quelli in prospettiva si prefiggono tutti di aumentare l'accessibilità, per le fasce più deboli e le persone con ridotta capacità motoria. Per questa ragione abbiamo anche riservato dei posti auto in prossimità dell'ingresso alle persone con disabilità e alle donne in gravidanza», ha evidenziato Corrado Rindone, delegato del rettore per la Città Universitaria.

La trasformazione infrastrutturale non si ferma qui. E infatti intorno restano aree da completare e da destinare. Un cantiere ancora in movimento.

«Stiamo operando una ricomposizione dei vari fabbricati che compongono la cittadella universitaria anche se dislocati in punti differenti. Da qui la presa d'atto preliminare di Masterplan che intendiamo attuare in ogni sua parte, specie quella relativa alle residenze universitarie rimaste incompiute, all'inizio di via Zehender, dove immaginiamo di creare un'area a vocazione sportiva e un polmone verde », ha dichiarato Pietro Foti, direttore generale dell'università Mediterranea di Reggio Calabria.

Presente anche Roberta Zehender, la nipote di Rodolfo Zehender, l'ingegnere al quale è stata nel 2024 intitolata la strada di collegamento.   «Mancavo da questa zona dall'intitolazione al nonno Rodolfo della strada , avvenuta due anni fa. Iieri stentavo a riconoscerla. Sono rimasta davvero colpita dai lavori eseguiti e dalla nuova strada certamente più accessibile e funzionale. Ho voluto complimentarmi con il rettore Zimbalatti a nome della mia famiglia.  Sempre con gioia ricordiamo il nonno e siamo contenuti che sia stata a lui intitolata la strada che porta a questa Università sempre più in crescita », ha sottolineato Roberta Zehender, nipote di Rodolfo Zehender.

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Rodolfo Zehender (Reggio Calabria 1862 – 1930), ingegnere civile, fondatore delle società “Riuniti di Elettricità” e “Zehender & C.” grazie alle quali, agli albori del Novecento, a Reggio arrivò la luce elettrica. Autore di primi progetti idroelettrici nella città che rese all'avanguardia anche quando, da primo presidente della Società Tranviaria nata nel 1911, portò il tram.

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