La memoria di Capaci, l'eterna lotta alla criminalità e la cultura che diventa antidoto: «È l'indifferenza che fa la differenza»
La memoria e il ricordo non sono parole vuote o, peggio ancora, momenti di fini a se stessi, sono l’essenza di come le idee e le azioni sopravvivano al tempo e allo spazio. Siamo davvero “Capaci” di portare avanti quella lotta alla criminalità sfidando il male celato in ogni strato della nostra società? È questo l’interrogativo che ancora oggi riecheggia nelle giornata del ricordo delle vittime dalla stragi di mafia. Una giornata che ci ricorda quanto le stragi abbiano sconvolto il nostro Paese, ma anche quanto siano ancora attuali i messaggi di Falcone e Borsellino, e quanto ancora, soprattutto alle nostre latitudini, sia importante una cultura della legalità.
«Un messaggio che, però, dovrebbe esserlo tutti i giorni, nel senso che chiaramente, rispetto a quel maggio, tante cose sono cambiate, tanta strada si è fatta grazie al grandissimo lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, e anche della società civile. Però manca ancora un pezzetto, che è forse quello più complicato da portare avanti: il coinvolgimento totale di tutta la società civile». Ne è convinta la Prefetta di Reggio Calabria Clara Vaccaro che prendendo parte all’evento ha rimarcato come «amo sempre dire una frase: è l’indifferenza che fa la differenza. E quindi, se non abbattiamo ancora questo piccolo zoccolo duro, che poi fa parte di una certa cultura, di un’attitudine e non solo, credo che non riusciremo a mettere in luce tutte le potenzialità, le bellezze e la grandiosità di alcune terre che sono state martoriate e che continuano a esserlo. Il ricordo è importante in giornate come queste, ma non solo. Bisogna essere sempre più presenti sul territorio, perché quello che sta accadendo anche alle nostre latitudini ci ricorda che questo ricordo è sempre e comunque molto attuale».
Un ragionamento concreto che trova rinforzo nelle parole della garante regionale delle persone private della libertà personale Giovanna Russo: «Serve un’onda culturale e una rete interistituzionale sempre più pervasiva – nel bene – nel portare avanti la cultura della giustizia, e della giustizia giusta. E quale giornata, se non quella del ricordo di una delle stragi più efferate di mafia, per parlare di cultura della legalità, ma anche di moralità nella giustizia, e soprattutto per essere accanto agli operatori di giustizia che ogni giorno combattono la criminalità organizzata. Siamo qui anche per questo».
In occasione del 33º anniversario della strage di Capaci, anche il Sindaco Giuseppe Falcomatà ha partecipato al concerto organizzato dalle associazioni Complesso Bandistico Euterpe Catona, Ce.Re.So., Nuova Solidarietà, Libera e gruppo Agesci di Catona.
Nel suggestivo ‘palcoscenico’ dell’anfiteatro del Parco della Mondialità di Gallico, che ospita la comunità terapeutica del Ce.re.so., il Sindaco Falcomatà, accompagnato dall’assessore Carmelo Romeo e dal Presidente del Consiglio comunale Enzo Marra, ha sottolineato la bellezza e il valore della cornice dove è andato in scena ‘E…vento di speranza. Legalità e riscatto’ -«Devo dire che ogni volta che vengo qui respiro aria di casa, respiro aria di famiglia, perché è un luogo di pace e di riflessione; un luogo dove si può ricominciare a vivere, si può ricominciare a sperare, si può ricominciare ad avere fiducia nel futuro, ma soprattutto, si può ricominciare a riprendere un percorso che è stato interrotto, e quindi, dove nasce e cresce l’idea che non è mai finita, ma che c’è sempre una seconda possibilità per tutti».
Un momento emozionante e dall’alto valore simbolico, quello vissuto con la comunità terapeutica, che ha visto la partecipazione delle famiglie dei ragazzi impegnati nel percorso di recupero, insieme a quella delle alte autorità della città, dal Prefetto Clara Vaccaro, al Vicario Questore Angelo Morabito, al Procuratore della Repubblica Giuseppe Lombardo, al Comandante Provinciale dei Carabinieri Gen. B. Cesario Totaro, al Comandante della Guardia di Finanza Colonnello Giovanni Ferraiolo, al Capitano di Vascello della Guardia Costiera Antonio Lo Giudice, al Maresciallo Francesco Fallanca, Comandante della Stazione Carabinieri di Gallico. Presenti anche il referente di Libera Mimmo Nasone e il Garante regionale dei diritti delle persone detenute Giovanna Russo.
«In questo splendido luogo – ha ribadito Falcomatà – si sentono forti le parole ma soprattutto l’esempio di persone, di personalità come Monsignor Aurelio Cannizzaro, ma anche di Don Italo Calabrò, le cui parole sono scolpite nelle istituzioni e nel percorso che stanno portando avanti al servizio della città, secondo quell’idea che nessuno deve rimanere indietro. E pertanto, il percorso per non lasciare indietro nessuno diventa un percorso nel quale ognuno di noi si assume un pezzettino di responsabilità per riscoprire quel sentimento di appartenenza che ci fa sentire comunità».
«Quella che ha celebrato il ricordo della strage di Capaci, è stata una giornata ricca di attività, perché ormai – ha continuato – esiste quella consapevolezza nella nostra città che il fenomeno mafioso deve essere affrontato ovviamente sul piano della repressione, e colgo l’occasione per rinnovare a nome della città i complimenti al procuratore Lombardo, alle forze dell’ordine e di polizia per l’operazione ‘Millennium’, ma deve anche essere affrontata sul piano culturale. E credo che sia significativo che oggi siano stati consegnati alle associazioni presenti sul territorio, altri cinque beni confiscati alla ‘ndrangheta. Perché se è vero che la mafia non lascia nulla, prende tutto, ruba la speranza, ruba il futuro, è vero anche, che grazie al lavoro delle autorità giudiziarie, ci lascia migliaia di immobili, che rappresentano un elemento dal quale ripartire. Penso inoltre, sia significativo che oggi raggiungiamo, in un arco temporale di dieci anni, gli oltre 400 beni acquisiti al patrimonio comunale e utilizzati per finalità istituzionali o per essere assegnati ad associazioni per sviluppare le loro attività, siano esse di carattere sociale, culturale, sportivo, musicale, oppure essere assegnati per emergenza abitativa».
«Momenti come quello di oggi, che ci ricordano i sacrifici di personaggi e personalità importanti che hanno fatto la storia del nostro paese, devono essere onorati anche attraverso questi esempi positivi che ci danno la dimostrazione che non è vero che le cose non possano cambiare, non è vero che rimane tutto uguale, ma percorsi che per diversi motivi si sono interrotti, e questo luogo ce lo insegna, possono ripartire e possono portare a una nuova rinascita».