La profondità della parola e la leggerezza del teatro, il tributo dell'Anm di Reggio a Paolo Borsellino e alla sua scorta
Sul palcoscenico naturale dell'arena dello Stretto Ciccio Franco, con il patrocinio del Comune, un intro musicale ha preceduto un reading di studentesse e studenti e lo spettacolo “Minchia signor tenente” di e con Antonio Grosso
La magistratura incontra la cittadinanza e si avvale dei giovani e del teatro per promuovere una riflessione corale sulla legalità e sulla necessità di una sua dimensione quotidiana e condivisa . L'occasione è stata quella della commemorazione di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, prima donna in forze alla polizia uccisa in servizio, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina , uccisi nell'infernale attentato di via D'Amelio, il 19 luglio 1992.
Era domenica... Paolo Borsellino e la Memoria come irriducibile impegno per una Democrazia libera dalle mafie e padrona della VeritàSu iniziativa della giunta esecutiva della sezione di Reggio Calabria dell'associazione nazionale Magistrati, con il patrocinio del Comune di Reggio Calabria , sul palcoscenico naturale dell'arena dello Stretto Ciccio Franco , le note degli Inni a cura dell' orchestra del liceo Scienze Umane Tommaso Gulli (indirizzo musicale) diretta dalla maestra Cettina Nicolosi con la voce del soprano Angela Stella Cimbalo , hanno introdotto la parola.
I giovani e la memoria
Giovanna Arguello e Fabiano Perri del liceo scientifico Leonardo Da Vinci, Simone Cuzzocrea del liceo scientifico Alessandro Volta, Giuseppina Laurendi e Antonino Condello del liceo classico Tommaso Campanella hanno dato voce a pensieri e riflessioni di e per Paolo Borsellino : dall' ultima lettera rimasta non finita, alla lettera dalla moglie Agnese nel ventennale della strage , del figlio Manfredi e della figlia Lucia, quest'ultima al centro della recente commemorazione per i 34 anni dalla strage a Palermo. Parole pregne di amore, di coraggio e di speranza. Un sigillo i potenti versi di Alda Merini.
I saluti istituzionali hanno poi guidato il pubblico dalla dimensione commemorativa a quella teatrale , incentrata sullo spettacolo comico “Minchia Signor Tenente” , prodotto dalla Compagnia Mauri Sturno scritto, diretto e interpretato da Antonio Grosso con la tenera partecipazione della piccola Aurora, sua figlia.
Ha condotto la serata la giornalista Maria Teresa Santaguida.
I progetti dell'Anm a Reggio
« Paolo Borsellino ha ispirato e continua a ispirare intere generazioni di giudici. Ricordarlo è un dovere che sentiamo e che abbiamo voluto declinare con la commemorazione e con una accompagnamento riflessioneta dal sorriso . Si tratta di una iniziativa promossa all'interno di un ricco programma che, con la giunta nazionale qui rappresentata dal presidente Tango , intendiamo promuovere a Reggio Calabria per creare uno spazio di dialogo e condivisione che diventi fucina della legalità aperta alla cittadinanza e con i giovani protagonisti . Abbiamo già promosso degli incontri nelle scuole, anche in quelle primarie . Abbiamo, con il progetto Raccontami, raccolto il punto di vista sulla Legalità dei giovani e ci siamo arricchiti. Per il prossimo anno scolastico, abbiamo in cantiere il progetto Rappresentami che coinvolgerà i laboratori teatrali. E ancora in autunno tra il Cedir e la Corte d'appello allestiremo a Reggio la mostra nazionale Rose spezzate, ispirata alle storie dei magistrati vittime della criminalità organizzata , tra le quali vogliamo ricordare anche il “nostro” Antonino Scopelliti, con una sezione commemorativa delle vittime delle stragi di Capaci e via D'Amelio », ha sottolineato Viviana Piccione, presidente della giunta esecutiva della sezione di Reggio Calabria dell'associazione nazionale Magistrati.
Un plauso all'iniziativa è stato rivolto dalla presidente della Corte d'Appello di Reggio, Caterina Chiaravalloti che ha evidenziato «l'importanza di coinvolgere i giovani in questo momento di memoria e in questa importante progettualità dell'Anm sul territorio».
Il procuratore generale di Reggio, Gerardo Dominijanni ha ricordato «il progetto La rotta della legalità promosso circa 10 anni fa dall'Anm a Reggio in tutte le scuole della città. Un progetto preceduto dall'esperienza positiva condivisa con l'allora dirigente scolastica Giusi Princi, oggi eurodeputata, in tema di Costituzione . Parlare ai giovani e con i giovani resta la strada da percorrere. La memoria è una responsabilità da assumere, è un impegno a scegliere ogni giorno la legalità, anche e soprattutto quando nessuno guarda .
Oggi ricordiamo chi ha sacrificato la vita per la nostra libertà e lo facciamo tutti insieme perché la criminalità organizzata non può essere contrastata solo dalla magistratura. Occorre il contributo di tutti, che oggi sono qui anche a ringraziare. Occorre che i giovani siano consapevoli per raccogliere un testimone e lasciare il mondo migliore di come noi glielo stiamo consegnando ».
« Ci illudiamo di esser noi, qui vivi, che celebriamo i morti e non ci accorgiamo che sono loro, i morti, che ci convocano qui, come dinanzi a un tribunale invisibile, a rendere conto di quello che in questi dieci anni abbiamo fatto per non essere indegni di loro, noi vivi» . Le parole del padre costituente Piero Calamandrei sono state richiamate da Giuseppe Tango, presidente nazionale dell'associazione nazionale Magistrati. «Siamo qui per rendere omaggio e ricordare coloro che hanno vissuto, lavorato e lottato per difendere la giustizia sino all'estremo sacrificio. E siamo anche qui per rinnovare l'impegno della magistratura tutta e per dire che non va abbassata la guardia. Le mafie sono ancora ben radicate in tutti i nostri territori e occorre combatterla anche a livello culturale . Occorre che ciascuno faccia la sua parte per eliminare, citando Borsellino, il “puzzo del compromesso e far respirare il buon profumo della libertà”».
Il patrocinio del Comune di Reggio
Presentenella nuova veste istituzionale di vicesindaca, Maria Grazia Arena. «Il Comune ha dato il patrocinio a questa iniziativa condividendone assolutamente lo spirito. Speriamo che le nuove generazioni possano coltivare coscienza civica e fiducia in un futuro che dovrà costruire sulla base della loro delle loro consapevolizze e del rifiuto delle mafie ». E sul suo nuovo incarico a palazzo San Giorgio: « Non si smette mai di essere un magistrato e con questo nuovo incarico io proseguo nel mio servizio alla città , mettendo a disposizione competenze e maturità. La maggior parte critica e poi non si mette in gioco . Io ho voluto accogliere la sfida ».
Dopo la commemorazione, una commedia. Un accostamento per nulla stridente . L'opera andata in scena, “Minchia Signor Tenente” scritta, diretta e interpretata da Antonio Grosso , ha divertito e interrogato il pubblico attraverso la storia di una piccola caserma della Sicilia. Qui i carabinieri conservano la loro dimensione di persone di famiglia di un'intera comunità . Uno spettacolo spassoso che ha suscitato risate e che ha saputo riservare un ruolo importante alla riflessione e anche alla commozione.
Una caserma con le porte sempre aperte e persone che, al di là delle apparenze, rischiano la loro vita, purtroppo anche perdendola a volte, per la nostra libertà e la nostra sicurezza.
Quei loro sogni infranti, quei loro cammini interrotti, quelle loro famiglie spezzate e straziate devono essere di tutti, dando a ciascuno ea ciascuna di noi non il peso ma la consapevolezza del valore della vita e della libertà che altri hanno difeso, sacrificandosi. È stato lo stesso regista e interpreta Antonio Grosso alla fine dello spettacolo ad ammettere « questo spettacolo gira con successo da vent'anni. Oltre 650 repliche in tutta Italia ma stasera, vista la commemorazione speciale, abbiamo voluto che fosse più aderente allo spirito dell'iniziativa . Noi siamo legati al movimento delle A gende rosse di Paolo Borsellino e alla sua battaglia per la verità .
«Il titolo dello spettacolo è "Minchia signor tenente", ispirato alla canzone di Giorgio Faletti intitolata Signor tenente . Credo sia diventata una delle commedie cult italiane perché parla al pubblico e arriva al cuore della gente. Nella società di oggi, il carabiniere non è considerato più come il maresciallo del paese interpretato da Vittorio De Sica o dallo stesso Totò . Oggi le forze dell'ordine sono spesso contestate. Invece, e non lo dico solo da figlio di carabiniere, sono il perno della società e il nostro riferimento per la sicurezza.
Quanto è accaduto e sta accadendo a Bologna non deve indurci a facili generalizzazioni. Ci sono tanti carabinieri e poliziotti che svolgono il loro dovere con alto senso di servizio e sono la maggior parte come le brave persone in terre difficili come la Calabria, la Sicilia, la Puglia e la Campania, da dove io vengo », ha concluso il regista e attore Antonio Grosso.