La Reina de los Mares a Pentedattilo e la Madonna della Consolazione a Reggio: Lisley Durañón Ojeda unisce culture, ispirazioni e tradizioni
L’artista cubana, in Calabria per il festival internazionale di arte urbana “Tra le mani di pietra”, dona la sua arte e la sua visione di Madre della Terra e dei Mari per celebrare la devozione secolare del popolo reggino
La Vergine di Regla declinata secondo il pantheon yoruba incarna Yemayá, la dea del mare: ecco La Reina de los Mares che sorride a Pentedattilo. Il murale dell’artista cubana, Lisley Durañón Ojeda celebra ancora una volta la contaminazione tra le fedi e le culture, arricchendo il suggestivo borgo nel cuore dell’area grecanica. È uno dei sette murales realizzati nell’ambito del festival internazionale di arte urbana “Tra le mani di pietra”, parte integrante del progetto Rianimare Pentedattilo, promosso da Azimut Aps in partenariato con il consorzio Ecolandia e l’associazione Pro Pentedattilo e con il patrocinio del comune di Melito Porto Salvo.
Il sincretismo religioso, anima della cultura caraibica, nell’opera di Lisley Duranon Ojeda riconosce nella figura femminile, madre terra e custode di storia e memoria, un fulcro di grande ispirazione nutritasi, nel frangente che la città di Reggio si appresta ad attraversare, della tradizione profondamente identitaria come quella della devozione alla Madonna della Consolazione. Così l’artista e la sua arte si lasciano contaminare da luoghi, tradizioni e incontri come accade tra le fedi e le culture.
Stanno per entrare nel vivo le celebrazioni in onore dell’avvocata del popolo reggino, la Madonna della Consolazione. Lisley Duranon Ojeda, dopo aver dipinto a Pentedattilo La Reina de los Mares, ha voluto rendere o omaggio anche alla Madre della Consolazione di Reggio.
Da oggi a Reggio un suo murale si ispira fedelmente all’Effigie mariana portata in processione, ritraendo la Madonna della Consolazione in trono col Bambino in braccio, in alto due angeli tengono con la destra la corona della Madre di Dio e con la sinistra una palma. A destra della Madonna, San Francesco d’Assisi con il libro della Genesi nella mano destra e con la croce latina e in evidenza le stimmate sulla sinistra, e a sinistra Sant’Antonio di Padova con in mano il libro rosso chiuso e il giglio. A guidare la mano di Lisley Duranon Ojeda sono proprio le linee dello storico e prezioso dipinto commissionato dal nobile Camillo Diano e realizzato su legno di noce dal pittore Niccolò Andrea Capriolo nel 1547.
Un omaggio generoso dell’artista cubana, accolta con la delegazione di otto artisti otto e cooperanti del Cospe dell’Avana a palazzo San Giorgio dal sindaco Francesco Cannizzaro nei giorni scorsi. L’opera, donata alla città di Reggio Calabria, adorna il muro della piazza della Consegna dove durante la tradizionale processione del secondo sabato di settembre, lungo il percorso sulle spalle dei portatori attraversa la città per scendere dall’Eremo al Duomo, la Sacra Effigie è stata “consegnata” dai custodi padri Cappuccini all’arcivescovo di Reggio-Bova.
La città si arricchisce di un altro originale tassello di memoria e identità.
Verso l’ultimo dei sette sabati di Maria: la Madonna si fa pellegrina di speranza in mezzo al popolo di Reggio