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27/01/2026 ore 11.50
Società

L’impegno dei giovani Cisl, presidio civile contro ogni deriva di sopraffazione

Alessandro Carbone, coordinatore giovanile della Città Metropolitana Di Reggio Calabria del sindacato: «La Cisl, attraverso la sua azione nei luoghi di lavoro, nella formazione, nella rappresentanza sociale e territoriale, contribuisce a costruire quegli “antidoti naturali” alla degenerazione che risiedono nella partecipazione consapevole, nella valorizzazione delle differenze, nella promozione della legalità sostanziale»

di Redazione

Il 27 gennaio non è soltanto una data incisa nel calendario delle ricorrenze civili. È una soglia morale, un confine simbolico che separa ciò che l’umanità ha conosciuto nel suo abisso più profondo da ciò che è chiamata, ogni giorno, a costruire in termini di civiltà, responsabilità e dignità della persona. Il Giorno della Memoria richiama tutti, istituzioni, scuola, mondo del lavoro e corpi intermedi, a un esercizio non retorico ma sostanziale: ricordare non per commemorare passivamente, ma per assumere consapevolmente il dovere di prevenire. Prevenire l’indifferenza, la disumanizzazione, la banalizzazione dell’odio. Prevenire, soprattutto, quelle forme di degenerazione sociale che oggi tornano a manifestarsi con segnali inquietanti, spesso proprio tra le giovani generazioni, nelle dinamiche della violenza, della sopraffazione, dell’intolleranza e dell’isolamento. In questo quadro, il ruolo del sindacato non può essere neutro né marginale. La Cisl, per storia e per identità, si riconosce in una visione della società fondata sul valore della persona, sulla centralità del lavoro come fattore di emancipazione, sulla cultura del dialogo come alternativa strutturale al conflitto distruttivo e alla logica della forza.

«La Memoria – afferma Alessandro Carbone, coordinatore Giovani CISL della Città Metropolitana Di Reggio Calabria– non è solo uno sguardo rivolto al passato, ma uno strumento indispensabile per leggere il presente e orientare il futuro. Come giovani - prosegue Carbone - sentiamo il dovere di farci promotori, insieme ad altri coetanei, di una cultura che sappia contrastare la deriva della sopraffazione e della violenza, che oggi troppo spesso trova spazio tra le nuove generazioni. Ricordare significa costruire anticorpi sociali, significa educare alla responsabilità, al rispetto, alla partecipazione». Parole che richiamano una responsabilità precisa: fare della memoria non un rito isolato, ma una leva educativa permanente. In questa prospettiva, anche il sindacato è chiamato a rinnovare il proprio impegno culturale e civile, accanto a quello contrattuale e rivendicativo. Perché la contrattazione, il confronto e il dialogo sociale non sono soltanto strumenti per ottenere diritti materiali, ma rappresentano, a tutti gli effetti, esercizi quotidiani di democrazia, pratiche concrete di contenimento delle pulsioni autoritarie e delle derive di esclusione.

La Cisl, attraverso la sua azione nei luoghi di lavoro, nella formazione, nella rappresentanza sociale e territoriale, contribuisce a costruire quegli “antidoti naturali” alla degenerazione che risiedono nella partecipazione consapevole, nella valorizzazione delle differenze, nella promozione della legalità sostanziale.

Rafforzare tra i giovani una cultura della memoria significa, dunque, anche rafforzare una cultura del lavoro dignitoso, del rispetto delle regole condivise, della responsabilità collettiva. Significa opporsi a ogni forma di violenza non solo con la condanna morale, ma con la costruzione quotidiana di relazioni sociali fondate sul riconoscimento reciproco. Nel Giorno della Memoria, la Cisl e i suoi giovani, vivono un impegno che va oltre la ricorrenza: fare della memoria una bussola civile, capace di orientare l’agire sindacale e sociale verso un futuro in cui la dignità umana, il dialogo e la giustizia restino i pilastri irrinunciabili della convivenza democratica».