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08/09/2025 ore 10.45
Società

Locri, associazioni e movimenti per la Palestina si mobilitano per Gaza: «Dobbiamo fare sentire la nostra voce a difesa della Pace e dei Diritti umani»

Lo scorso agosto abbiamo firmato un appello "Non possiamo rimanere in silenzio"
di Redazione

«Mentre gli appelli e le manifestazioni per la cessazione della guerra in Ucraina e a Gaza si fanno sempre più numerosi, la situazione sugli scenari di guerra non cambia, anzi si fa sempre più drammatica, come nella striscia di Gaza, dove, oltre ai morti per le bombe, si assiste, nell’impotenza della comunità internazionale, alla strage di innocenti per fame e allo sradicamento di un intero popolo. Lo scorso agosto abbiamo firmato un appello “Non possiamo rimanere in silenzio” per far sentire anche la nostra voce a difesa della Pace, dei Diritti umani e del rispetto della legalità internazionale». È quanto dichiarano in una nota diramata dal Movimento Civico LocRinasce, le Associazioni, Movimenti e cittadini per la Palestina.

«Di fronte all’aggravarsi della situazione e all’impotenza dei Governi, pur nella consapevolezza dei limiti che queste azioni possono avere, i firmatari dell’appello ritengono che sia importante continuare nel dare voce al diffuso turbamento e al dolore dei cittadini per i tragici eventi di Gaza, nella speranza che il nostro Governo, assieme ai Governi di altri Paesi, prenda una forte posizione, con iniziative concrete (interruzione della fornitura di armi al governo d’Israele responsabile dello sterminio…), rispetto a tutto quello che sta accadendo.


Nell’incontro con i firmatari dell’appello, tenutosi oggi, nella sala del Consiglio Comunale di Locri, la riflessione si è focalizzata anche sulla missione umanitaria internazionale di pace e di solidarietà, Global Sumud Flotilla che, in queste ore, sta navigando nel Mediterraneo per portare aiuti, cibo e farmaci, alla popolazione di Gaza decimata dagli attacchi e stremata dalla fame. Si tratta di una importante e significativa iniziativa civile che vede impegnati centinaia di volontari, associazioni non governative, giornalisti, medici, religiosi, insegnanti, a cui si sono aggiunti anche alcuni parlamentari italiani, che rischiano di essere trattati, come già dichiarato dal governo israeliano, “come terroristi”.


A queste persone che hanno deciso di non rimanere indifferenti davanti a tanta disumanità, mettendo in gioco la loro stessa vita, è fondamentale dare supporto e protezione mantenendo alta l’attenzione mediatica su questa iniziativa. Su cosa possiamo fare noi e, soprattutto, che cosa possiamo mettere in atto in tempi brevi a sostegno di questa iniziativa, è stata il filo conduttore della comune riflessione. Nel corso del dibattito, molto partecipato, sono scaturite proposte, alcune delle quali saranno realizzate in questi giorni, altre nei prossimi. Occorre fare qualcosa ed occorre farlo presto», concludono le Associazioni, Movimenti e cittadini per la Palestina.