Sezioni
24/04/2026 ore 17.49
Società

Locri, le associazioni rilanciano: «Subito un centro diurno al Neurologico, non può restare sottoutilizzato»

Appello all’Asp e alla Regione: «Servono risposte concrete per disabili gravi e famiglie, pronti a mobilitare anche l’opinione pubblica»

di Redazione

Un appello chiaro, diretto, che arriva dal territorio e da chi ogni giorno vive il Centro di recupero neurologico di Locri. Le associazioni pro disabili, insieme all’associazione Comma Tre Aps guidata dalla presidente Simona Coluccio, rilanciano con forza la proposta di istituire un centro diurno semi-residenziale aperto anche agli utenti esterni.

Una richiesta che parte da un dato concreto: la struttura, considerata un “fiore all’occhiello” dell’Asp, oggi risulta parzialmente inutilizzata. Dal 2015 a oggi, infatti, il numero dei disabili residenziali è progressivamente diminuito, passando da 19 a 9, lasciando spazi e potenzialità non sfruttate.

«Il Centro neurologico non può restare sottoutilizzato quando tante famiglie del territorio hanno bisogno di risposte», sottolineano le associazioni, evidenziando come l’apertura ai pazienti esterni rappresenterebbe «un aiuto reale alle persone con disabilità complesse e ai loro caregiver».

La proposta non nasce oggi. Già da anni le realtà associative chiedono all’Asp di ampliare i servizi, ma una prima apertura concreta si è registrata con l’arrivo della direttrice generale Lucia Di Furia, che – ricordano – ha affrontato il tema sin dal primo incontro del 13 giugno 2022.

Un passaggio importante è stato anche il “Dialogo istituzionale sul futuro del Centro”, organizzato il 26 luglio 2025, alla presenza della stessa direttrice, del vescovo Oliva, del sindaco di Locri Giuseppe Fontana, del presidente dell’Ambito territoriale sociale e di altri rappresentanti istituzionali. In quell’occasione, fu condivisa la necessità di potenziare i servizi e avviare un percorso concreto per la creazione di un centro diurno.

Oggi, a distanza di mesi, le associazioni tornano a farsi sentire, annunciando una nuova fase di mobilitazione e sensibilizzazione. L’obiettivo è coinvolgere direttamente la direzione generale dell’Asp, il presidente della Regione Roberto Occhiuto, l’assessora alle Politiche sociali Pasqualina Straface e i rappresentanti istituzionali del territorio.

«Chiederemo di essere ascoltati al più presto – spiegano – perché da oltre undici anni viviamo quotidianamente questo Centro e ne conosciamo punti di forza e criticità. Il nostro contributo può essere utile per costruire soluzioni efficaci».

Non manca il richiamo alla partecipazione: le associazioni annunciano il coinvolgimento dell’opinione pubblica e dei media per sostenere la proposta.

«Il Centro non può morire – concludono – è un luogo di vita e di rinascita per le persone con disabilità, un supporto fondamentale per le famiglie. È necessario intervenire ora, con una visione strutturata e concreta».