Locri, il Liceo classico rimane chiuso dopo l’allagamento e gli studenti meditano di scendere in piazza
I giovani, trasferiti per le lezioni pomeridiane, pronti a una giornata di mobilitazione. Sainato: «Basta inerzia, la politica si assuma le responsabilità»
Resta ancora chiuso il liceo classico “Ivo Oliveti” di Locri a causa dell’allagamento che nei giorni scorsi ha reso inagibili diversi ambienti dell’istituto. La situazione, che ha causato non pochi disagi a studenti, docenti e famiglie, è tuttora sotto monitoraggio da parte dei tecnici.
Per giovedì è previsto un sopralluogo che servirà a verificare le condizioni strutturali dello storico edificio e a stabilire eventuali tempi di riapertura. Solo dopo l’ispezione sarà possibile capire se e quando le attività didattiche potranno tornare alla normalità.
Nel frattempo, per garantire la continuità delle lezioni, gli alunni sono stati trasferiti temporaneamente nella sede del polo liceale “Zaleuco”. Le attività didattiche proseguono in orario pomeridiano, soluzione che però comporta ulteriori difficoltà organizzative per studenti e famiglie, già provati dalla situazione di emergenza.
Non mancano le criticità: dagli spostamenti più lunghi alla ridotta disponibilità di spazi, fino alla gestione degli orari. La comunità scolastica resta in attesa di risposte concrete e rapide, auspicando un ritorno alla normalità nel più breve tempo possibile. Per questo motivo per giovedì mattina è stata annunciata una manifestazione per le vie del centro. Il corteo partirà alle 9 dalla sede di via Panzera e si concluderà in piazza don Bosco.
Intanto il consigliere di minoranza Raffaele Sainato, intervenendo sulla vicenda, non risparmia rilievi all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Fontana. «Non ci serve una politica del rinvio, ma una pedagogia della responsabilità - ha espresso l’ex consigliere regionale- Dobbiamo operare affinché il prossimo anno scolastico non sia l'inizio di un nuovo calvario, ma il segno di una ritrovata normalità. La nostra comunità chiede sicurezza, dignità e il diritto di vedere i propri figli studiare a Locri, nel rispetto della nostra storia civile. L’impegno assunto è quello di vigilare con estrema fermezza affinché ogni ente coinvolto risponda del proprio operato davanti ai cittadini e alle nuove generazioni, le prime vittime di questo scempio».