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24/02/2026 ore 21.00
Società

L'omaggio a Francesco Palmeri: il preside che ha custodito l’eredità di Alfonso Frangipane

Nel giorno dedicato alla memoria di Mattia Preti, il Liceo Artistico “Preti-Frangipane” e il Museo d’Arte “Alfonso Frangipane” rendono tributo allo storico dirigente che ha guidato l’Istituto d’Arte per oltre quarant’anni, contribuendo alla tutela della collezione donata dalla famiglia e alla nascita del museo

di Aldea Bellantonio

Un omaggio che intreccia memoria, riconoscenza e responsabilità culturale. Le Giornate Pretiane 2026, promosse dal Liceo Artistico “Preti-Frangipane” insieme al Museo d’Arte “Alfonso Frangipane” (MAAF), sono state dedicate quest’anno a Francesco Palmeri, storico preside dell’Istituto d’Arte di Reggio Calabria e figura determinante nel percorso che ha portato alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio Frangipane.

La manifestazione, nata per volontà di Alfonso Frangipane e tradizionalmente celebrata in occasione della ricorrenza legata a Mattia Preti, mantiene la sua vocazione originaria: non solo ricordare il grande maestro del Seicento, ma approfondire ogni anno la figura di personalità che abbiano inciso nel mondo dell’arte e nel tessuto culturale del territorio.

A ribadirlo è stata la dirigente scolastica del Liceo Artistico, Lucia Zavettieri: «Le Giornate Pretiane nascono da Alfonso Frangipane per ricordare Mattia Preti, che per lui rappresentava un simbolo, un pilastro culturale. Noi abbiamo proseguito questa tradizione e quest’anno abbiamo voluto dedicarla a Francesco Palmeri, storico preside dell’Istituto d’Arte e profondo innovatore nel campo artistico».

Zavettieri ha sottolineato come l’omaggio rappresenti anche un riconoscimento pubblico: «A lui si devono iniziative che hanno lasciato il segno, diventando appuntamenti di rilievo nazionale e internazionale, come le Biennali della Ceramica d’Arte. È importante ringraziarlo per il suo impegno verso il museo e verso la città».

Un passaggio centrale della giornata ha riguardato il ruolo svolto da Palmeri nel lungo percorso che ha portato alla nascita del museo. A ricostruirlo è stato Mario De Pasquale, nipote di Alfonso Frangipane, intervenuto a nome della famiglia. «All’indomani della donazione delle opere della collezione Frangipane, nei primi anni Settanta, si è avviato un percorso molto lungo che ha portato prima al vincolo delle opere e poi all’istituzione del museo. In un arco di tempo così esteso era necessario che vi fosse una guida attenta, capace di conservare e tutelare questo patrimonio».

Dalla donazione all’apertura del museo sono trascorsi quasi cinquant’anni. «Se oggi abbiamo un museo – ha evidenziato De Pasquale – lo dobbiamo anche alla sensibilità e alla cura che Palmeri ha avuto nel tutelare queste opere, che rappresentano il nucleo storico su cui si fonda l’istituzione. A nome della mia famiglia rivolgo a lui un sincero ringraziamento».

Il valore del museo come presidio stabile della memoria è stato ribadito anche dal direttore del MAAF, Annunziato Tripodi, che ha definito l’istituzione «la testimonianza viva della storia della scuola».

«Con Palmeri abbiamo costruito un patrimonio artistico importante attraverso le Biennali della Ceramica e numerose altre iniziative. Il museo custodisce questo percorso e consente di non disperdere la memoria di figure come Frangipane, spesso conosciute solo per il nome della scuola ma non per il loro ruolo culturale».

Tripodi ha ricordato che il MAAF è l’unico museo accreditato all’interno di una scuola in Italia, inserito nel Sistema Museale Nazionale e rispondente a standard precisi di qualità. Un elemento che lo rende non solo spazio espositivo, ma laboratorio formativo permanente per gli studenti, coinvolti nelle attività, nei tirocini e nelle iniziative culturali. «Per loro non è solo un museo, ma un laboratorio museale. È uno strumento che permette di varcare i confini cittadini e regionali e di dialogare con il resto del Paese».

L’edizione 2026 delle Giornate Pretiane si è così configurata come un momento di restituzione pubblica: la memoria non resta chiusa tra le mura della scuola, ma diventa patrimonio condiviso della città. Nel solco di Alfonso Frangipane e nel segno di Mattia Preti, l’omaggio a Francesco Palmeri assume il valore di una continuità culturale che lega educazione, tutela del patrimonio e visione istituzionale, ricordando come l’arte non sia soltanto disciplina, ma responsabilità civile e progetto per il futuro.