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29/05/2026 ore 19.00
Società

Mafie, giovani e nuove frontiere del crimine: a Reggio Calabria il confronto nazionale dell’ANM sulle sfide della legalità

Il 5 giugno a Palazzo Alvaro magistrati ed esperti analizzeranno infiltrazioni economiche, criptovalute, comunicazioni criptate e contrasto alle organizzazioni mafiose

di Redazione

Primo appuntamento a Reggio Calabria per «TAM - Talk About Mafia», il format dell’Associazione Nazionale Magistrati per discutere sui temi della lotta alla criminalità organizzata. L’appuntamento è in programma venerdì 5 giugno, a partire dalle 15.30, presso la sala Perri di Palazzo Corrado Alvaro in piazza Italia, ideato e organizzato dalla commissione di studio «Criminalità organizzata» dell’ANM.

L’iniziativa ha l’obiettivo di porre all’attenzione della cittadinanza alcuni degli aspetti più rilevanti che caratterizzano oggi le associazioni criminali mafiose, con l’obiettivo di tenere sempre alta l’attenzione su una questione che da sempre affligge il nostro Paese, a partire dalle regioni meridionali estendendosi su tutto il territorio nazionale e con ramificazioni in Europa e negli altri continenti.

Il programma prevede, quindi, le relazioni in materia di: mafie e disagio giovanile, con particolare attenzione al progetto Liberi di scegliere (a cura di Roberto Di Bella, Presidente del Tribunale per i minorenni di Catania); le infiltrazioni delle mafie nelle attività imprenditoriali (Celeste Carrano, sostituta procuratrice DDA Napoli); le proiezioni estere del fenomeno mafioso (Giuseppe Lombardo, coordinatore DDA Reggio Calabria – Area Jonica); le nuove mafie (Antonio Balsamo, presidente della Corte di Appello di Palermo); l’utilizzo delle comunicazioni criptate da parte della criminalità organizzata (Giuseppina Laura Candito, gip del Tribunale di Reggio Calabria); la criminalità organizzata e le criptovalute (Vittorio Guarriello, sostituto procuratore Campobasso). Prevista anche la presenza del presidente dell’ANM Giuseppe Tango.

«L’idea di rendere “itinerante” la commissione di studio dell’ANM sulla criminalità organizzata nasce dalla mia esperienza di cittadino, più che di magistrato. Essendo cresciuto in un contesto napoletano dove l’influenza del boss di zona era plasticamente rappresentata dalla presenza di un leone nella sua villa abusiva, distante pochi metri da casa mia nel quartiere Arenaccia, mi sono interrogato sin da ragazzo sulla necessità che le Istituzioni siano più vicine e prossime alla collettività, al fine di poter giocare la “partita della legalità” sul medesimo terreno in cui le associazioni criminali cercano di espandere la loro influenza delinquenziale.

Pertanto, questo progetto, da un lato, vuole manifestare vicinanza ai colleghi che lavorano su questi territori, ascoltando le loro esigenze per proporre dei miglioramenti del sistema Giustizia nelle sedi competenti; dall’altro, vuole essere “presenza viva” per i cittadini di una “squadra” di magistrati che, con dedizione ed entusiasmo, si riveli con semplicità, affinché gli stessi – in particolar modo le giovani generazioni – li possano riconoscere e si possano riconoscere in loro, condividendo lo stesso profumo di libertà», spiega Stefano Ammendola, presidente della commissione ANM sulla Criminalità Organizzata, sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano e in passato in Procura a Messina e a Reggio Calabria.

«L’evento mette al centro del dibattito il problema giudiziario e sociale più serio e rilevante del nostro Paese – afferma Giuseppe Amato, coordinatore della commissione Criminalità Organizzata ANM e giudice del Tribunale di Reggio Calabria – e siamo lieti di svolgere una importante attività informativa affinché la cittadinanza possa non abbassare mai la guardia verso fenomeni socialmente così invasivi e difficili da scardinare.

Sarà un confronto tra magistrati di comprovata esperienza e magistrati di più recente ingresso nel mondo giudiziario, i quali hanno partecipato con grande entusiasmo ai lavori della commissione di studio. È importante che il dibattito risulti arricchito dell’opinione di magistrati di diverse generazioni».

«Accogliamo con soddisfazione l’iniziativa, espressione di una significativa e crescente attenzione che viene rivolta dall’ANM al nostro contesto. Questo rappresenta in pochissimi mesi il secondo appuntamento di rilevanza nazionale programmato dall’ANM nel distretto e siamo già coinvolti in una serie di ulteriori iniziative che la magistratura intende coltivare per favorire la formazione di una coscienza sociale, consapevole delle grandi limitazioni che la cultura ’ndranghetista impone non solo alla libertà di autodeterminazione delle persone, ma anche allo sviluppo della comunità, privata della libertà di iniziativa economica e con essa di ogni prospettiva di futura crescita», conclude Viviana Piccione, Presidente della GES ANM di Reggio Calabria e giudice del Tribunale di Palmi.