Marina di Gioiosa Jonica senza Poste per due mesi, ira del sindaco: «Decisione inaccettabile»
La chiusura degli uffici a causa di lavori di ristrutturazione. Femia chiede la revoca del provvedimento. La minoranza: «Dove è lo scandalo?»
È polemica accesa a Marina di Gioiosa dove la chiusura dell’ufficio postale per lavori di ristrutturazione fino a giugno ha scatenato un malcontento diffuso. Da giorni, infatti, il presidio di Poste Italiane resta serrato, costringendo residenti, in particolare anziani e soggetti fragili, a spostarsi nel Comune limitrofo di Gioiosa Jonica per accedere a servizi essenziali.
Una decisione che non convince il sindaco Rocco Femia secondo cui la scelta sarebbe stata assunta «senza alcun preventivo confronto con questa Amministrazione - sostiene il primo cittadino - appare inaccettabile e profondamente lesiva dei diritti della popolazione e di quanti quotidianamente dipendono dai servizi postali».
Per questo motivo il sindaco ha già provveduto a notificare a Poste Italiane una formale diffida e messa in mora, intimando l'immediata revoca del provvedimento. «In assenza di un tempestivo riscontro e della sospensione della chiusura - si legge nel documento - l'Amministrazione Comunale procederà senza indugio a intraprendere ogni azione nelle sedi competenti, inclusa la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica per l'ipotesi di interruzione di pubblico servizio, nonché per la violazione degli accordi tecnici relativi ai lavori del "Progetto Polis". Non è tollerabile che la nostra comunità venga privata di un servizio essenziale con modalità arbitrarie e senza adeguate garanzie».
Di diverso avviso il gruppo di minoranza “Marina in prospettiva” guidato dal capogruppo Giuseppe Coluccio. «Si monta una battaglia su una chiusura temporanea dell’ufficio postale, programmata da tempo, per lavori che serviranno a rendere il servizio più moderno ed efficiente - sostiene Coluccio - E nel frattempo? I cittadini verranno semplicemente indirizzati all’ufficio di Gioiosa Ionica, esattamente come è già successo in passato. Dov’è lo scandalo? Questa non è una chiusura definitiva. È un intervento migliorativo. E allora viene spontanea una domanda: perché tutta questa “diffida” oggi… e nessuna vera battaglia quando serviva davvero? Perché i cittadini di Marina questa determinazione se la aspettavano su altro. Ad esempio sullo spostamento del centro di salute mentale, un servizio sanitario fondamentale per il territorio. La verità è semplice: meno propaganda su problemi temporanei, più coraggio su quelli veri».