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29/11/2025 ore 16.39
Società

Messina, migliaia di persone in corteo contro il Ponte: «Lo Stretto non si tocca»

Nonostante la pioggia battente, migliaia di persone hanno sfilato da piazza Castronovo fino a piazza Duomo. Tra i partecipanti la segretaria del Pd Elly Schlein e il parlamentare Angelo Bonelli, che denunciano il progetto come obsoleto e dannoso per il Sud, chiedendo investimenti in ferrovie, scuole e ospedali

di Redazione

Migliaia di persone stanno partecipando al corteo contro il ponte sullo Stretto a Messina partito da piazza Castronovo. Durante la manifestazione si aggregherà al corteo anche la segretaria nazionale del Pd Elly Schlein. Il parlamentare di Avs Angelo Bonelli che partecipa alla manifestazione ha detto: «Salvini voleva sottrarre 14 miliardi di euro per le vere priorità del Paese. Un progetto vecchio di oltre trent'anni lo voleva spacciare per nuovo. Il pilone di Cannitello sta sulla faglia attiva, hanno violato e direttive europee, erano così arroganti che pensavano di poter fare quello che volevano. Oggi siamo qui per dire anche in nome del popolo italiano che un'altra Italia è possibile, perchè anche la Sicilia, la Calabria hanno bisogno di ferrovie, scuole, ospedali. Questa è una manifestazione del popolo del Sud che è stato ingannato da Salvini».

Migliaia in piazza

Nonostante la pioggia battente la manifestazione contro il ponte sullo Stretto, a Messina, ha avuto una grande partecipazione. «Siamo in 15.000, un record» dicono gli organizzatori del corteo che è arrivato in piazza Duomo per il comizio cui partecipa la segretaria del Pd Elly Schlein. «Ringraziamo i 15.000 che hanno partecipato al corteo», afferma Pietro Patti, segretario provinciale della Cgil. «La lotta continua», dice Daniele Ialacqua del comitato No Ponte – Capo Peloro.

Orrico: «Opera non prioritaria che toglie risorse ai territori»

«Il Movimento 5 stelle calabrese ha aderito e preso convintamente parte alla manifestazione contro il Ponte sullo Stretto svoltasi questo pomeriggio a Messina. In mezzo a migliaia di cittadini e cittadine provenienti da tutto il Paese abbiamo ribadito ancora una volta il nostro dissenso contro un'opera non prioritaria che toglie risorse miliardarie a territori in cui mancano strade e infrastrutture essenziali. Un progetto bandiera delle destre che ci governano, su cui hanno costruito intere campagne elettorali, bocciato dalla Corte dei conti e dalle legittime aspettative dei calabresi e dei siciliani che reclamano tutte altre esigenze. Il messaggio per Salvini, Meloni, per chi guida la Calabria e la Sicilia è forte e chiaro: lo Stretto non si tocca». Così la deputata Anna Laura Orrico, coordinatrice calabrese del Movimento 5 stelle.

Schlein: «Buttati 13 miliardi»

«Sono qui per supportare l'azione dei comitati per il no al ponte perchè questo blocco è una vittoria vostra, dei vostri argomenti che pazientemente avete portato avanti. Noi vi siamo al fianco insieme alle altre forze di opposizione presenti. Ma il messaggio per Meloni e Salvini è molto chiaro, dopo le motivazioni della sentenza della Corte dei conti: vi dovete fermare e vi dovete scusare per la vergogna di aver buttato 13 miliardi sottraendo tutte quelle risorse a tutte le altre infrastrutture che aspettano. Prima di tutto per i siciliani e i calabresi. Quante cose si potevano fare con quei 13 miliardi invece della propaganda fallimentare di questo governo». Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein parlando sul palco della manifestazione contro il ponte sullo Stretto a Messina.

«La sentenza della Corte dei conti - ha aggiunto - dice che quel progetto è stato fatto forzando le procedure, violando la direttiva europea sull'ambiente habitat, sugli appalti. La Corte dei conti ci spiega che non hanno fornito dati completi per vedere quanto costerà quest'opera e se ha superato la soglia dell'aumento del 50% una violazione grave procedurale e dei vostri diritti. La battaglia non è finita. Proveranno a forzare ancora. È la vecchia politica quella che sta perseguendo i sogni di Berlusconi. Lo stanno facendo rispolverando il condono edilizio del 2003 a 4 giorni dalle elezioni regionali, lo stanno facendo col ponte, lo stanno facendo con la riforma della magistratura».

«Proprio dopo la decisione della Corte dei conti - ha concluso - Giorgia Meloni ha chiarito qual è l'unico vero obiettivo di quella riforma costituzionale: dire alla Corte dei conti adesso vi facciamo vedere chi comanda. Ma la democrazia non è un assegno in bianco a chi prende un voto in più alle elezioni: noi fermeremo questo tentativo di dire che chi governa non è sottoposto al giudizio della magistratura come tutti. Non so quanti assessori regionali siciliani non siano coinvolti in indagini. Sarebbe opportuno che il presidente della Regione ne traesse le conseguenze e si dimettesse per ridare respiro a una Sicilia che merita ben altro».