Monasterace, bimbo disabile senza presidi salvavita: il CNDDU fa un appello al presidente Occhiuto
Il Coordinamento richiama il presidente della Regione Calabria sulla necessità di garantire continuità assistenziale e presidi sanitari salvavita nel caso del minore Pasqualino Genovese e di tutte le situazioni analoghe
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, con senso di responsabilità istituzionale e nel rispetto delle prerogative degli organi di governo regionale, intende richiamare l’attenzione del Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, sulla grave e persistente criticità emersa nel caso del minore Pasqualino Genovese, residente a Monasterace e affetto da gravi disabilità.
La discontinuità nella fornitura dei presidi sanitari indispensabili alla nutrizione e alla sopravvivenza del minore costituisce un fatto di particolare rilevanza istituzionale, in quanto incide direttamente sull’esercizio di un diritto fondamentale riconosciuto dall’articolo 32 della Costituzione italiana e tutelato dalle Convenzioni internazionali sui diritti dell’infanzia e delle persone con disabilità. Tali presidi non possono essere assimilati a prestazioni differibili o subordinate a rinnovi procedurali reiterati, trattandosi di strumenti essenziali alla tutela della vita e della salute.
Il ricorso dei genitori alle vie giudiziarie, formalizzato presso la Procura della Repubblica di Locri e la Procura della Repubblica di Catanzaro, rappresenta un elemento di forte criticità per il sistema pubblico, poiché segnala l’impossibilità, allo stato, di ottenere risposte tempestive ed efficaci attraverso i canali ordinari dell’amministrazione sanitaria. Tale circostanza non può essere considerata un evento isolato, ma appare riconducibile a problematiche strutturali nella gestione e nel coordinamento dei servizi sociosanitari.
Il CNDDU ritiene che la reiterazione di procedure complesse e frammentate, unite a ritardi amministrativi, produca effetti lesivi non solo sul piano sanitario, ma anche su quello della dignità delle famiglie coinvolte, chiamate a sostenere un onere improprio per vedersi riconosciuti diritti che dovrebbero essere garantiti in modo automatico e continuativo.
Alla luce di quanto esposto, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge un formale e autorevole appello al Presidente della Regione Calabria affinché:
sia assicurata con immediatezza e senza soluzione di continuità la fornitura dei presidi sanitari salvavita necessari al minore e a tutti i soggetti che versano in analoghe condizioni cliniche;
vengano adottati indirizzi regionali chiari e vincolanti, finalizzati a uniformare e semplificare le procedure amministrative, garantendo la continuità assistenziale;
sia rafforzato il sistema di monitoraggio e responsabilità degli enti preposti, al fine di prevenire il ripetersi di situazioni analoghe;
venga riaffermato, anche sul piano amministrativo e gestionale, il principio secondo cui il diritto alla salute non è oggetto di discrezionalità, ma un dovere inderogabile delle istituzioni.
La capacità di un sistema pubblico di tutelare i cittadini più fragili rappresenta un indicatore essenziale della qualità democratica e della credibilità delle istituzioni. Il CNDDU confida in un intervento tempestivo e risolutivo del Presidente della Regione Calabria, nella consapevolezza che la piena ed effettiva tutela dei diritti fondamentali costituisce il presupposto imprescindibile della coesione sociale e della legalità costituzionale.