Sezioni
24/03/2026 ore 21.47
Società

Mosorrofa celebra l’accoglienza: festa per gli immigrati nel segno di San Giuseppe

Tra cibo, musica e condivisione, la comunità parrocchiale costruisce ponti di pace e integrazione, trasformando la diversità in ricchezza comune

di Redazione

Anche quest’anno, come da tradizione, la Parrocchia San Demetrio e l’Azione Cattolica di Mosorrofa hanno organizzato, in data 24 marzo in occasione della solennità di San Giuseppe, una festa per gli immigrati residenti a Mosorrofa e Sala di Mosorrofa insieme alle famiglie che li hanno accolti. Come ormai di consueto si è sposato il tema proposto dal MLAC (Movimento Lavoratori di Azione Cattolica) nazionale che invita ad una riflessione su San Giuseppe tessitore di relazioni e di pace.

Il presidente dell’Azione Cattolica, Pasquale Andidero, prendendo spunto dalla tradizione secondo la quale la casa della Beata Vergine Maria è composta da tre pareti, che in origine, prima del trasporto in Italia, erano addossate alla grotta di Nazareth, che costituiva la parte restante della casa, ha indicato che si vuole significare quella parete mancante come una enorme porta aperta all’altro, al diverso, come la disponibilità massima di accoglienza. Questa casa di Maria offre così la possibilità di riflettere sull’apertura e accoglienza verso l’alterità su tre livelli: apertura di noi stessi alle relazioni con gli altri; l’apertura della comunità, della città, del paese all’accoglienza della diversità che porti a relazioni di fiducia e di pace; l’apertura alla speranza per affrontare le grandi sfide dell’umanità di oggi.

È questo un momento particolare nel quale venti di guerra soffiano impetuosi a diverse latitudini col rischio di innescare, se non ci siamo già, una nuova guerra mondiale. I flussi migratori aumentano con l’aumentare delle condizioni precarie nelle quali sempre più popolazioni si trovano a vivere, e la guerra ingigantisce questa necessita di migrazione. Cosa possiamo fare noi, si chiede Andidero in rifermento alla comunità mosorrofana, per essere come San Giuseppe tessitori di relazioni di pace?

La risposta sta nei gesti concreti. Nel nostro piccolo, ci impegniamo ad accogliere tutti gli immigrati a Mosorrofa e Sala di Mosorrofa e ci adoperiamo per farli sentire parte integrante della comunità parrocchiale indipendentemente dalla loro fede. Desideriamo vivere insieme a loro un’esperienza di condivisione che, allo stesso tempo, è di attenzione all’uomo nella sua integrità cosi come pure fare esperienza di pace vissuta nel concreto.

Questa festa che ormai è attesa e cercata dagli stessi immigrati, quest’anno, ha messo assieme usi e costumi delle diverse nazionalità ed etnie presenti attraverso la condivisione di un dolce tipico del luogo di provenienza o di un racconto caratterizzante la propria patria. Nel borgo vivono immigrati provenienti da Russia, Bielorussia e Ucraina, dai paesi islamici, Marocco, Libia, ecc.., dal Brasile, da Polonia, Moldavia, Romania, Belgio, Francia, Germania e altri, solo alcuni presenti alla festa nella stessa stanza insieme a festeggiare l’unità. Mentre nel mondo crescono le divisioni qui si cerca di costruire ponti, di unificare, di rendere reale l’ideale. Il cibo, dolci preparati dagli immigrati e degustazioni varie offerte dall’Azione Cattolica di Mosorrofa, hanno riunito tutti attorno a un tavolo a U aperto da un lato per indicare la disponibilità ad accogliere chiunque altro volesse unirsi alla festa. La musica, melodie preparate dal gruppo N.N. Senza Nome hanno fatto cantare e ballare tutti i convenuti alla festa. L’allegria, il tenersi per mano, l’intonare insieme le canzoni più conosciute e il danzare sfrenato è indice di uno stare bene, di un sentirsi nel posto giusto, di un essere a proprio agio. Questo è, allo stesso tempo, simbolo e realtà dell’essere comunità oltre che del sentirsi accolti.

La festa, cominciata col saluto di benvenuti da parte di don Mimmo Labella, parroco, che si è detto felice di trovarsi in questo contesto di comunione, si è chiusa, dopo circa tre ore, col ringraziamento a tutti, immigrati e mosorrofani, per la partecipazione alla festa da parte di Pasquale Andidero che ha dato anche appuntamento agli altri eventi che ci saranno nei mesi successivi e soprattutto alla grande festa in piazza che si farà nel mese di Agosto quando potranno essere presenti anche tanti emigrati che tornano ad animare le viuzze di questo antico borgo dove sono cresciuti.