Nel trentennale delle Consulte da Reggio Calabria la voce degli studenti cresce e vuole contare
Il bilancio del presidente Praticò: «Ora l’obiettivo è consolidare questo percorso, perché la voce degli studenti possa pesare sempre di più sulle scelte che riguardano la scuola»
Era il 10 ottobre 1996 quando il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro firmò il decreto che istituiva le Consulte Provinciali degli Studenti. Dopo trent’anni quelle stesse Consulte non si limitano più a raccontare la propria storia. Misurano il percorso compiuto e guardano a quello che resta da consolidare. In tre decenni si sono trasformate da spazio di partecipazione in un modello riconosciuto anche fuori dai confini nazionali.
È un percorso di cui Hermes Praticò, presidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Reggio Calabria, riconosce il valore e che intende proseguire con determinazione.
«In questi trent’anni è stato fatto tanto, e non solo a parole», osserva Praticò. «Le Consulte hanno dimostrato di saper essere una palestra di cittadinanza attiva e di saper dialogare con le istituzioni. Ora l’obiettivo è consolidare questo percorso, perché la voce degli studenti possa pesare sempre di più sulle scelte che riguardano la scuola».
I risultati sono concreti e meritano di essere riconosciuti. Il modello italiano ha ottenuto riconoscimenti internazionali, con la partecipazione dei rappresentanti come osservatori ai lavori dell’Unesco. Per la prima volta le Consulte sono state coinvolte nella co-progettazione delle Nuove Indicazioni Nazionali per i Licei. Il dialogo con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, guidato dal ministro Giuseppe Valditara, si è strutturato attraverso incontri periodici e un ascolto costante anche, grazie al lavoro del Consiglio Nazionale dei Presidenti delle Consulte Provinciali, che raccoglie le istanze territoriali e le porta al confronto nazionale.In Calabria questo percorso è stato possibile grazie al lavoro del Coordinamento regionale, sostenuto dalla direttrice generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Loredana Giannicola, e dal referente regionale per le Consulte Franca Falduto. A Reggio Calabria la Consulta ha lavorato per essere un punto di riferimento per i rappresentanti degli istituti, promuovendo momenti di alto valore civico e ponendo al centro del programma tematiche di forte rilevanza sociale.
Questi traguardi non cancellano le sfide ancora aperte. In Calabria restano questioni che incidono sulla vita quotidiana degli studenti. Il diritto allo studio, la sicurezza e l’adeguatezza degli edifici, la mobilità, le opportunità formative e, con particolare urgenza, il disagio psicologico dei giovani. «È un tema che abbiamo posto al centro fin dall’inizio del mandato», spiega Praticò, «perché riguarda la serenità di chi studia e, di conseguenza, la qualità della scuola. Abbiamo il dovere di continuare a lavorarci, insieme alle istituzioni».
Per il presidente reggino il trentennale è un’occasione per ribadire un impegno condiviso. «Essere rappresentanti significa essere un punto di riferimento costante, avviare un dialogo stabile con le dirigenze scolastiche e lavorare perché le istanze trovino risposte. Il Coordinamento regionale, in questo senso, è fondamentale. Permette di non lasciare isolata nessuna provincia e di costruire proposte unitarie». Praticò sottolinea l’importanza di proseguire il confronto costruttivo già avviato con il Ministero e con l’Ufficio Scolastico Regionale, nella consapevolezza che le Consulte possono continuare a crescere solo se istituzioni e studenti si riconoscono reciprocamente come interlocutori responsabili.
Trent’anni sono un’eredità importante. Sono anche una responsabilità. Continuare a far sì che la voce degli studenti sia ascoltata e possa orientare, sempre di più, le scelte per il futuro della scuola e del territorio.