Paolillo: «Valorizzare e tutelare la figura del Tecnologo alimentare»
di Antonio Paolillo* – Sempre più frequentemente si leggono sui giornali articoli che riportano sanzioni e sequestri di generi alimentari da parte degli organi ufficiali di controllo in materia di sicurezza alimentare all’interno di aziende e ristoranti. Le Autorità di controllo pubbliche intervengono nella produzione primaria, nella conservazione, nella trasformazione e nella distribuzione degli alimenti. Termini quali mancata tracciabilità degli alimenti, cattivo stato di conservazione, mancato autocontrollo e manuale HACCP sono termini, non più appartenenti ad un linguaggio prettamente giuridico, ma sono entrati anche nel comune linguaggio del consumatore che, però, allo stesso tempo, non comprendendone in pieno il significato, rischia di rimanere confuso e sfiduciato.
Il Tecnologo alimentare, nella fattispecie, diviene il garante della sicurezza alimentare e della difesa dei diritti dei consumatori. Purtroppo nella nostra Città poco si valorizza la figura professionale del Tecnologo alimentare eppure la nostra Università ospita fortunatamente il corso di laurea magistrale in Scienze e Tecnologie Alimentari che si propone di fornire conoscenze e competenze specialistiche adeguate allo svolgimento di attività di indirizzo e coordinamento nella filiera alimentare al fine di garantire la sicurezza e la qualità degli alimenti destinati al consumo umano, conoscenze e competenze che vengono già affrontate a partire dal corso di laurea triennale.
Molto di più dovrebbe fare l’Ordine professionale, che ha sede a Potenza, attraverso i suoi delegati sul territorio calabrese. Ma chi è il tecnologo alimentare? Con la denominazione di Tecnologo Alimentare si indica il professionista che studia, progetta, realizza, assicura la produzione alimentare con l’impiego delle tecnologie e dei processi necessari; tale professione è regolamentata a livello nazionale e riconosciuta dall’Unione Europea. La missione professionale del Tecnologo Alimentare (TA) è volta alla sicurezza alimentare e conseguentemente alla tutela della salute dei consumatori, alla riduzione degli sprechi di prodotto/energia/acqua/suolo, al recupero dei sottoprodotti, alla garanzia della qualità dei prodotti in termini di igiene, nutrizione, sensorialità, legalità.
Il TA è un professionista che possiede competenze multidisciplinari e caratterizzanti in campo scientifico, tecnologico, gestionale e legislativo per operare nel sistema complesso della filiera alimentare dal “campo alla tavola” (produzione, trasformazione, distribuzione, somministrazione, recupero): igiene, qualità, innovazione, sostenibilità di prodotti e processi a beneficio del sistema economico, del consumatore, delle istituzioni. La categoria professionale del TA è stata inserita nel 2010 con Codice ISTAT 2.3.1.1.8 tra le “Professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione”, confermando il riconoscimento di un patrimonio di valori e competenze di pubblico interesse.
Negli ultimi anni molto si sta lavorando sulla diffusione del concetto di cultura alimentare, personalmente mi sono sempre battuto affinché la sicurezza alimentare possa divenire una responsabilità condivisa dai campi alla tavola. La cultura della sicurezza alimentare è un insieme di valori, credenze, norme e percezioni condivise che influenzano il comportamento di un’organizzazione e dei suoi membri in merito alla sicurezza alimentare. Si tratta di un approccio che va oltre le semplici procedure e regolamenti, enfatizzando l’importanza di una consapevolezza diffusa e di un impegno costante da parte di tutti per garantire la sicurezza dei prodotti alimentari. Mi auguro che chi di competenza possa fare qualcosa in più per valorizzare e tutelare una figura fondamentale all’interno del nostro bellissimo e importantissimo panorama agroalimentare.
*Tecnologo Alimentare