Parlamento europeo, passo decisivo verso una definizione unica di stupro. Princi: «Senza consenso è violenza»
L’europarlamentare calabrese ha sostenuto la risoluzione in quanto membro della Commissione sui Diritti delle donne e l’Uguaglianza di genere (FEMM) del Parlamento europeo
«Il Parlamento europeo, in seduta plenaria a Strasburgo, compie un passo significativo verso il rafforzamento della tutela delle donne nell’Unione, approvando una risoluzione che invita la Commissione europea a presentare, il prima possibile, una proposta legislativa volta a introdurre una definizione di stupro basato sull’assenza di consenso libero, informato e revocabile». Lo afferma l’europarlamentare calabrese Giusi Princi, che ha sostenuto la risoluzione in quanto membro della Commissione sui Diritti delle donne e l’Uguaglianza di genere (FEMM) del Parlamento europeo.
«Abbiamo approvato - prosegue - una relazione che segna un passaggio politico e giuridico importante: l’affermazione di un principio comune europeo secondo cui lo stupro si fonda sull’assenza di consenso. Il silenzio, la mancata resistenza, l’assenza di un ‘no’ o un consenso precedentemente espresso non possono mai essere interpretati come consenso».
«Con la risoluzione – spiega l’On. Princi – puntiamo a sanare la frammentazione giuridica esistente tra gli Stati membri, definendo un principio minimo comune, al fine di ridurre le attuali divergenze normative e garantire un livello più uniforme di tutela delle vittime, in coerenza con gli standard internazionali, in particolare la Convenzione di Istanbul».
L’Eurocamera richiama inoltre un dato significativo: il 17,2% delle donne nell’Unione europea ha subito violenza sessuale, evidenziando la necessità di un approccio normativo più coerente tra gli ordinamenti nazionali.
«Il consenso deve essere libero, consapevole, inequivocabile e revocabile in qualsiasi momento. Si tratta di garantire un principio comune chiaro e non ambiguo: in assenza di consenso, si configura una violenza», aggiunge l’eurodeputata.
Il Parlamento europeo ha inoltre rafforzato la richiesta di garantire una formazione obbligatoria, regolare e mirata per tutti i professionisti che possono entrare in contatto con le vittime, con l’obiettivo di migliorare prevenzione, accoglienza e gestione dei casi di violenza.
«È un aspetto decisivo: non basta rafforzare le norme, serve anche mettere chi opera a contatto con le vittime nelle condizioni di riconoscere, ascoltare e intervenire nel modo corretto. La qualità della risposta istituzionale passa dalla formazione, dalla competenza e dalla capacità di garantire un approccio realmente rispettoso e attento alla persona», conclude l’Onorevole Princi.