Parrocchia Santa Marina Vergine rilancia il Servizio Civile Universale: sette posti per i giovani della Piana
Sette posti per costruire futuro, dentro un territorio che chiede presenza, competenza e responsabilità.
La Parrocchia Santa Marina Vergine di Polistena rinnova anche per il 2026 il proprio impegno nel Servizio Civile Universale, con tre nuovi progetti approvati e finanziati dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale.
Le proposte, presentate tramite il CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza – rientrano nei programmi «Connessioni a Colori» e «Culture Vive» e coinvolgeranno complessivamente 7 giovani operatori volontari tra i 18 e i 28 anni.
I tre progetti approvati
Gli interventi che prenderanno avvio nei prossimi mesi sono:
Connessioni in apprendimento
Connessioni educative non formali
Culture della Memoria
Tre percorsi che si inseriscono in una strategia educativa rivolta alle fragilità della Piana di Gioia Tauro, area segnata da povertà educativa, dispersione scolastica e marginalità sociale.
L’obiettivo è chiaro: rafforzare il sostegno allo studio e al successo formativo, creare spazi educativi non formali capaci di sviluppare competenze sociali e civiche, valorizzare la memoria e il patrimonio culturale come strumenti di consapevolezza, legalità e appartenenza.
I volontari opereranno negli spazi della Parrocchia e presso il Centro di Aggregazione Giovanile “Luigi Marafioti”, oltre che nel Centro Polifunzionale Padre Pino Puglisi, bene confiscato alla ’ndrangheta e restituito alla collettività.
Un luogo simbolico, quest’ultimo, che rappresenta una scelta precisa: trasformare ciò che era segno di dominio criminale in presidio educativo e spazio di inclusione.
Negli anni sono stati circa 60 i giovani che hanno vissuto l’esperienza del Servizio Civile in Parrocchia. Molti di loro hanno scelto di restare attivi nei percorsi educativi e sociali del territorio, segno di un’esperienza che non si esaurisce nei dodici mesi di servizio.
Don Pino Demasi ricorda come il Servizio Civile non sia soltanto un’opportunità per acquisire competenze, ma un atto di partecipazione e corresponsabilità, un cammino da percorrere «con in mano il Vangelo e la Costituzione», nel segno della solidarietà e del bene comune.