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05/04/2026 ore 18.00
Società

Pasquetta nell’Area Grecanica: dai borghi storici alla natura incontaminata, ecco come scoprire un territorio unico

Una giornata da vivere lungo la costa ionica e nell’entroterra aspromontano, con paesaggi, monumenti e testimonianze antiche che raccontano l’identità più autentica della Calabria Greca

di Silvio Cacciatore

Pasquetta, in fondo, è anche questo: scegliere un posto che abbia qualcosa da restituire oltre alla semplice gita fuori porta. Nell’Area Grecanica questa possibilità esiste davvero, perché in un tratto di Calabria ancora riconoscibile, ancora ruvido, ancora capace di tenere insieme paesaggio e memoria, la giornata può prendere forme diverse senza perdere intensità. C’è chi cercherà il mare, chi preferirà un borgo, chi vorrà salire nell’entroterra per ritrovarsi davanti a una rocca, a una fiumara, a un paese di pietra. E c’è chi, più semplicemente, avrà voglia di passare qualche ora in un territorio che non si lascia ridurre a cartolina.

La forza dell’Area Grecanica sta proprio qui. Non chiede di seguire un unico itinerario, perché offre più mete da scegliere e ognuna ha un carattere preciso. Si può restare lungo la costa ionica e vivere una Pasquetta fatta di luce, spazi aperti e soste lente. Si può puntare su Bova Marina e tenere insieme il richiamo del mare con una visita al Parco Archeologico Archeoderi, dove affiora una pagina antichissima di questo lembo di Sud e dove la presenza della sinagoga restituisce, da sola, la profondità storica di un territorio attraversato nei secoli da popoli, lingue e civiltà diverse. Non è una tappa ornamentale. È uno di quei luoghi che spostano il baricentro della giornata, perché ricordano che qui la storia non è un fondale: è parte del paesaggio.

Chi invece per Pasquetta vuole alzarsi dalla costa e guardare l’Area Grecanica dall’alto, ha davanti a sé alcune delle destinazioni più forti dell’intera provincia reggina. Bova resta una delle scelte più solide. Il borgo, Capitale culturale della Calabria Greca, tiene insieme bellezza urbana, radici culturali e panorama. Si gira a piedi, senza fretta, lasciandosi portare dai vicoli, dagli slarghi, dagli affacci che aprono l’occhio verso lo Ionio e verso le pieghe dell’Aspromonte. È una meta che regge da sola una giornata, ma in realtà non basterebbe – un po’ come per Roma- anche perché intorno al paese continua a sentirsi quella trama grecanica che qui non è una formula da dépliant, ma un’eredità ancora leggibile nei segni, nei suoni, nei riferimenti culturali.
Sul versante costiero, Bova Marina rappresenta uno dei punti più immediati per vivere la giornata senza rinunciare a un contenuto più profondo. Accanto al mare, il Parco Archeologico Archeoderi conserva una delle testimonianze più rilevanti della presenza antica in quest’area, con i resti della sinagoga che restituiscono il senso di un territorio attraversato nei secoli da culture diverse. Poco distante, la Rocca del Capo con la Madonna del Mare e le sculture di Dedalo ed Icaro completano il quadro con un affaccio naturale sullo Ionio che rafforza il legame diretto tra paesaggio e storia.

Poi c’è Pentidattilo, e basta nominarlo per capire che nessun racconto sull’Area Grecanica può davvero reggere senza di lui. Il borgo incastonato nella roccia, dominato da quella montagna che richiama una gigantesca mano spalancata sul cielo, resta una delle immagini più potenti dell’intera Calabria. Pentidattilo richiama visitatori da anni perché ha una forza visiva immediata, ma fermarsi a questo sarebbe riduttivo. C’è la sua storia, c’è il fascino di un abitato che continua a vivere tra recuperi, botteghe, iniziative culturali e silenzi improvvisi, c’è il rapporto fortissimo con la pietra e con il paesaggio circostante. Per una Pasquetta che voglia unire passeggiata, bellezza e carattere, Pentidattilo è una scelta piena, riconoscibile, mai banale.

Muovendosi lungo lo stesso asse, entra naturalmente in gioco anche Motta San Giovanni, porta d’ingresso dell’area, con il suo legame diretto tra costa ed entroterra e con il sistema di fortificazioni che racconta una storia di controllo e difesa del territorio. Da qui si apre la possibilità di deviare verso l’interno oppure restare affacciati sullo Ionio, mantenendo quella continuità tra mare e collina che caratterizza tutta la zona.

Chi è attratto dai paesi che hanno dentro una tensione più aspra può guardare invece verso Amendolea, con il suo castello e il rapporto diretto con la vallata, o verso Roghudi Vecchio, che resta una delle presenze più forti e perturbanti dell’entroterra grecanico. In questo stesso contesto si inseriscono anche Rocca del Drako, che domina dall’alto con un colpo d’occhio netto sulla fiumara, e i centri di Bagaladi e San Lorenzo, che segnano il passaggio tra costa e interno e restituiscono una dimensione più quotidiana, meno raccontata ma reale, fatta di paesi che tengono insieme comunità e territorio.

Risalendo l’Amendolea c’è Gallicianò, che conserva un valore particolare e quasi simbolico. Per chi vuole una Pasquetta meno dispersiva, più raccolta, più legata all’identità profonda del territorio, il piccolo centro aspromontano offre un’esperienza diversa. Qui la grecità calabrese continua ad avere corpo, voce, riconoscibilità. Non serve alzare troppo il tono per raccontarlo: basta arrivarci per capire che questo non è uno dei tanti paesi dell’interno, ma un luogo che continua a custodire una memoria precisa, stratificata, rara.

Più a Sud, Palizzi aggiunge un altro tassello importante, con il borgo arroccato e il castello che si impone sul paesaggio, mentre lungo la fascia costiera Brancaleone trova un doppio livello di lettura: la marina, legata al mare, e Brancaleone Vetus, con i resti dell’antico abitato incastonati nella roccia. Due dimensioni diverse dello stesso luogo, entrambe riconoscibili.

C’è poi tutta la fascia costiera da considerare per quello che è: una sequenza di approdi possibili, da vivere senza ansia di dover vedere tutto. Leucopetra, Saline Joniche, i tratti verso Palizzi e Brancaleone possono diventare l’opzione giusta per chi vuole tenersi vicino al mare e ritagliare la giornata tra spiaggia, pranzo all’aperto e piccoli spostamenti. Anche questa è Area Grecanica. La sua particolarità nasce proprio dall’incastro continuo tra costa e altura, tra l’orizzonte marino e la pietra dei paesi.

In mezzo, naturalmente, c’è anche il gusto. Perché una giornata da queste parti passa pure dalla tavola, dalle soste semplici, dai prodotti del territorio, da una cucina che sa ancora legarsi ai luoghi senza troppe mediazioni. E allora la Pasquetta nell’Area Grecanica può diventare davvero quello che altrove si fatica sempre più a trovare: una giornata libera, piena, costruita su scelte reali e su mete che hanno ciascuna un’identità forte.

Il punto, alla fine, è proprio questo. L’Area Grecanica non offre una sola destinazione buona per tutti. Offre un ventaglio di possibilità. C’è il borgo da attraversare lentamente, il paese di roccia che resta negli occhi, la tappa archeologica che sorprende, la costa da vivere senza pensieri, il panorama che cambia all’improvviso dietro una curva. Per Pasquetta è una proposta concreta, vicina, ricca, e soprattutto capace di parlare a pubblici diversi senza perdere sé stessa. In un giorno in cui tanti cercano semplicemente dove andare, questa parte estrema di Calabria riesce ancora a suggerire anche il perché.