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06/11/2026 ore 20.09
Società

Per non dimenticare e restare umani, con “Cutro 94 and more” si apre a Reggio il Rosarno Film festival

Nella chiesa Valdese, la proiezione del documentario diretto da Angelo Resta, ispirato al tragico naufragio nelle acque del crotonese del 2023, inaugura il ciclo di iniziative in programma fino a dicembre

di Anna Foti

Steccato di Cutro. Notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023. Il dolore e il freddo, dopo il naufragio dell'Umanità. 34 bambini tra le 94 vittime, 80 sopravvissuti e decine di migranti dispersi (fonte Croce Rossa). Il caicco Summer Love ridotto a pezzi dalle onde di un mare in tempesta a poche decine di metri dalla riva. Solo poche decine di metri sarebbero bastati per salvarsi e così non morire in mare sotto il peso insostenibile di un soccorso negato. Invece a riva sono arrivate solo 80 persone con lo sgomento negli occhi ei vestiti zuppi. A riva sono stati spinti corpi senza più vita, vestiti, scarpe, oggetti e frammenti di un presente andato in frantumi come il sogno di una vita libera, pezzi di legno e ciò che restava di quell'imbarcazione partita alcuni giorni prima dalla Turchia con bordo quasi duecento persone.

Tre anni e un processo in corso dopo quel naufragio che ancora deve interrogare, deve reclamare giustizia e verità. Il silenzio e l'oblio non devono calare e per questo, il regista crotonese Angelo Resta ha diretto il documentario "Cutro 94 and more", scritto con Vincenzo Montalcini, Bruno Palermo e Francesco Pupa, patrocinato da Amnesty International Italia.

Il documentario propone la preziosa ricostruzione dell'accaduto con filmati e immagini di chi ha solcato quella sabbia nel buio di quella notte e della nostra storia fin per prestare soccorso a chi era sopravvissuto, di chi ha soccorso nelle estenuanti ore e giorni successivi, di chi ha documentato per raccontare a chi non era presente cosa accadeva su quella spiaggia di fronte al mare che denunciava tutta la nostra incomprensibile disumanità.

Con la sua proiezione si è aperta ieri sera nella chiesa Valdese di Reggio Calabria la quinta edizione del Rosarno Film festival - Fuori dal Ghetto, promosso da Mediterranean Hope, programma rifugiati e migranti della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, e dalla Rete delle Comunità Solidali, insieme a Sos Rosarno e Sea Watch.

Un racconto importante e necessario che dando voce ai sopravvissuti, ai soccorritori e alla comunità locale, che da quel dolore seppe coltivare accoglienza e speranza, lascia anche risuonare quella narrazione istituzionale «intrisa di una drammaturgia del nemico che chiude ogni spazio, per la quale ogni straniero è clandestino», sottolinea Monica Natali, diacona della chiesa Valdese di Reggio.

Parole che pesano come macigni e che, negando ogni dignità a quelle vittime, richiamano la responsabilità dei migranti che mai con quel mare così violento avrebbero dovuto mettersi in viaggio con donne e bambini. Dunque irresponsabili, per non aver comandato alla disperazione, piuttosto che vittime di un soccorso in mare che non è arrivato. 

Le immagini di repertorio ripropongono le immagini della visita del presidente della repubblica Sergio Mattarella al PalaMilone, la vicinanza e l'ascolto delle familiari delle vittime. Il consiglio dei ministri svoltosi proprio a Cutro il 9 marzo successivo e in cui fu deliberata la stretta sugli scafista, la mancata visita del Governo alle salme e le dichiarazioni in conferenza stampa del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Un documento che non smette di indignare e addolorare.