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02/02/2026 ore 15.15
Società

Per una città accessibile, Iatì: «A Reggio il Peba non più rinviabile»

L’ex consigliera comunale reggina ribadisce: «In questa città, tra popolazione che invecchia e servizi spesso frammentati, il tema è ancora più urgente»

di Redazione

«Una città moderna e giusta non può prescindere dall’accessibilità. La disabilità non è una questione individuale, ma sociale: interroga il modo in cui progettiamo la città e impone di ripensare spazi, servizi e relazioni affinché siano più equi ed accessibili assicurando ad ogni persona la reale possibilità di partecipare alla vita della comunità.

Per questo motivo l’approvazione del Peba – Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche – rappresenta una priorità non più rinviabile. Non è solo un atto burocratico, ma uno strumento di cambiamento ed una chiara scelta politica da tanto, troppo rimandata dall’attuale Amministrazione». È quanto dichiara in una nota l’ex consigliera comunale Filomena Iatì. 

«Quando l’accessibilità manca, a restare indietro non sono solo le persone con disabilità, ma anche anziani, famiglie con bambini e chi vive difficoltà temporanee. A Reggio Calabria, tra popolazione che invecchia e servizi spesso frammentati, il tema è ancora più urgente.

L’Amministrazione chiamata a guidare la città nei prossimi anni dovrà assumere l’accessibilità come principio guida, garantendo il diritto di muoversi, accedere ai servizi e vivere pienamente gli spazi pubblici, compreso il mare, parte essenziale dell’identità cittadina.

Il Peba dovrà essere approvato e soprattutto attuato, con il coinvolgimento diretto delle persone con disabilità e delle associazioni, perché nessuno meglio di chi vive la disabilità conosce davvero dove sono le barriere.

Ciò implicherà l’adozione di un piano con priorità chiare, fondato su un reale censimento delle barriere e su una programmazione seria, onesta e concreta degli interventi.

Proprio per questo, mentre si costruisce un percorso complessivo, è necessario intervenire da subito su alcuni punti concreti: Mobilità quotidiana sicura e autonoma, con interventi su marciapiedi, rampe, fermate dei mezzi pubblici e semafori acustici.

Diritto allo spostamento, garantendo mezzi di trasporto realmente accessibili, taxi attrezzati e servizi di trasporto agevolato. Partecipazione, istituendo un tavolo permanente con associazioni e realtà del territorio per definire priorità e monitorare gli interventi.

Accessibilità al mare, con percorsi accessibili sul Lungomare, accessi facilitati alle spiagge e attenzione concreta all’inclusività dei lidi.

Accanto alle barriere fisiche esistono anche quelle invisibili, legate a disabilità cognitive, psichiche e malattie croniche. Per questo è necessario superare la frammentazione dei servizi attraverso uno sportello comunale unico per la disabilità e le famiglie, capace di orientare, coordinare e accompagnare le persone nei percorsi.

Centrale è anche il tema del “Dopo di noi”, da costruire oggi, sostenendo e mettendo in rete le esperienze già attive sul territorio per garantire autonomia e continuità di vita alle persone con disabilità. La disabilità non chiede privilegi, ma pari condizioni. Una città accessibile è una città che guarda al futuro. E il futuro di Reggio Calabria non può lasciare indietro nessuno», conclude l’ex consigliera comunale Filomena Iatì.