Sezioni
22/05/2026 ore 11.00
Società

Pm Musolino ai reggini: «Votate liberamente, non lasciate che altri vi rubino questo momento»

Un appello affinché il voto sia libero da condizionamenti. Secondo il magistrato, Reggio Calabria ha oggi la possibilità di emanciparsi da meccanismi consolidati nel tempo, fatti di favori, promesse e clientele

di Elisa Barresi

In una Piazza Italia attraversata dal clima acceso della campagna elettorale per le imminenti comunali di Reggio Calabria, il procuratore aggiunto Stefano Musolino lancia un appello netto ai cittadini: «Votiamo pensando al bene di tutta la città. Questo è un momento autenticamente nostro, non permettiamo che siano altri a rubarcelo».

Un intervento che va oltre la cronaca giudiziaria e diventa riflessione civile, sociale e culturale sul futuro della città e sul rapporto tra libertà, bisogno e democrazia.

«Il voto deve essere libero dai condizionamenti»

Nel corso dell’intervista, Musolino ha descritto il momento elettorale come il banco di prova della maturità democratica di una comunità. Secondo il magistrato, Reggio Calabria ha oggi la possibilità di emanciparsi da meccanismi consolidati nel tempo, fatti di favori, promesse e clientele.

«Il sistema democratico dovrebbe mettere in azione il suo meglio per selezionare la classe dirigente del futuro», afferma il procuratore, sottolineando però come troppo spesso il voto venga influenzato dal bisogno economico o lavorativo. Un fenomeno che, secondo Musolino, finisce per premiare «non le persone migliori», ma chi possiede «gli agganci migliori».

Un passaggio particolarmente duro riguarda proprio il rischio che il consenso venga costruito attraverso promesse di posti di lavoro, utilità personali o piccoli favori destinati a trasformarsi in strumenti di controllo sociale.

Il peso del bisogno e la responsabilità dello Stato

Il procuratore non nega la gravità della situazione sociale del territorio. Anzi, riconosce apertamente che «lo Stato centrale fa troppo poco» per le aree più povere del Paese e che il bisogno reale di molte famiglie diventa terreno fertile per pratiche clientelari.

Dal lavoro alla sanità, fino all’accesso ai servizi pubblici, Musolino descrive una società nella quale molti cittadini finiscono per sentirsi obbligati a «chiedere un favore» anche per ottenere ciò che dovrebbe essere un diritto.

«Quando pensi che per avere qualcosa devi abbassare la testa davanti a qualcuno, quel favore poi genera un vincolo», spiega il magistrato. Un meccanismo che, secondo la sua analisi, condiziona inevitabilmente anche il comportamento elettorale.

«I ragazzi devono fare la rivoluzione»

Uno dei passaggi più forti dell’intervista riguarda il ruolo delle nuove generazioni. Musolino individua proprio nei giovani la possibilità concreta di spezzare il legame con pratiche e modelli culturali del passato.

«Devono essere i ragazzi a fare la rivoluzione», afferma, invitando i più giovani a ribellarsi all’indifferenza e al “me ne frego” che troppo spesso caratterizza il dibattito pubblico.

Il magistrato ha anche rivolto un appello ai tanti giovani costretti a lasciare la Calabria per lavoro o studio: tornare a votare oppure, almeno, incoraggiare amici e familiari a esprimere un voto libero e consapevole.

Dalla città ai piccoli paesi: «La criminalità prospera nell’emarginazione»

Nel corso del confronto si è parlato anche delle aree periferiche e dei piccoli centri della provincia reggina, dove isolamento culturale e disagio sociale continuano ad alimentare fenomeni criminali e dinamiche di sudditanza.

Musolino ha spiegato come la Procura stia cercando di costruire un rapporto più diretto con il territorio, abbandonando l’immagine di un’istituzione chiusa «in una torre d’avorio».

Il magistrato ha annunciato incontri e visite nei paesi dove, in occasione del referendum, sono emerse forti percentuali di protesta e distanza dalle istituzioni. L’obiettivo dichiarato è quello di “accorciare le distanze” e comprendere meglio i bisogni reali delle comunità locali.

L’appello finale alla città

In chiusura, il procuratore torna sul significato più profondo del voto:

«Votiamo liberamente, votiamo pensando al meglio e al bene per tutta la città. Questo è un momento autenticamente nostro di noi cittadini».

Un messaggio che, a pochi giorni dalle elezioni comunali, assume il valore di un richiamo collettivo alla responsabilità civile, alla partecipazione e alla difesa della libertà democratica in un territorio che continua a confrontarsi con vecchi condizionamenti e nuove fragilità sociali.