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07/05/2026 ore 18.31
Società

Ponte sullo Stretto, il comitato del No: «Il Governo cambia i commissari ma i nodi restano tutti»

Gli attivisti contrari alla grande opera: «Avanzano la propaganda e il conto che pagano i cittadini»

di Redazione

«Ancora una volta il Governo prova a vendere come “svolta” ciò che, nei fatti, non sposta di un millimetro i problemi reali del ponte sullo Stretto. Il cosiddetto Decreto Commissari, approvato in queste ore tra annunci trionfalistici e passerelle mediatiche, viene presentato come l’ennesima accelerazione verso l’apertura dei cantieri. La realtà, ancora una volta, racconta altro». Così in una nota il comitato No Ponte Calabria.

«Cambiano i nomi, si concentrano nuovi poteri, si commissaria ulteriormente il processo decisionale, ma restano intatti tutti i nodi tecnici, giuridici, economici e ambientali che da anni impediscono a questa follia di diventare concretamente cantierabile».

«Restano aperte le questioni legate alla legittimità dell’affidamento diretto al consorzio Eurolink del contratto originario del 2006, riesumato senza una nuova gara pubblica nonostante il lungo blocco del progetto, i mutamenti normativi intervenuti in questi anni e le profonde modifiche tecniche, economiche e progettuali maturate nel frattempo, oltre ai rilievi già espressi dagli organismi di controllo».

«Restano tutte le criticità legate alla compatibilità ambientale, al rischio sismico, alla sostenibilità economico-finanziaria e alla reale copertura delle risorse necessarie. Restano soprattutto i passaggi obbligati davanti agli organi di controllo, i cui rilievi non possono essere cancellati con un decreto né aggirati con una nomina commissariale».

«Ed è qui che la propaganda salviniana si scontra con la realtà. Si possono moltiplicare annunci, conferenze stampa e slogan elettorali, ma nessun colpo di penna può trasformare criticità irrisolte in cantieri aperti».

«Nel frattempo, però, qualcosa continua davvero ad avanzare. Avanzano i costi di funzionamento della società Stretto di Messina, avanzano le spese di struttura, avanzano consulenze, incarichi, gettoni e lauti compensi dei componenti dei consigli di amministrazione. Come nelle puntate precedenti, mentre il ponte resta fermo sulla carta, il conto continua a correre».

«Sono risorse pubbliche sottratte a spese fondamentali, a ciò che in Sicilia e Calabria sarebbe davvero urgente e indispensabile: ospedali, medicina territoriale, scuole sicure, messa in sicurezza del territorio, trasporto ferroviario, viabilità ordinaria, diritto alla mobilità, lavoro stabile e servizi pubblici degni di questo nome».

«Il Governo prova a raccontare ai territori che il ponte sia ormai cosa fatta. La verità è che, dopo anni di propaganda, i nodi strutturali sono ancora tutti lì. Ciò che cresce davvero non sono i cantieri, ma i costi scaricati sulla collettività».

«Mentre loro continuano con la propaganda, noi continueremo, imperterriti, a informare, organizzare e mobilitare. Lo Stretto di Messina non si tocca. No al ponte. Teniamocelo Stretto».