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28/05/2026 ore 11.55
Società

Porto di Gioia Tauro, USB e Orsa Porti: «Un altro operaio ferito, basta lavoro insicuro e traffici di guerra»

Dopo l’incidente che ha coinvolto il giovane portuale Alessandro Cortese, i sindacati annunciano un presidio davanti al gate dello scalo: «Sicurezza e pace restano due terreni di lotta inseparabili»

di Redazione
Gioia Tauro - Il Porto di Gioia Tauro. Containers

Dopo l’incidente avvenuto ieri pomeriggio nel porto di Gioia Tauro, USB Calabria e Orsa Mari e Porti tornano a denunciare le condizioni di sicurezza all’interno dello scalo e annunciano una mobilitazione prevista per domani davanti al gate principale del porto.

L’episodio ha coinvolto Alessandro Cortese, giovane operatore portuale residente a Gioia Tauro, rimasto ferito dopo il ribaltamento di uno straddle carrier durante le operazioni di movimentazione dei container sulla banchina portuale. Il lavoratore è stato trasportato all’ospedale di Polistena per accertamenti e cure.

«Un lavoratore ferito, un mezzo che si rovescia, una banchina che ancora

una volta si trasforma in luogo di pericolo», scrivono USB Calabria e Orsa Porti, esprimendo solidarietà al giovane portuale, alla sua famiglia e a tutti i lavoratori dello scalo gioiese.

Secondo i sindacati, l’incidente riporta al centro il tema delle condizioni di lavoro all’interno del porto, dei ritmi produttivi sempre più pesanti e della necessità di garantire manutenzione costante e rigorosa ai mezzi utilizzati quotidianamente nelle operazioni di movimentazione.

Nel documento diffuso alla stampa viene richiamato anche il dato nazionale sugli incidenti sul lavoro. «In questo Paese continuano a morire quasi tre lavoratori al giorno. Secondo i dati Inail relativi al 2025, sono state 1.093 le persone che non sono tornate a casa dal lavoro», sottolineano le sigle sindacali, che chiedono l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro e del reato di lesioni gravi e gravissime sul lavoro.

USB Calabria e Orsa Porti collegano poi il tema della sicurezza a quello dei traffici commerciali che attraversano il porto di Gioia Tauro. Nel mirino dei sindacati vi è l’arrivo di una nave che, secondo quanto riportato, dovrebbe ripartire domani con parte dei container già segnalati nei mesi scorsi per presunti carichi di acciaio balistico destinato alla produzione di armi e munizioni.

«Materiale destinato alla guerra mentre a Gaza continua il massacro della popolazione palestinese», affermano i sindacati, che parlano di «due facce dello stesso modello economico che considera vite umane, territori e diritti come variabili subordinate al profitto».

Da qui la decisione di organizzare un presidio per domani alle ore 17 davanti al gate principale del porto insieme ad altre realtà calabresi mobilitate contro la guerra e contro i traffici di armi.

«La sicurezza sul lavoro e il rifiuto della complicità con la guerra restano due terreni di lotta che continueremo a tenere insieme», concludono USB Calabria e Orsa Mari e Porti.