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07/04/2026 ore 17.45
Società

Premio "Padri del Folklore" ad Antonio Ambrogio di Motta San Giovanni

Il riconoscimento è stato conferito a Polla nell'ambito della rassegna nazionale di musiche e canti folklorici ed etnici

di Redazione

Polla, nel cuore del Vallo di Diano, ha ospitato il 20 e 21 marzo 2026 la rassegna nazionale di musiche e canti folklorici ed etnici "Padri e Madri del Folklore", promossa dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari per onorare le personalità benemerite della tradizione popolare italiana. Tra i premiati, uno dei riconoscimenti più sentiti è andato ad Antonio Ambrogio del Gruppo Folklorico Città di Lazzaro (RC) , insignito del titolo di "Padre del Folklore" per la regione Calabria.

Ambrogio, conosciuto nell'area aspromontana come "Cecio 'u sonaturi", è molto più di un musicista. È il punto vivo di una catena di tre generazioni che unisce padre, nonno e nipote nel gesto condiviso di suonare il tamburello, in una trasmissione orale del sapere che non ha bisogno di spartiti per sopravvivere. La sua famiglia, quella degli Ambrogio, è da sempre celebrata come quella de "I sonaturi", custodi di uno stile fondato sulla pressione emozionale e sull'autenticità della tradizione.

«Antonio Ambrogio è, in Calabria, un eccellente interprete della musica di tradizione orale...stili e tecniche che mantengono, sempre intatto, il fascino della tradizione autentica. Raccontare la vita di Cecio 'u sonaturi significa raccontare un passaggio intergenerazionale vivo e profondo, che unisce l'arte musicale ai legami di sangue e alla memoria collettiva.» si legge nella pergamena consegnatagli. Quando impugna il tamburello, il týmpanon, strumento sacro ai culti dionisiaci, Ambrogio è un maestro; quando guida il suo gruppo nei passi di tarantella appresi dal grande Paolo Capua sembra incarnare quella danza che Charles Didier descrisse come «vulcanica come le emozioni che esprime... ogni gesto è un'idea, ogni posa un sentimento, sicché essa si svolge drammatica, pudica, irresoluta, affascinante, emblema dei contrasti interiori d'un silenzioso amore».

Vederlo danzare è comprendere, con gli occhi, ciò che le parole faticano a dire. La cerimonia di Polla si è chiusa tra applausi e commozione: un omaggio meritato a chi, da decenni, tiene viva l'anima musicale della Calabria. Ambrogio, figlio della comunità di Motta San Giovanni, ha ricevuto il premio indossando l’abito tradizionale e con un dettaglio altamente simbolico: la prima giacca di velluto, quella degli inizi, custodita e restituita al presente come un frammento di storia. Un segno silenzioso ma eloquente di fedeltà, cura e rispetto verso radici che non smettono di generare futuro.