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15/02/2026 ore 20.14
Società

Pucci come Lucano vittima di censura, diretta o indiretta: “Tutto il mondo è paese”

La rinuncia a Sanremo del comico accostato alla destra ha rammaricato i vertici di Viale Mazzini, non nuovi a situazioni del genere. E torna in auge il caso del film ispirato al sindaco di Riace

di Ilario Balì

In dialetto è: "U voi ci dici curnutu o sceccu". Che in italiano significa "Il bue dice cornuto all'asino". Il popolare detto calabrese e siciliano che viene utilizzato per criticare chi rimprovera o giudica qualcun altro per difetti o errori che egli stesso possiede, ignorando le proprie mancanze.

E’ un po' quanto accaduto nei giorni scorsi a proposito del caso Pucci, il comico milanese noto anche per battute irriverenti e vicino alla destra, definito da alcuni osservatori “fascista”, “omofobo” e “sessista”, il quale ha rinunciato alla sua partecipazione al Festival di Sanremo citando “insulti, minacce ed epiteti” rivolti a lui e alla sua famiglia e un clima «incomprensibile e inaccettabile». Il caso è stato immediatamente politicizzato: diversi esponenti di destra, incluso il Governo, hanno accusato la sinistra e parte dell’opinione pubblica di aver creato un clima di censura, facendo “ritirare” Pucci dalla kermesse sanremese a causa delle critiche.

E la Rai? Il servizio pubblico ha espresso addirittura rammarico per la decisione di Pucci e ha definito preoccupante il clima d’intolleranza e di violenza verbale nei confronti dell’artista, sottolineando che tali dinamiche possono configurarsi come una forma di censura indiretta causata dall’odio e dal pregiudizio, non da scelte editoriali ufficiali. La stessa Rai che ormai da quasi 9 anni tiene bloccata la fiction su Mimmo Lucano interpretata da Beppe Fiorello e mai andata in onda sui canali della tv di Stato.

La serie dal titolo “Tutto il mondo è paese”, liberamente ispirata alla storia del sindaco di Riace sul suo impegno nell’accoglienza e nell’integrazione dei migranti fu girata nel 2017. I vertici Rai hanno spiegato che la messa in onda era stata sospesa in attesa dell’esito delle vicende giudiziarie che coinvolgevano Lucano (avvisi di garanzia e successivi processi), e che la programmazione poteva “creare una turbativa”. In realtà non si è trattato di una censura ufficiale dichiarata da Rai, ma piuttosto di una mancata messa in onda e sospensione che alcuni, tra cui lo stesso Lucano, hanno definito censorie per motivi politici. Nel frattempo Lucano è di nuovo diventato sindaco e per la prima volta eletto al Parlamento Europeo. Come era quella storia del bue e dell’asino?