Quel 29 maggio 2016, quando dal porto di Reggio al cimitero di Armo si scrissero pagine di Accoglienza oltre la Vita
45 salme di migranti, dieci anni fa, trovarono qui sepoltura. Istituì il 3 giugno, come giornata in memoria delle vittime delle migrazioni, il Comune che in questi giorni vede mutare sindaco e consiglio. Al momento, dunque, alcuna iniziativa istituzionale all'orizzonte. In programma la veglia di preghiera di Caritas e Arcidiocesi
È un silenzio assordante quello che risuona nel Mediterraneo dove si muore come non accadeva da un decennio, e nel porto di Reggio Calabria, con hotspot allestito qualche anno fa che non ha accolto alcun migrante in questo 2026 che ha registrato zero approdi.
Porto di Reggio, inaugurato in sordina il nuovo hotspot per la prima accoglienza dei migranti? VIDEODato che stride con la storia di questo luogo e di questa città e con il quadro ricostruito da osservatori qualificati come quello dell'Oim . Nel 2025, il porto di Reggio ha accolto quasi 350 migranti in sette sbarchi con oltre cinquanta minori non accompagnati .
Lo scorso aprile, in pochi giorni, 180 vittime tra morti e dispersi e, nel solo Mediterraneo centrale, circa 765 persone dall'inizio del 2026, oltre 460 in più rispetto allo stesso periodo del 2025, e un incremento superiore al 150%. È il dato più alto per questo periodo dell'anno dal 2014.
E sempre con occhi pieni e mani vuote giungono dai nuovi e sconfinati margini del mondoDunque il fenomeno migratorio non si è arrestato, comenon si è estinta l'urgenza di lasciare il paese di origine, ma i migranti non raggiungere più le coste, naufragano prima oppure vengono intercettati e dirottati. Le sempre presenti Sea Watch denunciano quotidianamente impedimenti e ostacoli nelle operazioni di soccorso in mare aperto.
Anche l'hotspot di Lampedusa , in contrada Imbriacola, con una capienza che grazie agli ampliamenti operati dalla Croce Rossa Italiana (Cri) può raggiungere fino a 600 posti nei periodi di maggiore afflusso e che in passato ha raggiunto picchi di 1.500 - 2mila persone, al momento, per quanto il porto registri arriva di migranti, non è sovraffollato. Ma il punto è che il fenomeno non si è arrestato e che sono sempre più i migranti che muoiono in mare , i cui corpi sono inghiottiti dagli abissi del Mediterraneo. Un'ecatombe che gli eventi meteo estremi dello scorso inverno hanno solo aggravato.
Per la città di Reggio Calabria ricorre oggi un decennale legato a doppio filo con questo silenzio assordante . A bordo della nave militare Vega al porto di Reggio, il 29 maggio 2016 , giungevano 45 salme.
Accarezzate dai tiepidi raggi di un sole primaverile, con il supporto dei vigili del fuoco, prelevate dalla nave scendevano per adagiarsi sulla banchina di levante.
In quello che oggi è il cimitero monumentale di Armo, realizzato dalla Caritas italiana nel 2022 su suolo comunale, le salme trovarono subito sepoltura. Un cimitero che nel 2024 ha accolto anche 21 salme del naufragio di Roccella del giugno di quello stesso anno.
Reggio, il cimitero di Armo “accoglie” 21 salme di migranti: musulmani e cattolici in preghiera prima dell’abbraccio della terra - VIDEOUn cimitero che è presidio di memoria e che nel corso del tempo è stato anche sede di solenni celebrazioni istituzionali in occasione della giornata del 3 giugno, istituita dell'amministrazione Falcomatà per onorare le vittime delle migrazioni.
Una memoria che non smette di essere animata dai volontari Caritas che unitamente all'arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova, in vista dell'imminente 3 giugno, ha organizzato una veglia "Tra memoria e profezia" nel pomeriggio presso la chiesa di San Giorgio Extra alle ore 19:15. La preghiera sarà preceduta dalla Santa messa alle ore 18:30.
Solo qualche giorno hanno avuto luogo le elezioni comunali a Reggio. È noto ormai che l'amministrazione comunale ha cambiato segno con la vittoria del centrodestra e di Francesco Cannizzaro sindaco dopo oltre un decennio di governo del centrosinistra, che con Falcomatà sindaco aveva istituito la Giornata del 3 giugno.
Reggio, al cimitero dei migranti di Armo la memoria dell’accoglienza e l’impegno per l’integrazione - FOTO e VIDEODunque, questo decennale ricade in un frangente delicato che fa anche il paio con la recente operazione della Polizia che ha ristretto ai domiciliari il funzionario del comune di Reggio, Giancarlo Cutrupi, deputato alla gestione dei cimiteri. Vedremo se e quali scenari si delineeranno rispetto a questo appuntamento con la memoria, nell’imminenza e in futuro.
Intanto quella terra smossa con amore per divenire casa per quei copri esanimi resta segno di una tragedia che ancora si consuma nel silenzio. Il cimitero di Armo negli anni un luogo di memoria ma anche di impegno e denuncia. Tanti gruppi di volontari provenienti anche da fuori regione e dall'estero vennero a Reggio per dedicare tempo e attenzione a questo luogo e a queste tombe, traccia di un dolore universale.
Il distacco universalmente doloroso: a Reggio la memoria "migrante" di chi è stato accolto oltre la vitaCosì il cimitero divenne un'opera segno, frutto del progetto finanziato da Caritas Italiana che anche con l'aiuto di molte donazioni e dell'arcidiocesi tedesca di Paderborn .
A Reggio il cimitero dei migranti e dei poveri, don Pagniello: «Questo luogo parli di solidarietà e anche di ingiustizie»Prezioso l'apporto di Martin Kolek, attivista in mare, giunto a Reggio Calabria dalla città tedesca di Delbrück. Testimone instancabile che anche quest'anno tornerà a Reggio l'appuntamento del 3 giugno .
Da Delbrück a Reggio Calabria, il viaggio di Martin per non dimenticare chi muore nel Mediterraneo - VIDEOSeguendo le tracce dei piccoli Mohamed e Maryam, i cui corpicini senza vita aveva tratto dalle acque del Mar Mediterraneo proprio quel maggio 2016, Martin era giunto in riva allo Stretto, ad Armo, dove i corpicini erano e sono sepolti. Ogni anno torna qui, rispondendo al richiamo di un dolore che ha tenuto tra le braccia e che si è trasformato in impegno e testimonianza.
Reggio, Armo e storie di volontari e migranti tra memoria e profezia - VIDEOCon le sue parole si apre il docu-film del regista reggino Antonio Melasi dal titolo “Armo, storie di volontari e di migranti”, fortemente voluto dalla stessa Caritas Italiana per non disperdere la memoria di quanto accaduto a Reggio . L' accoglienza è ancora un dovere essenziale oggi come allora. Anzi, oggi forse ancora di più.
Dalla Costa d’Avorio a Caserta, passando dalle prigioni libiche e dal ghetto di Rosarno: a Reggio la testimonianza di Mamadou Kouassi - VIDEO