Rapina a portavalori sull’A2 tra Scilla e Bagnara, il grido d’allarme delle guardie giurate
«Siamo lasciati soli, servono misure urgenti per la sicurezza»: l’appello degli operatori al governo centrale
«Un episodio che scuote la Calabria, un nuovo inquietante episodio di criminalità ha colpito la provincia di Reggio Calabria: un assalto armato a un portavalori lungo un tratto dell’autostrada ha gettato nello sconcerto operatori e cittadini. Secondo le prime ricostruzioni – si legge nella nota diffusa da Angelo Sifrido Mancin, esponente della categoria – un gruppo di malviventi, usando tecniche militari e armi pesanti, ha bloccato il mezzo blindato, costringendo le guardie giurate a consegnare il denaro trasportato. Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito, ma la violenza e la determinazione dei rapinatori hanno sollevato timori e polemiche sulla sicurezza degli operatori nel settore.
La reazione delle Guardie Giurate
Lo sdegno delle guardie giurate non si è fatto attendere. In una serie di comunicati e interviste, i rappresentanti delle associazioni di categoria hanno espresso profonda frustrazione per l’apparente immobilità del governo centrale. «Siamo lasciati soli di fronte a un fenomeno che non accenna a diminuire, ribadisco come portavoce, sottolineando come episodi simili si ripetano ormai troppo spesso lungo le principali arterie stradali del Sud Italia.
Le criticità del settore
Le guardie giurate denunciano da tempo la mancanza di misure concrete per tutelare la loro sicurezza. Nonostante le richieste di investimenti in formazione, dispositivi di protezione e coordinamento con le forze dell’ordine, il settore continua a essere vulnerabile. «Aspettiamo da anni un intervento legislativo che rafforzi il nostro ruolo e ci consenta di lavorare con maggiore serenità».
L’appello al Governo
Il proverbio calabrese “Meglio prevenire che curare” riassume perfettamente il sentimento diffuso tra gli operatori: il rischio, se non affrontato in modo tempestivo e strutturato, rischia di trasformarsi in una vera e propria emergenza sociale. Le guardie giurate – si legge ancora nella nota diffusa da Angelo Sifrido Mancin, esponente della categoria – chiedono al governo di uscire dall’impasse e adottare misure efficaci, tra cui l’aumento dei controlli, la revisione delle procedure di trasporto valori e l’utilizzo di tecnologie avanzate per la sorveglianza.
L’assalto al portavalori in provincia di Reggio Calabria non è solo un episodio di cronaca, ma il simbolo di una problematica che attende risposte concrete. Nel frattempo, le guardie giurate promettono di non abbassare la guardia, ma ribadiscono con forza la necessità di un impegno reale da parte delle istituzioni: “Chi dorme non piglia pesci,” ricorda un altro detto locale, a sottolineare che l’inazione non può più essere una risposta».