Reggio, al Cedir una sede operativa dell'Urban Center: ancora chiusi i locali di via Campanella
Urban Center è il luogo deputato a informare, coinvolgere e attivare i cittadini nei processi di pianificazione urbana e trasformazione delle città. Ispirati ai centri nati negli Stati Uniti nei diversi contesti culturali e giuridici, in Italia gli Urban Center si configurano interfacce tra l’amministrazione pubblica, cittadini, esperti e imprese, spazi di dibattito, co-progettazione e visione strategica condivisa del territorio.
Dal 2017 anche il Comune di Reggio Calabria ne avrebbe uno. Il condizionale è d’obbligo visto che negli anni è divenuto un luogo sempre più fantasma. Una utilizzazione a singhiozzo e lavori di adeguamento mai eseguiti al punto che, data l’attuale fase di avanzamento delle attività di redazione del Masterplan della Città di Reggio Calabria, il comune ha disposto che una sede operativa dell’Urban center sia allestita al centro direzionale, noto come Cedir. Ciò con una spesa di quasi 35 mila euro eseguita nell’ambito dell’intervento denominato “Masterplan della Città di Reggio Calabria”, attingendo dal milione di euro complessivo dei fondi di cui alla delibera Cipess n. 81 del 22 dicembre 2021.
La sede operativa al Centro direzionale
«Si rende necessaria, in relazione all’attuale fase di avanzamento delle attività di redazione del Masterplan, in attesa dell’esecuzione dei lavori necessari per l’adeguamento e la messa a norma dei locali della sede operativa dell’Urban Center siti in via Tommaso Campanella – si legge nella determina 3424 dello scorso 9 luglio -l’organizzazione e l’allestimento di una sede operativa dell’Urban Center. Ciò presso i locali al piano terra del Corpo I del Centro Direzionale, adiacenti gli uffici del Settore Urbanistica e Pianificazione Territoriale, già utilizzati per lo svolgimento di parte degli incontri di partecipazione con cittadini e stakeholders nel processo di condivisione del documento strategico preliminare del Masterplan e per la definizione delle azioni condivise per lo sviluppo della città di Reggio Calabria».
Disposto con lo stesso atto l’affidamento diretto con «la fornitura e l’installazione di nuovi arredi ed attrezzature multimediali adeguati a consentire lo svolgimento di incontri sia in presenza, sia in vcall, sia in modalità blended, che consentirà di migliorare i processi di partecipazione e di attuazione del Masterplan, nonché dei piani, programmi e progetti dallo stesso generati, quale risultato del rafforzamento della capacità amministrativa dell’Ente».
L’inaugurazione e poi lo stallo
È stato inaugurato, nel 2017, con una cerimonia finalizzata ad esaltarne la collocazione assolutamente peculiare. Il primo Urban Center d’Italia in un bene confiscato alla criminalità organizzata. Una destinazione innovativa per un bene sottratto al malaffare, in gestione al Comune della città dello Stretto, situato nella centralissima via Campanella, e anche una valenza rafforzata di questo presidio vocato alla frequentazione da parte della cittadinanza e a stimolare la partecipazione.
Inaugurato e poi negli anni sottoutilizzato, con aperture brevi e a singhiozzo per mostre, qualche conferenza stampa, locale a supporto di associazioni e manifestazioni sembrava che a dargli linfa sarebbe stato lo sportello informativo di Invitalia che, sulla scorta del protocollo sottoscritto nel 2022, avrebbe dovuto essere aperto. Invece tutto si risolse in un nulla di fatto e un bene confiscato che, invece di rinascere, rimane inutilizzato, vanificando così il significato profondo della confisca dei beni ai mafiosi.
Una situazione per la quale, all’orizzonte, sembra regnare lo stallo visto che la recente determina del settore Urbanistica del Comune di Reggio Calabria, pur riferendo di lavori di adeguamento necessari, dispone l’allestimento di una sede operativa alternativa.
