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19/01/2026 ore 12.06
Società

Reggio, al Museo del Bergamotto il mondo rurale rivive nella riscoperta di Sant’Antonio Abate tra fuoco, memoria e identità

La Confraternita della Frittola Reggina ha celebrato il consueto rito in una partecipata serata dedicata al Santo. Conferito un riconoscimento anche al reggino.it

di Redazione

Sabato scorso, 17 gennaio, negli spazi del Museo Nazionale del Bergamotto, la Confraternita della Frittola Reggina 2019 ha celebrato Sant’Antonio Abate, figura centrale della spiritualità popolare e simbolo profondo del mondo rurale, degli animali domestici, delle stalle e del lavoro umile.

Una celebrazione intensa e partecipata, lontana da ogni forma di folklore, che ha restituito al rito il suo significato più autentico: atto identitario, memoria condivisa, appartenenza comunitaria.

Ad aprire i lavori è stato l’intervento del Vice Priore, M.llo Antonino Triglia, che ha richiamato con parole dense di significato il senso profondo della ricorrenza: «Da sempre la comunità si raccoglie attorno al fuoco per onorare Sant’Antonio Abate. È un giorno che non appartiene al calendario, ma alla memoria collettiva. Il rito delle pizzate e dei curcùci è un gesto semplice, antico, essenziale. Un gesto che è linguaggio».

Triglia ha sottolineato come la Confraternita rinnovi questo rito non come rievocazione folkloristica, ma come atto di responsabilità culturale, ribadendo che «il maiale e le pizzate non sono simboli folkloristici, ma strumenti per tenere viva la memoria reggina, per riaffermare i valori della condivisione, della fratellanza e dell’essere comunità».

Da qui il sentito ringraziamento all’Associazione Sant’Antonio Abate di Archi e al suo presidente, l’avvocato Franco Giunta, «con cui ci lega un forte sentimento di fratellanza e uno spirito di collaborazione sincero e duraturo».

Di grande spessore culturale l’intervento del professore Vittorio Caminiti, Presidente dell’Accademia Internazionale del Bergamotto e del Museo, che ha offerto una vera e propria lectio sul simbolo del mais e del maiale nella cultura contadina e nei giorni di pellegrinaggio.

Caminiti ha ricordato come il mais, arrivato tardi nelle campagne, sia diventato il cibo della certezza e della sopravvivenza: seme umile capace di rinascere e moltiplicarsi, metafora delle comunità che resistono stringendosi attorno ai propri riti.

La pizzata di mais, pane non consacrabile ma profondamente umano, è stata descritta come pane di popolo, spezzato attorno al fuoco, luogo di trasformazione, racconto e condivisione. Centrale anche il legame ancestrale tra mais e maiale, ciclo perfetto di nutrimento e sopravvivenza familiare, così come la forza simbolica della polenta, che non si serve ma si condivide, rovesciata al centro della tavola, senza gerarchie e senza distinzioni.

«Celebrando il fuoco, il pane e il maiale – ha concluso Caminiti – non celebriamo il cibo, ma la memoria viva della nostra terra e il senso profondo della nostra regginità».

È seguito l’intervento dell’illustre professore Alfredo Focà, Direttore del Comitato Scientifico e della Biblioteca del Museo Nazionale del Bergamotto, che ha coinvolto una platea numerosa e attenta con una narrazione appassionata sul ruolo centrale di Reggio Calabria nella storia del Cristianesimo.

Focà ha ricordato come i primi passi del cattolicesimo, grazie a San Paolo, siano stati mossi proprio in questa città, invitando i presenti a essere orgogliosi di una storia che da Reggio si è irradiata prima nel Sud e poi nel mondo. Ha quindi approfondito la figura di Sant’Antonio Abate e dell’ordine religioso da lui fondato, caratterizzato da un servizio concreto alle comunità e agli indifesi, motivo per cui il Santo è da sempre considerato protettore del mondo rurale e degli animali da cortile.

A concludere gli interventi è stato Padre Danilo Latella, parroco della Chiesa del Carmine di Archi, che ha ricordato il valore spirituale del Santo e l’impegno quotidiano della parrocchia a sostegno dei più deboli. Al termine, Padre Latella ha impartito una benedizione simbolica ai presenti e agli animali che hanno accompagnato i loro padroni alla cerimonia. Tra questi si è distinta la mascotte del Museo del Bergamotto, la cagnetta Nanà, che ha seguito con compostezza l’intera celebrazione.

Nel corso della serata, la Confraternita ha conferito un premio speciale a Claudio Labate, Direttore de Il Reggino, per l’impegno professionale, la sensibilità culturale e l’attenzione costante dedicate alla valorizzazione delle tradizioni popolari, del mondo rurale e delle eccellenze identitarie del territorio reggino, con particolare attenzione alle attività del Museo Nazionale del Bergamotto.

Il riconoscimento è stato consegnato dal Dott. Agronomo Marco Tiberi, Presidente di European Consumers APS, una delle più alte istituzioni europee per la tutela dei consumatori, nonché socio della Confraternita e attivamente impegnato a Reggio Calabria sulle problematiche legate alle condotte idriche e al costo dell’acqua.

In sala, in qualità di soci della Confraternita, erano presenti Giovanni Latella, Delegato al Turismo e allo Sport della Comune di Reggio Calabria, che ha portato i saluti del sindaco f.f. Domenico Battaglia, da sempre vicino alle attività del Museo; Candeloro Imbalzano, già Consigliere regionale e Assessore alle Attività Produttive; il Procuratore Generale Francesco Mollace; Mons. Antonio Morabito, canonico del Duomo di Reggio Calabria; il Presidente del Kiwanis Reggio Calabria Nuccio Gilormo; e il già Presidente del Kiwanis di Villa San Giovanni Gino Madotta, tutti convinti sostenitori della Confraternita della Frittola Reggina.

Momento particolarmente significativo è stata l’investitura di un nuovo socio, celebrata dalla Vice Priore Vicario Prof.ssa Angela Fiorentino, secondo il tradizionale rito, tra solennità e goliardia, del maestro macellaio Giuseppe Melissari di San Giuseppe di Catona, noto per la produzione di carni biologiche secondo metodi tradizionali e un’alimentazione ispirata alle pratiche del passato. Alla richiesta di giurare, da parte della vice priore Angela Fiorentino, "che mai sarebbe diventato vegano" la risposta del neo confratello non si è fatta attendere: "giuru e jasu a manu, cu u porcu mu calu sanu", ed ecco che arriva la benedizione.

Altra investitura di rilievo è stata quella conferita dalla Priore della Confraternita del Bergamotto e del Cibo di Reggio Calabria, Cristina Sarica, che ha incoronato socio onorario il noto artista e comico Pasquale Caprì, con una cerimonia solenne e goliardica, suggellata dal conferimento di una targa commemorativa.

La serata si è conclusa con una degustazione rituale di pizzate e curcùci, pitta “ill’Angiulu” e paniculu e lardu, preparati e cotti dal vivo attorno al fuoco, restituendo al cibo il suo valore più autentico: linguaggio della comunità e custode della memoria.

Il tutto è stato accompagnato da un sottofondo musicale curato dal Maestro Pippo Campolo, Direttore del Polo del Bergamotto di Reggio Calabria.

Il prossimo appuntamento della Confraternita della Frittola Reggina è fissato per il 31 gennaio e il 1° febbraio.