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22/10/2026 ore 11.58
Società

Reggio Calabria il Lions club specially “Kairos”: l’inclusione diventa azione a sostegno delle famiglie

Venerdì sera 23 ottobre alle ore 19:30 la cerimonia di consegna della Charter. La presidente Ketty Marino: «La vera forza rivoluzionaria di questa iniziativa risiede nella volontà di superare la pura narrazione dell'inclusione per farne un esempio di partecipazione reale e attiva».

di Redazione

Muove i suoi primi passi ufficiali nel territorio reggino una nuova e significativa realtà di servizio ed impegno sociale: il Lions Club Specially Reggio Calabria Kairos. Venerdì sera 23 ottobre alle ore 19:30, si terrà la solenne cerimonia di consegna della Charter, atto costitutivo che sancisce ufficialmente l’ingresso del club nella rete internazionale del Lions Clubs International, alla presenza del Governatore del Distretto 108 Ya, Bruno Canetti. Guidato dal Presidente Ketty Marino, il nuovo Club prende il nome da Kairos — il "tempo opportuno", il momento propizio in cui l'azione si trasforma in valore sociale.

La missione del Lions Club Specially Reggio Calabria Kairos è chiara ed emotivamente profonda: superare la semplice narrazione dell'inclusione per abbattere ogni barriera e ridisegnare il sostegno alla disabilità, ponendo al centro dell'attenzione non solo la singola persona con fragilità, ma l'intero nucleo familiare. Quando la disabilità entra nella quotidianità di una famiglia, le risorse emotive e materiali vengono quasi totalmente assorbite dalle necessità del familiare più vulnerabile.

In questo percorso silenzioso, genitori, coppie e fratelli rischiano spesso di diventare invisibili, affrontando in solitudine ansie, fatiche e dubbi sul futuro. «Il progetto Kairos nasce proprio per dare voce e dignità a tutte queste storie, proteggendo gli spazi affettivi, rafforzando i legami e offrendo un sostegno concreto affinché nessuno debba più sentirsi solo o dimenticato- dichiara la presidente Ketty Marino- La vera forza rivoluzionaria di questa iniziativa risiede nella volontà di superare la pura narrazione dell'inclusione per farne un esempio di partecipazione reale e attiva».